Cultura e Media

Pérez Esquivel: “Pensavamo che le dittature fossero superate e invece nella realtà non è così”

Adolfo Pérez Esquivel, Premio Nobel per la Pace 1980, si è mostrato sorpreso per il riconoscimento concesso a Barack Obama con il Nobel per la Pace 2009. Dialogando durante il programma radiofonico “Comunicación Directa” di FM della Azotea di Mar del Plata (Argentina) ha parlato anche della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza e sul colpo di stato in Honduras.

Incontro Multiartistico a Mendoza

La senatrice Miriam Gallardo insieme all’organizzazione umanista Mondo Senza Guerre di Mendoza dà vita ad un incontro multiartistico per la nonviolenza, che si svolgerà tra il 2 novembre 2009 e il primo gennaio 2010. In lavori di gruppo giovani e bambini rappresenteranno attraverso differenti espressioni artistiche il mondo in cui aspirano a vivere.

I marciatori intervengono pacificamente a favore di alcuni manifestanti a Yongsan, in Corea del Sud.

Durante una manifestazione per la morte di cinque persone, a seguito di un incidente con la polizia sul cui sfondo grava l’ombra della speculazione edilizia, i marciatori intervengono in favore dei parenti delle vittime che erano stati circondati dalla polizia. Gli abbracci che il gruppo rivolge loro e le parole che un monaco zen scambia con la polizia risolvono la situazione.

Ecuador e Giappone: Costituzioni per la Pace

Lo studio degli articoli sul controllo degli armamenti nucleari delle Costituzioni nazionali dell’Ecuador e del Giappone sarà l’argomento centrale della conferenza internazionale organizzata in Ecuador nei primi giorni di novembre. Peace Boat durante il suo 67° viaggio attorno al mondo approderà al porto di Coperta per partecipare alla conferenza, tra i passeggeri 10 Hibakusha

Mosca: la Marcia Mondiale ricevuta alla Fondazione Gorbatciov

Venti membri dell’Equipe Base della Marcia Mondiale sono stati ricevuti dalla direttrice della Fondazione Gorbatciov a Mosca, alla quale Rafael Rubia ha donato il Manifesto per la Pace e la Nonviolenza. Il porta voce della Marcia Mondiale ha espresso l’importanza della presenza dell’Equipe Base a Mosca, dove nel 1994 ha fondato l’Associazione “Mondo senza Guerre”.

A Hiroshima 1000 candele contro il nucleare

La messa al bando delle armi nucleari è stata richiesta simbolicamente con 1000 candele che sono state accese durante l’evento “NO NUKES 2020” (No al Nucleare entro il 2020) organizzato dalla Fondazione per la Pace e la Cultura di Hiroshima. Alla manifestazione ha partecipato anche l’equipe base della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza

Dialogo tra palestinesi e israeliani a Wallaje (Palestina)

Grazie all’opera di mediazione di Luisa Morgantini alcune associazioni popolari palestinesi che si erano opposte all’evento di celebrazione della Marcia a Wallaje, in territorio palestinese, al quale erano invitati esponenti israeliani, hanno aperto il dialogo e le proprie case alla delegazione della Marcia riconoscendone il ruolo di ambasciatrice di pace.

Pat Patfoort a Milano, 3 giorni dedicati alla nonviolenza

Dopo qualche anno di assenza l’antropologa belga Pat Patfoort, mediatrice a livello internazionale nel campo della trasformazione e della gestione nonviolenta del conflitto, torna a Milano per presentare il suo metodo attraverso la conferenza “Costruire la Nonviolenza: educare alla pace e alla risoluzione nonviolenta dei conflitti” e il seminario “Difendersi senza aggredire”

Cosa c’è dietro quello che compriamo?

Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, oggi circa 12 milioni di persone sono vittime della società dei consumi. Una nuova campagna “Compra responsabile” vuole far prendere coscienza sull’origine oscura di molti prodotti, per l’eliminazione della domanda di quei manufatti ottenuti con lo sfruttamento e la tratta.

Dopo 56 anni la Marcia Mondiale è la prima ad entrare nella zona smilitarizzata tra le due Coree

I marciatori per la pace non sono giunti invano in Corea del Sud; la loro visita al Paese conosciuto come “La Terra del mattino tranquillo” ha reso possibile per la prima volta che degli stranieri accedessero all’area di confine tra i due Stati chiamata “zona smilitarizzata” (DMZ), un’area di sicurezza dove si concentrano le forze armate di tutto il mondo.

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