CPR, storie di ordinaria follia dall’Europa “civile”

17.02.2021 - Andrea De Lotto

CPR, storie di ordinaria follia dall’Europa “civile”
Yasmine Accardo

Avete presente quei film di guerra dove c’è qualcuno che da solo, asserragliato, continua a sparare, non molla la posizione, non aspetta un cambio, non si lamenta, oramai è tutt’uno con la sua mitragliatrice… Non ha nessuno sotto di lui, non ha nessuno sopra di lui…. Va avanti. O quei personaggi che, da soli, rimasti in un villaggio dell’Africa, continuano a fare tutto quello che possono, conoscono perfettamente la gente, i vecchi, le donne, i bambini, hanno imparato la lingua, conoscono il territorio come le loro tasche, non si aspettano più nulla da nessuno, vanno avanti.

Yasmine Accardo, di “LasciateCIEntrare”, sembra così. A suo tempo si laureò in veterinaria, bei tempi. Da anni si occupa di immigrati. O meglio, si occupa degli ultimi degli ultimi. Quelli i cui diritti vengono calpestati sistematicamente.

Mi racconta. Basta darle il LA e comincia a raccontare, inanellando date, fatti, respingimenti, morti, denunce, CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio, usati per identificare e deportare dal territorio italiano i “migranti irregolari”, ndr) aperti, chiusi, riaperti, vergogne su vergogne. “La discrezionalità delle questure è pazzesca. Il CPR comincia prima di arrivare al CPR, inizia dove finisce lo stato di diritto, dove e quando sei nelle mani di qualcuno ed entri in un circuito che vedrà la fine solo quando l’aereo della tal compagnia toccherà il suolo del tuo Paese.

La prima condizione è spossessarti del telefono, se ti va bene ti rompono la telecamera, ma il più delle volte te lo ritirano proprio, non lo vedi più. Quei pochi che riescono a mantenerlo in un modo o nell’altro ci rintracciano. Sennò solo i loro parenti a trovarci, a denunciare l’arbitrio. I CPR sono buchi neri. Faccio un esempio: non dovrebbero esserci spazi di “isolamento” al loro interno, invece i luoghi di isolamento ci sono da sempre e sono luoghi prevalentemente punitivi per chi protesta. Come sono punitivi alcuni trasferimenti, per esempio da Torino a Roma, praticamente appena vedono che si costruiscono una rete di supporto… Li spostano.

I CPR della Puglia, di Brindisi in particolare, sono i più duri. Lì a Brindisi è addirittura all’interno del CARA (Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo, ndr). Il CPR dentro il CARA, sperduto nella campagna, come un gioco di matriosche. Gironi infernali. A Caltanissetta è stato chiuso perché le fognature non funzionavano. Da tempo i reclusi si lamentavano, ma solo quando lo ha fatto la polizia che ci lavorava, lo hanno chiuso.” Mi elenca singoli casi, ricorda i nomi, di chi è morto, di chi si è suicidato. Gli accordi con la Tunisia hanno prodotto questo. Il 99% dei rimpatri avvenuti su voli quotidiani sono per i giovani tunisini che hanno annusato l’Italia e si ritrovano al punto di partenza, senza passare dal Via. I tunisini li descrive come questo nuovo “esperimento”: “I tunisini vengono trattati a “mazzi”, come le rose. Essendo trattati a gruppi informi, più volte si scopre che ci sono minori non accompagnati in quantità, mica uno o due, a mazzi appunto…” Voli militari. Ma noi siamo l’Europa civile, mica apriamo gli sportelloni durante il viaggio.

Yasmine racconta come sia in contatto con molte famiglie tunisine, è il suo numero di telefono che oramai circola ovunque. Yasmine ha imparato l’arabo: “Era indispensabile…” Mi dice.

I parlamentari potrebbero entrare, ma da qualche anno non si interessano più. Le visite che facevamo con loro, a sorpresa, erano fondamentali. Più di una volta ci siamo trovati circondati da 10-15 poliziotti grandi e grossi che ci intimorivano. Non dovevamo parlare coi reclusi. Guardare e non parlare, tanto meno ascoltare. E quindi ogni volta era un braccio di ferro.” E invece Yasmine racconta come è fondamentale raccogliere le storie, le singole storie, una diversa dall’altra, colme di soprusi, abusi, a volte violenza. Le violenze della polizia sono in aumento: nei trasferimenti e durante la detenzione (e quasi sempre impunite). E’ molto difficile infatti denunciare, soprattutto se “non hai prove”.

Racconta dei tanti casi di uomini o donne in difficoltà, con patologie, o problemi psichiatrici, abbandonati. Dimenticati. Se poi scoppiano rivolte e qualcosa viene bruciato, non vi è nessuna verifica sull’aria che respireranno lì dentro nei giorni seguenti.” Ma perché i tunisini? Chiedo. “E’ il frutto di questo accordo, hanno cominciato con loro, non sappiamo chi saranno i prossimi, in Germania lo fanno con Gambia e Nigeria, non escludo che noi seguiremo a ruota”.

Alcuni viaggiano anche su voli di linea, diretti: Italia-Tunisia. Le chiedo se si verificano casi come quelli di un tempo, quando il comandante si rifiutava di partire per le proteste dei passeggeri indignati. “E’ probabile che i respinti vengano debitamente sedati, ma direi che oggi anche i passeggeri si preoccupino meno.”

Il giorno in cui avremo la medesima attenzione per galere e CPR come per le piste da sci, saremo andati lontano. Coraggio, grazie Yasmine.

Per maggiori informazioni: www.lasciatecientrare.it

Categorie: Europa, Migranti
Tags: , , , , ,

Newsletter

Inserisci la tua email qui sotto per ricevere la newsletter giornaliera.

Search

Racconti della Resistenza

Racconti della Resistenza

Il canale Instagram di Pressenza

Catalogo dei Documentari

Mobilitiamoci per Assange!

App Pressenza

App Pressenza

Canale di YouTube

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

Archivi

xpornplease pornjk porncuze porn800 porn600 tube300 tube100 watchfreepornsex

Except where otherwise note, content on this site is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International license.