Cipro del Nord: “La guerra non è il destino dell’umanità”, dice il Presidente

09.09.2020 - Murat Cinar

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Cipro del Nord: “La guerra non è il destino dell’umanità”, dice il Presidente
haberfirsat

Mustafa Akinci è il Presidente della Repubblica Turca di Cipro del Nord. Si tratta della parte settentrionale dell’isola mediterranea, riconosciuta soltanto dalla Turchia. Akinci è alla guida del Paese dal 2015 e si sta preparando alle elezioni in arrivo per la sua seconda rielezione. Akinci appartiene al Partito della Democrazia delle Comunità, TDP. L’ex sindaco della capitale divisa in due, Nicosia, è anche uno dei promotori e fondatori del Movimento per la Democrazia e la Pace, e si impegna anche per l’unificazione dell’isola.

Akinci ha rilasciato una lunga video-intervista a Euronews in cui ha parlato di temi caldi come quello legato alle politiche energetiche del Mediterraneo orientale, che aumentano le possibilità di conflitti e scontri, ma anche del rapporto complicato della sua Repubblica con il governo di Ankara.

“Dopo la scoperta dei giacimenti di gas nel Mediterraneo orientale, lo stress è cresciuto. Bisogna costruire possibilità di dialogo tra i paesi confinanti. Le popolazioni nordiche di Cipro non possono essere escluse dagli accordi legati alle politiche energetiche. La Turchia ha rapporti deboli e conflittuali con diversi paesi mediterranei e questo va sistemato, non aiuta a normalizzare la situazione. Bisogna dichiarare una sorta di moratoria per risolvere i problemi storici dell’area. Le risorse naturali della zona appartengono a tutti i Paesi, lo dobbiamo accettare tutti. La Francia è un paese che ha un peso nell’area, ma deve collaborare con tutti, non deve prendere iniziative da sola o solo con alcuni paesi. I rapporti dell’Unione Europea con Ankara devono essere migliorati e devono basarsi su una cultura democratica, a questo tengo personalmente. Gli attuali progetti energetici non sono sostenibili dal punto di vista economico, lo dicono anche gli esperti greci. La soluzione del conflitto cipriota renderà più serena la zona, tutti i leader devono impegnarsi per renderlo possibile. Non abbiamo un pieno riconoscimento nemmeno da parte della Turchia, semplicemente una squadra di calcio turca non può incontrarsi con una squadra nostra. Quindi una Cipro unita è un vantaggio anche per Ankara. In Turchia ci sono persone che vogliono mantenere la precarietà della nostra condizione per una serie di loro convenienze. Ho visto e vissuto la guerra, non serve a nulla e non deve essere il nostro destino. I trafficanti di armi vogliono che ci sia un conflitto permanente in quest’area. Abbiamo bisogno di un nuovo futuro. I cittadini, i politici e i media hanno la grossa responsabilità di sostenere la cultura della pace. Nessun paese può essere escluso e pensare di essere isolato dal resto del mondo, soprattutto in quest’epoca storica”.

Intervista in lingua originale: https://tr.euronews.com/embed/1215794
Categorie: Internazionale, Pace e Disarmo
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