Turchia: la resistenza ironica di Selahattin Demirtas

15.07.2019 - Murat Cinar

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Turchia: la resistenza ironica di Selahattin Demirtas
(Foto di Archivio Pressenza)

Selahattin Demirtas, l’ex co-presidente del Partito Democratico dei Popoli (HDP), si trova in carcere da circa 3 anni. E’ stato arrestato nel mese di novembre del 2016 con una serie di accuse tra cui quella di “agire per il conto di organizzazioni terroristiche”. In tribunale sia lui che i suoi avvocati hanno smentito varie volte le accuse infondate, lo stesso Demirtas l’ha ribadito solo qualche giorno fa, come dichiara nell’articolo pubblicato  sulla nostra agenzia.

Demirtas è diventato ancora più famoso con le sue diverse forme di resistenza dentro il carcere. In questo periodo ha realizzato numerosi lavori di illustrazione ed ha scritto due libri di racconti. L’ex parlamentare ha lanciato numerosi messaggi ironici tramite i suoi avvocati che li hanno diffusi via twitter e facendo così ha fatto pensare alle guardie di avere un cellulare nella cella. Twitter è stato uno strumento importante per Demirtas anche durante la campagna elettorale del 2016 quando si candidò al Presidente della Repubblica. In tutto questo periodo ha rilasciato varie interviste per corrispondenza ha composto un brano musicale cantandolo al telefono a sua moglie. Gli unici mezzi a disposizione che aveva Demirtas erano gli incontri con i suoi parenti ed i suoi legali e l’uso limitato del telefono fisso. L’ex co-presidente dell’HDP utilizzò, sempre nel 2016, il telefono anche per registrare un comizio elettorale,  diffuso dai suoi famigliari.

Invece questa volta Selahattin Demirtas, tramite una lettera che ha scritto al quotidiano Birgun, ha elencato una serie di consigli per coloro che “possono essere arrestati” in futuro, basandosi sulla sua esperienza.

“Non sono in carcere da così tanto tempo da dimenticare la vita sfrenata che sta al di fuori da queste mura. Non è un periodo così lungo da parlare da esperto in un paese in cui ci sono numerosi detenuti politici che si trovano in carcere da più di 25 anni. Tuttavia mi sento obbligato a parlare delle mie esperienze da carcerato.

  • Quando entrate in carcere, il primo giorno, ti perquisiscono con l’obiettivo di togliere tutto quello che non è permesso introdurre dentro. Tuttavia non riescono a togliere le tue “idee” che solo alla base delle motivazioni del tuo arresto. E’ una procedura interessante.
  • I primi giorni, quando esci dalla cella, per esempio per incontrare l’avvocato, all’improvviso controlli le tue tasche, pensando di aver dimenticato le chiavi attaccate alla porta, da dentro. Non ti preoccupare, qui le serrature sono numerose, ma le chiavi non esistono.
  • Coloro che vengono a visitarti ti trovano molto facilmente. Qui non c’è nessuno che li accoglie dicendo “è  uscito poco fa per una riunione”, “è in ferie, può lasciare un appunto”.
  • Se non sei una persona amata fuori e non conti nulla non ti preoccupare. Qui, dentro, ti contano almeno due volte al giorno, è meglio che niente. Cerca di ricavarne un beneficio da questo.
  • Qui non hai nessun problema come “ho la batteria scarica”, perché qui la batteria non si scarica mai. Stai tranquillo.
  • Quando le cose si mettono male, non ti impediscono di accedere a internet. E’ un sentimento veramente piacevole, ti fa sentire un po’ libero.
  • Se ti fai problemi perché non sei mai finito in televisione, non ti preoccupare, qui ci sono numerose telecamere che ti riprendono 24 ore al giorno e ci sono diverse persone che guardano le tue immagini giorno e notte.
  • Cari amici che fate dei salti mortali, ogni giorno, per non perdere il bus, il traghetto oppure la metro, qui dentro, è proprio fatto per voi. Lo shuttle non parte, assolutamente, se non ci siete voi. Qua dentro, si prendono molto cura dei clienti.
  • Ormai non puoi andare da nessuna parte senza navigatore? Non ti preoccupare, qua dentro, ovunque tu vada ti assistono almeno quattro guardie.
  • Fate attenzione che ci saranno dei compagni di cella che ti diranno “Bussa qualcuno, guarda un attimo”, non ci cascare!
  • Se, di notte, sentissi del rumore, come se fosse entrato un ladro, nella tua cella, non ti preoccupare. In galera, ci sono anche dei ladri, ma li tengo in altre stanze. In ogni caso sono dei ladri piccoli. Non mettono dentro quelli grandi, non c’è da temere.
  • Qui dentro, nessuno può prendersela con te dicendo “Ti faccio sbattere dentro!”, è una sensazione diversa.
  • Mi rivolgo a coloro che si arrabbiano dicendo “ti ho scritto dieci minuti fa e non mi rispondi!”, qui ci vuole almeno un mese per ricevere una lettera oppure per far recapitare alla destinazione. E’ un’ottima prova per controllare la rabbia.
  • Ah una cosa, non scrivere, nella lista della spesa, cose come: martello, falce, zappa, sega. Purtroppo, questi maledetti, non te le danno.
  • Qui esiste un preside, anche il vicepreside, addirittura ci sono pure degli insegnanti ma non pensare che ti daranno la pagella e ci saranno le vacanze estive. L’ho verificato.
Categorie: Europa, Medio Oriente, Politica

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