Appunti di fine anno

31.12.2020 - Olivier Turquet

Appunti di fine anno
(Foto di Fridays For Future)

Nel mondo intero un incredibile anno 2020 sta per terminare. Il classico anno che sarà ricordato a lungo. E, come ogni anno, questo periodo suole essere quello in cui si fanno bilanci e riflessioni. Proviamoci…

La crisi

E’ da tempo che molti dicono che questo sistema (economico, politico, di valori, di modi di essere e di fare) è in crisi. La crisi si è fatta un po’ più evidente e più violenta.

E’ stato evidente che la priorità del profitto si scontra con la necessità di salvare vite umane. Almeno se si vive con la concezione immediatista di “ciò che mi conviene subito”.

E’ chiaro che l’individualismo in tutte le sue espressioni è in crisi, perché chi se l’è cavata meglio ha messo valori collettivi (anche utilitaristici) prima delle brame individuali.

Tuttavia la crisi non ha fatto crollare il sistema che, in prima istanza, pare saldamente legato ai suoi meccanismi tendenti al controllo e all’uniformazione. Serve un salto della coscienza verso la nonviolenza, l’umanità, una nuova e vera solidarietà.

Due mondi

Sembra che la crisi abbia evidenziato due mondi, due cammini come quelli che Silo nominava in un vecchio discorso dell’inizio degli anni ‘80, quasi 40 anni fa:

Si aprirono due cammini: il cammino del sì ed il cammino del no. Allora ogni pensiero, ogni sentimento, ogni azione, tutto fu turbato dal dubbio fra il sì e il no. Il sì creò tutto ciò che ha fatto superare la sofferenza. Il no ha aggiunto dolore alla sofferenza. Nessuna persona, relazione od organizzazione è rimasta libera dal suo interno sì e dal suo interno no. Poi i popoli separati iniziarono a legarsi tra loro ed infine le civiltà si trovarono unite; i sì e i no di tutte le lingue invasero simultaneamente i più remoti angoli del pianeta”1.

Che la causa del dolore e della sofferenza sia l’immensa voracità individualista, l’autoritarismo, il disinteresse per ogni essere umano come persona preziosa, a me pare sempre più evidente e orienta le mie azioni di costruzione e di denuncia.

Priorità

Abbiamo detto da anni, come umanisti, che la priorità doveva essere la salute e il mezzo una sanità gratuita, per tutti e di buona qualità. In quest’anno abbiamo visto come lo smantellamento sistematico della sanità pubblica ovunque abbia portato carenze nel campo della prevenzione e della cura.

Hanno definito eroi i medici e gli infermieri, tranne dimenticare di aumentargli lo stipendio e di investire adeguatamente in prevenzione e strutture. Hanno elogiato la creatività degli insegnanti nella didattica a distanza, però si sono dimenticati di discutere il numero di alunni per classe, uno dei problemi concreti che ha afflitto chi doveva riorganizzare la scuola.

Hanno applaudito l’insegnamento virtuale, ma si sono scordati che quasi il 40% dei bambini latinoamericani, per esempio, non ha possibilità di connettersi a internet e tanti tra loro hanno dovuto cercarsi un lavoro per far tirare avanti la famiglia.

Hanno parlato di proteggere gli anziani, ma non sono stati capaci di alleggerire la loro pesante carica per arrivare a fine mese con le miserabili pensioni che ricevono.

Tanti, proprio tanti, hanno perso il loro lavoro e nessuno li riprenderà quando tutto questo finirà, perché  hanno già messo macchine e robot al loro posto.

D’altra parte le donne sono state quelle che, una volta ancora, hanno sofferto di più. Sia per la violenza domestica che per il sovraccarico di lavoro dovuto al restare a casa. Sono loro che hanno dovuto fronteggiare l’appoggio ai figli nella didattica a distanza, la cura dei malati a casa e la sopravvivenza in tantissime famiglie, dove non c’é stata altra forma di portare i soldi per mangiare.

Poi, non parliamo della violenza contro i negri… il razzismo quest’anno ha nomi precisi e non dimenticheremo quello di George.

Il colonialismo si é espresso con chiarezza e sono stati soprattutto i giovani ad avere la forza di denunciarlo.

Il pianeta, la nostra casa

La pandemia ha messo in evidenza l’influenza di un inquinamento sempre più ingiustificabile, l’irrazionale distribuzione della popolazione umana sul territorio e l’assurda maniera di sfruttare le risorse del pianeta. La crisi di abitabilità della nostra casa, preesistente a questa crisi, necessitava di una risposta urgente. Visto che abbiamo imparato a vivere in emergenza (e ci siamo anche resi conto, almeno nei paesi opulenti, che non è qualcosa di terribile) vediamo se ci riesce di applicare quest’emergenza alla crisi climatica, che prevede di essere ben peggiore di quella del Covid.

Il 2020 ha visto anche, in positivo, terminare il processo di approvazione del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari e questa notizia deve essere fonte di speranza. Pressenza appoggia la pubblicazione in italiano dell’Atlante dell’Uranio, concreto mezzo di informazione antinucleare, affinché si abbandoni quella tecnologia sia a livello civile che militare.

Il Bene Comune

L’anno ci lascia con la preoccupante notizia della quotazione in borsa dell’acqua. Ma molte persone e movimenti si sono battuti per affermare la necessità di dare valore ai beni comuni, di combattere la privatizzazione, strumento di pochi che danneggia le moltitudini

La tecnologia, la scienza

Sebbene lo sviluppo della tecnologia abbia aspetti che possiamo criticare, in molti casi ha permesso di andare avanti, sia alle persone che ai gruppi umani, ai servizi, ai governi. Senza internet, senza l’avanzamento tecnologico industriale e l’applicazione tecnologica quasi ad ogni campo di attività umana, la nostra vita sicuramente si sarebbe fermata in forma evidente. E questo non è successo. Anzi, grazie alla tecnologia siamo in contatto, sappiamo cosa è successo e forse potremo superarlo.

Abbiamo imparato che la scienza non ha senso se non si mette al servizio dell’umanità; la scienza parte da un punto di vista e una visione dell’Essere Umano; la scienza falsamente neutrale è andata in crisi e la pandemia ha mostrato anche in questo campo la netta demarcazione tra i due cammini che citavamo prima.

La morte, la spiritualità

Siamo stati in stretto contatto con la morte e questo potrebbe averci chiarito il senso della vita. Questa relazione, tanto evidente a chi l’ha sperimentata, sembra assolutamente incomprensibile a chi non ha avuto quella esperienza: non c’è senso nella vita se tutto finisce con la morte.

Sicuramente la necessità di spiritualità è in aumento nel mondo; questo non significa che non si possa manifestare con le forme più bizzarre di coscienza magica.

Chi medita in umile ed attenta ricerca può percepire il richiamo profondo di un nuovo essere umano: quell’essere più volte annunciato dai saggi nel corso della storia, ma non ancora pienamente apparso nel mondo; quell’essere che essenzialmente tratta gli altri come vuol essere trattato e che in quella regola d’oro universale fonda le basi di una nuova civiltà planetaria, incapace di esercitare qualsiasi tipo di violenza.

Che sia il 2021 l’anno di questa epifania2.

1Silo, Discorsi, Multimage, Firenze 2016

2Nel senso etimologico di apparizione

Categorie: Opinioni, Umanesimo e Spiritualità
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