Turchia | Selahattin Demirtas parla in aula dopo un anno

17.03.2021 - Murat Cinar

Turchia | Selahattin Demirtas parla in aula dopo un anno

L’ex parlamentare e l’ex co-presidente del Partito Democratico dei Popoli, Selahattin Demirtas, si trova nel carcere di Edirne dal 4 novembre del 2016. Demirtas è accusato di una serie di reati pesanti tra cui “fondare un’organizzazione criminale” e “appartenere a un’organizzazione terroristica armata”. La Corte Costituzionale della Turchia si è pronunciata nel mese di giugno del 2020 dicendo che nel suo processo ci sono stati diversi casi di violazione dei diritti umani, tra cui la detenzione prolungata non giustificabile. Mentre famiglia e avvocati si aspettavano la sua scarcerazione, il collegio dei giudici ha deciso di continuare con la detenzione di Demirtas presentando nuove accuse. Infine, nel mese di dicembre del 2020, la Grande Camera (Grande Chambre) della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha ordinato alla Turchia di liberare Selahattin Demirtaş, definendo la sua detenzione come un gesto “politico” e non “giuridico”.

La decisione della Cedu ha scatenato la reazione del Presidente della Repubblica di Turchia che l’ha definita come una decisione “politica e ipocrita”. Lo stesso Presidente ha descritto Demirtas come un “terrorista con le mani piene di sangue”, ed ebbe lo stesso tipo di reazione anche dopo la prima importante decisione della Cedu, nel 2018, sempre a favore della scarcerazione di Demirtas.

il 16 marzo 2021, un anno dopo l’ultima decisione della Cedu, Selahattin Demirtas si è presentato, in video conferenza, in aula per difendersi. In tutto questo periodo la decisione della Cedu non è stata tradotta in turco e nemmeno inserita nei fascicoli del processo. Demirtas, in aula, ha fatto un discorso molto ricco, ironico e politico. Qui sotto trovate la traduzione in italiano di una parte del suo discorso.

“Prima di tutto mi congratulo con il tribunale per il suo coraggio. Io appartengo al Partito Democratico dei Popoli. Ero uno dei suoi due co-presidenti. La mia identità politica era netta, chiara e pubblica. Non ho mai nascosto la mia identità politica. Anche voi perseguite un disegno politico ma vi nascondete. Ho aspettato un anno per questa udienza. Nel mentre, nel mese di giugno del 2020, la Corte Costituzionale ha deliberato che voi avete violato i miei diritti. La Cedu si è espressa nella stessa maniera. Ma voi, come se non fosse successo nulla, non avete preso nessuna decisione. Continuate a comportarvi ugualmente, come facevate prima. Tuttavia questa vostra posizione per me è inaccettabile.

So che ricevete gli ordini da uno dei consulenti del Presidente della Repubblica, si chiama Mehmet Uçum. Anche il membro più giovane del vostro collegio conosce la legge meglio di lui. Lo conosco anch’io, ha una pessima conoscenza della materia. Ma perché nonostante questo continuate a assecondarlo? Perché, Mehmet, ora lavora per il Palazzo reale. Voi non avete nemmeno inserito la decisione della Cedu tra le carte del mio processo. I tribunali di Mersin e Istanbul dove si svolgono gli altri processi su di me, hanno richiesto una copia della decisione della Cedu ma voi invece niente. 

Mi sarei aspettato che voi aveste spiegato qui in aula perché avevate deciso di ignorare la decisione della Cedu. Ma non lo farete mai. Il vostro Presidente Erdogan ha già spiegato tutto in realtà, dicendo: “Non posso intervenire nelle decisioni dei tribunali tuttavia ovviamente non difenderemmo i diritti di un terrorista come Selahattin Demirtas anche se avesse dei diritti”. Erdogan ha già dichiarato che i miei diritti non saranno difesi e voi avete eseguito il suo piano. Per questo mi congratulo con voi. Mi congratulo per questa chiara violazione dei diritti. Avete regalato alla Turchia uno storico caso di violazione dei diritti. 

In questi 4 anni del mio processo avete visto com’è ridotta la Turchia. Voi contribuite alla distruzione di questo Paese. Ogni decisione che avete preso ha rafforzato il rapporto tra la giustizia e la politica e ha reso più profonda la presenza della criminalità organizzata che si trova dentro lo Stato. Quindi le istituzioni che lavorano per il governo non possono essere messe in discussione da parte della giustizia. Infatti oggi in questo Paese non esisto uno Stato e le istituzioni non funzionano. La Cassazione oppure la Corte Costituzionale non possono prendere delle decisioni autonome. Perché il potere esecutivo controlla tutto. 

Perché non ci basiamo sulla legge elettorale in questo processo invece che prendere la Costituzione come riferimento? Voi, giudici, avete portato avanti un notevole lavoro politico perché i partiti che sostenete potessero arrivare al potere. Voi avete collaborato per cambiare il sistema in questo Paese. Avete contribuito alla creazione di un sistema dittatoriale basato sulla figura di un uomo solo. Voi apertamente dite che non riconoscete i pareri della Corte Costituzionale e della Corte europea dei diritti umani. I vostri portavoce politici che sono Erdoǧan, Bahçeli e Soylu ve lo ordinano e voi eseguite. Vi consiglio di non sacrificarvi per mantenere il potere.

Questo governo, al 99%, andrà via alle prossime elezioni. Successivamente sarete convocati nella commissione d’inchiesta sulla giustizia presso il Parlamento. Quindi i membri del nuovo Parlamento vi interrogheranno sulle carte che avete preparato contro di noi. Vi giuro che vi chiederò il conto di tutto quello che mi avete fatto, davanti alla giustizia. 

In questa attuale situazione politica non avete nessuna possibilità per condurre questo processo in modo indipendente. Quindi vi consiglio di sospendere questo processo fino alle prossime elezioni. Potete decidere di fissare la data della prossima udienza per il mese di luglio del 2023, quando si svolgeranno le prossime elezioni politiche. So che vi arrivano gli ordini dal Palazzo reale e voi prendete le decisioni basandovi su questi ordini. Se fossi in voi me ne vergognerei.

Facciamo così, so di certo che non applicherete nessuna delle decisioni della Corte Costituzionale e neppure quella della Cedu, dunque consegnate le carte al procuratore così lui decide come gli pare. Così non vi stancherete. Abbiamo solo 2 anni fino alle prossime elezioni così in tutto questo tempo potete fare porta porta e chiedere voto per il governo. 

So che questo governo perderà e questo Paese si riprenderà. Tuttavia alcune persone pagheranno il conto davanti alla legge. Mi volete condannare a 142 anni di galera? Mi raccomando fatelo, anzi se mi condannaste a 141 anni non vi perdonerei.

Privare dell’immunità parlamentare è contro la Costituzione. Questo fatto è stato evidenziato anche nell’ultima decisione della Cedu. Per cui vi consiglio di rivolgervi alla Corte Costituzionale per cambiare quell’articolo. Invece se non ve ne importasse nulla e vi foste concentrati sulle elezioni vi farei una cortesia; potrei chiedere al tribunale penale 22 di Ankara di cambiare il collegio dei giudici. Così potreste lavorare meglio.”

Per approfondire il caso di Selahattin Demirtas:

Demirtas: un candidato in carcere

Turchia: la resistenza ironica di Selahattin Demirtas

Turchia, la condanna della Cedu: Demirtas svela il complotto giuridico e politico

Turchia: Demirtas, candidato prigioniero

Categorie: Diritti Umani, Internazionale, Medio Oriente, Non categorizzato
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