Italia-Cuba: donne, diritti e poesia

02.07.2020 - Alessandra Montesanto

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Italia-Cuba: donne, diritti e poesia

Per fare un esempio di interculturalità, in questo caso tra Italia e Cuba, vi proponiamo l’intervista a Ana María Pedroso Guerrero, promotrice culturale e consulente d’arte, con la quale abbiamo parlato di diritti umani in relazione alle donne e dell’importanza della poesia come strumento di promozione della libertà, della pace e della giustizia.

Ana María Pedroso Guerrero è poetessa e scrittrice. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Bergamo (Italia), è impegnata come promotrice culturale e consulente d’arte. Vive tra Milano (Italia) e L’Avana (Cuba) e dal 2007 è la fondatrice e Presidente dell’Associazione Culturale Cubeart (Milano), per la quale crea e dirige progetti culturali, sociali e artistici. Ha contribuito a promuovere l’arte e la cultura cubana in Europa e in America Latina, attraverso eventi e mostre di artisti cubani e internazionali in città come L’Avana, Milano, Venezia, Roma, Vienna, Lugano, Rio de Janiero, San Paolo e Quito.

L’Associazione Cubeart è un progetto culturale indipendente senza scopo di lucro, con sede a Milano (Italia), che mira a promuovere l’arte e la cultura.

Quando e dove nascono l’associazione Cubeart e il progetto di poesia “Poetry is my passion” (la poesia è la mia passione)?

L’idea di creare un’associazione è nata in Austria, patria di quella Kulturnation alla quale sono grata ancora oggi per essere la mia prima complice. Lì sono entrata in contatto con il suo vasto ed eterogeneo universo culturale, ed è iniziata ad affiorare in me l’idea di un’avventura affascinante: innamorarmi dell’arte e contribuire alla sua creazione.

Terminato l’Erasmus e già con un’idea ben chiara in testa, ho deciso di stabilirmi a Dornbirn (Vorarlberg), una delle regioni del Paese più attive dal punto di vista culturale. A Dornbirn ho conosciuto molti artisti e mi sono avvicinata alle Kurnstverein, ovvero associazioni culturali che proponevano numerosi bandi in diverse aree (tra cui arte scenica, letteratura, pittura, arte mediatica e musica) che nella maggior parte dei casi erano rivolti a giovani artisti e all’interculturalità, e che successivamente hanno influenzato la nostra definizione strategica nell’organizzazione dei progetti culturali, di cooperazione allo sviluppo e del territorio.

Questi primi anni in cui ho vissuto tra Cuba, Italia e Austria sono stati per me formativi, proficui e soprattutto molto affascinanti. Sono stati gli anni della mia collaborazione diretta con le istituzioni, con gli artisti e gli intellettuali dell’Isola, e ho avuto la fortuna di lavorare e collaborare con grandi poeti, scrittori e artisti del calibro di Nancy Morejón, Thiago de Mello, Ernesto Cardenal, Pablo Armando Fernández, Jaime Saruski, Aitana Alberti, Alex Pausides, Pedro de Oraá, Lesbia Vent Dumois, e molti altri.

Nei periodi di maggiore stabilità, in cui mi dividevo tra L’Avana e Milano ho lavorato con un gruppo di poeti e pittori, artisti, critici d’arte e curatori, con i quali si è instaurato un particolare dialogo che ha contribuito fattivamente alla realizzazione di molti sogni, tra cui, l’avvio di uno scambio interculturale tra Cuba, Italia e Austria che si è concretizzato, nel 2008, con la registrazione dell’associazione Cubeart, la quale si prefigge di dare maggiore importanza all’arte e alla cultura. Ha anche rappresentato l’inizio di un meraviglioso e affascinante percorso, poiché ha segnato l’avvio di un rapporto di amicizia con molti degli artisti e collaboratori che continua ancora oggi.

“Poetry is my passion”

“Poetry is my passion” comprende artisti di diversi Paesi, attraverso forme di connessione e scambi tra poeti, musicisti, attori e operatori culturali. L’obiettivo primario di questo progetto è il linguaggio, il nostro patrimonio più apprezzato, la cui massima espressione è la poesia.

“Poetry is my passion” è anche un itinerario poetico, uno spettacolo teatrale, una collezione di poesia che per la prima volta ha riunito l’opera di cinque autori: Betty Gilmore dagli Stati Uniti, Rufin Doh dalla Costa d’Avorio, Meisam Seraj dall’Iran, Antje Stehn dalla Germania e la sottoscritta, in diverse lingue: inglese, francese, iraniano, tedesco e spagnolo, con le relative traduzioni in lingua italiana.

L’idea del progetto è nata nel 2017, quando tutti insieme abbiamo dato vita alla lettura poetica presso il MUDEC, il Museo delle Culture di Milano. È stato il primo di una serie di eventi per la promozione della campagna per la raccolta fondi di Ulule «Poetry is my Passion» e per il lancio dell’antologia poetica “Sesamo e sale. Poesia”, il cui intento era quello di creare un’interconnessione tra diverse reti culturali a Milano, con la partecipazione di associazioni, poeti e scrittori italiani e stranieri.

Quali sono gli obiettivi dell’associazione?

Cubeart è un progetto internazionale, che propone un’offerta culturale con un grande valore sociale.

La sua particolare concezione dinamica in quanto associazione la pone come uno spazio di integrazione per le arti e le scienze: letteratura, teatro, cinema, musica e danza che, al contempo, include artisti nei circuiti internazionali di spettacolo e distribuzione.

Cubeart, tra i propri obiettivi, ha anche quello di creare, attraverso l’arte e la cultura, ponti e collegamenti con comunità multiculturali e con artisti internazionali, promuovendo l’inclusione sociale, salvaguardando la diversità culturale e linguistica. Infatti, considera l’interculturalità come uno strumento per lo sviluppo sociale ed economico dei territori e per la lotta alla disuguaglianza e alla discriminazione.

Tra gli ultimi progetti, segnalo “Nascere a Milano: Donne, Alberi e Identità” Museo delle Culture MUDEC, 2020; «Abbasso i Muri», 2019 con la cooperazione della Fondazione Cariplo. Centro Internazionale di Quartiere, Cascina Casottello; “Milano una città mille lingue. Poetry is my passion”. Itinerario poetico, 2018-2019; «L’ultima cielo», 2017. Triennale Milano; «M-WAM – World Arts Map», 2015 Show Workshop “Milano Città Mondo”, Fabbrica del Vapore, Milano.

L’arte da sempre è uno strumento importante per dare voce a chi una voce non ce l’ha. In che modo può farlo la poesia?

L’arte può farti pensare. E l’artista può parlare con tutti allo stesso modo. […] Il poeta è la somma delle diverse «esperienze» dell’uomo del suo tempo, dichiarava Salvatore Quasimodo nel suo discorso in occasione del Premio Nobel, nel corso del quale operò una netta distinzione tra la funzione poetica e quella politica. In realtà, il poeta, attraverso il suo impegno civile, che fu anche politico, ha incarnato perfettamente i valori umani fondamentali. La poesia è un’espressione lirica e, attraverso la magia della parola, è in grado di trasmettere messaggi che spaziano dall’arte, alla storia, alla cultura. Credo che la poesia abbia questa forza, perché è in grado di ribadire l’identità e, a partire dalla lingua, rappresentare se stessi, il proprio Paese, la propria gente, i propri valori. Per esempio, per coloro che di solito parlano una lingua diversa, leggere una poesia nella propria lingua madre ha un valore costitutivo, di riconoscimento e di identità, oltre che linguistico. Fin dalla sua nascita, l’associazione si è caratterizzata per il forte valore poetico. Sia nella concezione dei progetti che nel modo di sviluppare i percorsi culturali. Fondata da poeti, scrittori e artisti plastici e alimentata da uno scenario internazionale e interculturale che ha permesso, allo stesso modo, di realizzare progetti relativi a mostre, progetti poetici, culturali e sociali.

Sono numerose le poetesse e gli artisti che collaborano con te: Giselle Lucia Navarro è scrittrice, poetessa e disegnatrice; qual è il messaggio che più di tutti vuole trasmettere?

Per Giselle “la poesia è veicolo di pace, che permette di immedesimarsi nell’animo umano, è il suo contrappeso per rimettere equilibrio tra la bellezza e la crudeltà della vita. “È l’arma con la quale trasformo una determinata parola”, scrive Giselle, “in linguaggio scritto o visivo, per arrivare agli altri. Scrivo per l’essere umano, per il suo cuore, appunto. Desidero che le mie poesie giungano al suo cuore e non alla sua testa. Le poesie che ti arrivano al cuore sono anche quelle che ti cambiano la vita. Per me la poesia non è intrattenimento, è qualcosa di più serio, è una missione. La parola è il mio ossigeno. Mi piace la sua semplicità. Quello che voglio trasmettere è la sincerità e la purezza delle cose. Desidero che la mia parola penetri come una pallottola, una pallottola che curi e risvegli, che faccia in modo che la persona guardi dentro se stessa. Non importa se poi dimentica la poesia. L’importante è che la mia parola abbia fatto nascere in quella persona una sensibilità, quella sensibilità che ci permette di cambiare il mondo”.

 

Traduzione dallo spagnolo di Ada De Micheli. Revisione: Silvia Nocera

Categorie: America Centrale, Europa, Genere e femminismi, Interviste
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