L’UE ignora le cause della fuga dall’Africa e le violazioni dei diritti umani

16.12.2016 - Associazione per i Popoli Minacciati

L’UE ignora le cause della fuga dall’Africa e le violazioni dei diritti umani
(Foto di EU/ECHO/Malini Morzaria via flickr)

Unione Europea: vertice a Bruxelles su migrazione e fuga dall’Africa (15 dicembre)

L’UE ignora le cause della fuga e le violazioni dei diritti umani!

In occasione del vertice dell’Unione Europea (UE) che si tiene oggi 15 dicembre a Bruxelles e in cui si discuterà anche di migrazioni, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) critica duramente gli accordi che l’UE intende fare con alcuni paesi africani territori d’origine e di transito dei migranti per il controllo delle migrazioni. Per l’APM si tratta di accordi scellerati che ignorano completamente le gravi violazioni dei diritti umani in corso nei paesi in questione e di conseguenza anche le cause che obbligano migliaia di persone a fuggire dalla propria terra.

Più in generale, l’APM critica l’intero pacchetto programmatico europeo. Impedire ai profughi di entrare in Europa e rimpatriare chi è già arrivato non può essere definito un aiuto alla cooperazione come l’UE tenta di far credere. I guadagni economici derivanti dalla costruzione di nuove barriere alle frontiere altamente tecnologiche e di massima sicurezza così come l’introduzione di passaporti biometrici vanno unicamente a vantaggio di aziende di armamenti e di alta tecnologia per la sicurezza europee ma certo non costituiscono indotti economici per i paesi africani e tanto meno producono uno sviluppo sostenibile e a lungo termine.

Il vertice di Bruxelles delibererà anche sulla seconda relazione della Commissione Europea riguardo agli accordi di partenariato con i paesi africani relativi alla migrazione africana. La relazione sottolinea in particolare la stretta e apparentemente ottima collaborazione con l’Etiopia, considerata un partner importante per le questioni riguardanti i profughi e la migrazione. La Commissione Europea ha compiuto più di 20 viaggi conoscitivi in Etiopia, Nigeria, Niger, Mali e Senegal. Ciò nonostante l’Europa non ha mai reagito in modo appropriato alle gravissime violazioni dei diritti umani e alla persecuzione degli Oromo e Amhara in Etiopia. Invece di porsi con decisione per il rispetto dei diritti umani e la democratizzazione dei meccanismi governativi, l’Europa ha deciso di sostenere il governo autoritario etiope il cui operato causa decine di migliaia di profughi e – tragica ironia – di firmare con questo governo accordi per il controllo dei flussi di profughi.

Finché l’Europa continuerà a far finta che le persecuzioni, le torture e gli arresti arbitrari non esistono nei paesi suoi partner non può poi meravigliarsi se sempre più persone disperate sono costrette a fuggire dal Corno d’Africa verso l’Europa. Secondo le stime delle associazioni per i diritti umani, tra gennaio e ottobre 2016 la persecuzione statale etiope ha causato almeno 2.808 morti e più di 50.000 persone appartenenti ai popoli degli Oromo e degli Amhara sono stati arbitrariamente arrestate. La repressione ha costretto decine di migliaia di persone alla fuga. Molti di loro hanno cercato rifugio in Europa.

Bolzano, Göttingen, 15 dicembre 2016

Categorie: Africa, Comunicati Stampa, Diritti Umani, Europa
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