Il meglio del Summit dei Premi Nobel per la Pace

22.12.2014 - Redazione Italia

Il meglio del Summit dei Premi Nobel per la Pace
(Foto di Redazione Italia)

Si è tenuto dal 12 al 14 dicembre il XIV vertice dei Premi Nobel per la Pace e Pressenza ha seguito tutte le giornate con grande attenzione e partecipazione. Il vertice è stato dedicato a Nelson Mandela e avrebbe dovuto svolgersi in Sudafrica in ottobre ma il governo sudafricano ha negato il visto al Dalai Lama, scatenando le giustificate ire di Desmon Tutu per aver ceduto alle pressioni della Cina, partner del Sudafrica nel BRICS, e paese che continua a considerare il capo politico e spirituale del buddhismo tibetano non come un interlocutore ma come un pericoloso terrorista.

Qui una raccolta di tutto il lavoro della nutrita équipe di redattori al vertice di Roma: i nostri migliori articoli, le nostre recensioni, i fotoreportage e soprattutto le interviste che abbiamo raccolto con orgoglio e passione al Summit.

Le nostre interviste video

Troverete in questa sezione tutte le interviste video che abbiamo raccolto durante il Summit. Vi invitiamo inoltre a visitare il nostro nuovo canale You Tube in cui troverete tutti i video girati al Summit, le interviste e i momenti più salienti del vertice.

Tareke Brhane, medaglia per l’attivismo al Summit dei Nobel: In conclusione della prima giornata del XIV Summit dei Premi Nobel per la Pace in corso a Roma, è stata assegnata come di consueto la medaglia per l’attivismo sociale. Un’onoreficenza consegnata in ogni vertice dei Nobel per la Pace a persone che si sono particolarmente distinte per il loro impegno nella società, in una direzione di cambiamento e con mezzi pacifici. Quest’anno il premio è stato conferito a Tareke Brhane. Giovane eritreo, ha alle spalle come tante migliaia di persone la difficile traversata del Mediterraneo: in fuga da situazioni di sofferenza, in cerca di speranza ed accoglienza. Dopo aver vissuto quest’esperienza, ha deciso di aiutare chi dopo di lui vive questo percorso. Impegnato per vari anni a Lampedusa, oggi a Roma assiste i richiedenti asilo e presiede il Comitato 3 ottobre, per istituire una “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza” italiana ed europea proprio nella tragica data di quella strage del 2013.

Summit dei Nobel: intervista a Tawakkol Karman (tradotto anche in spagnolo): A margine della conferenza stampa finale del XIV Summit dei Premi Nobel per la Pace 2014 di Roma, Pressenza ha realizzato una breve intervista a Tawakkol Karman. Prima donna araba e seconda donna musulmana ad essere insignita di un Premio Nobel, nel 2011, la giornalista, politica e attivista per i diritti umani è stata una delle protagoniste delle rivolte nonviolente in Yemen in opposizione al regime dittatoriale di ‘Ali ‘Abd Allah Saleh. Con dolcezza, passione e determinazione, si è fatta notare anche nella tre giorni romana che ha riunito i Nobel per la Pace.

Domenico Musella

Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace 2003, insieme a Jody Williams, Nobel 1997

Shirin Ebadi: la ribellione delle donne premi Nobel: Intervista all’iraniana Shirin Ebadi, attivista per i diritti umani in esilio, Premio Nobel per la Pace 2003. Shirin Ebadi si rammarica che il Sudafrica, un paese in prima fila nella lotta per la democrazia e i diritti umani, abbia negato il visto al Dalai Lama e spiega come siano state le donne premio Nobel a chiedere con forza che il XIV Summit fosse spostato a Roma.

Summit dei Nobel: intervista a Mairead Maguire (tradotto anche in spagnolo e in inglese): Mairead Corrigan Maguire, pacifista irlandese, Premio Nobel per la Pace nel 1976, impegnata da anni nella risoluzione nonviolenta dei conflitti, ci parla della situazione attuale riguardo ai temi della pace, della nonviolenza e del disarmo, dei movimenti nonviolenti che conosce e sostiene in Medio Oriente e dei passi da intraprendere per arrivare a un mondo senza guerre e violenza.

Summit dei Nobel: intervista a Leymah Gbowee: Impegnata da anni nel peacebuilding, Leymah Gbowee, nel 2002 ha fondato un movimento nonviolento, Women of Liberia Mass Action for Peace, nel quale si sono riunite donne di varie etnie, sia musulmane che cristiane, desiderose di affermare i valori della pace e della riconciliazione. L’organizzazione, protagonista di numerose manifestazioni tra le quali anche degli “scioperi del sesso” come nella Lisistrata di Aristofane, ha dato un contributo fondamentale nel porre fine alla seconda guerra civile che ha sconvolto la Liberia dal 1999 al 2003. È stata insignita del Premio Nobel per la Pace nel 2011, insieme alla presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf e alla pacifista yemenita Tawakkol Karman, per la “battaglia nonviolenta a favore della sicurezza delle donne e del loro diritto alla piena partecipazione nell’opera di costruzione della pace”.

Summit dei Nobel: intervista a Renato Accorinti: Sempre in prima linea sulle tematiche della pace, del disarmo e della nonviolenza, Renato Accorinti ci ha concesso un’interessante intervista nella cornice dell’Auditorium Parco della Musica. Ci ha parlato a tutto tondo delle prospettive per la costruzione della pace, delle idee e delle proposte per la costruzione di un mondo nuovo da realizzare sotto la spinta e il contributo dei Nobel per la Pace, di un cambiamento reale da attivare con la partecipazione dal basso, dell’importanza d’impegnarsi per il disarmo investendo allo stesso tempo nella cultura e nell’aiuto dei più deboli e di tanto altro ancora.

Summit dei Nobel: intervista a Ekaterina Zagladina: Presente e futuro del vertice dei Nobel per la pace. Da Roma ad Atlanta, ne abbiamo parlato, in un breve scambio di vedute, con Ekaterina Zagladina, presidente del Segretariato Permanente del Summit dei Premi Nobel per la Pace.

I nostri fotoreportage

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Il Premio Nobel per la Pace 1989 Sua Santità il Dalai Lama

Tutte le foto delle tre giornate del XIV vertice a Roma, con le traduzioni delle nostre Redazioni internazionali. Tutte le foto sono dei nostri fotografi Dario Lo Scalzo e Domenico Musella.

Il primo giorno del XIV Vertice dei Premi Nobel per la Pace a Roma (tradotto in inglese, spagnolo, tedesco, francese e portoghese)

Seconda giornata al Summit: tutte le foto (tradotto in tedesco)

Si chiude il Summit dei Nobel per la Pace. La nostra galleria fotografica (tradotto in spagnolo)

I nostri reportage e articoli

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Il Premio Nobel per la Pace 2011 Tawakkol Karman

La raccolta di tutti i nostri articoli e reportage sul Summit. Tutti gli articoli sono il risultato del lavoro congiunto di tutta la Redazione italiana, con le recensioni personali dei nostri redattori Anna Polo e Dario Lo Scalzo.

Prima giornata – 12 dicembre

Roma: dedicato a Mandela il XIV vertice dei Premi Nobel per la Pace (tradotto in francese): Il XIV vertice è stato dedicato a Nelson Mandela e come già accennato avrebbe dovuto svolgersi in Sudafrica. Tuttavia a causa delle pressioni esercitate dalla Cina lo stato che per anni è stato in prima linea in favore del rispetto dei diritti umani e contro l’apartheid, ha negato a Sua Santità il Dalai Lama la possibilità di ottenere il visto di entrata. I partecipanti al Summit, in particolare le donne, si sono opposti e ribellati a questa decisione ed hanno fatto in modo che il vertice fosse spostato in una sede diversa, motivo per il quale si è tenuto a Roma. Oltre al Dalai Lama il vertice conterà sulla presenza di alcuni dei più famosi (e significativi) Premi Nobel: Mikhail Gorbachev. Lech Walesa, David Trimble, Jody Williams, Betty Williams, il XIV Dalai Lama tra gli altri. Nessuna traccia di Barak Obama un’assegnazioni fortemente contestata. Desmond Tutu è invece stato trattenuto a casa da una indisposizione.

Roma: aperto il XIV Summit dei Premi Nobel per la Pace (tradotto in spagnolo e tedesco): La prima sessione, intitolata “Vivere la pace, vivere la democrazia” ha visto la partecipazione di diversi premi Nobel per la Pace e di personalità di primo piano nell’attivismo pacifista e nonviolento. Hanno partecipato a questa sessione Leymah Gbowee, attivista liberiana e Premio Nobel per la Pace nel 2011, Jody Williams, insignita del Nobel per la Pace 1997 per il suo impegno nel bando delle mine antiuomo, Lord William David Trimble, politico protestante nordirlandese laureatosi Nobel per la Pace nel 1998, e l’avvocato britannico Peter Benenson, rappresentante dell’organizzazione vincitrice del premio nel 1995, Amnesty International.

Summit Nobel per la Pace: interviene il Dalai Lama (tradotto in inglese e spagnolo): Nella seconda sessione del Summit, “Vivere la pace per lo sviluppo umano – le minacce per lo sviluppo umano sostenibile”, è finalmente salito sul palco Sua Santità il Dalai Lama accompagnato da una standing ovation della sala. Senza rinunciare al suo delicato umorismo, ha spiegato che la pace è più che la semplice assenza di guerre, pace e nonviolenza hanno a che fare con la compassione e il rispetto per gli altri. L’intervento di Tawakkol Karman segue quello del Dalai Lama. Tawakkol è stata la prima yemenita, prima donna araba e la seconda donna musulmana a vincere un Premio Nobel per la Pace, nel 2011, ma anche la più giovane ad ottenere questo premio all’età di 32 anni, prima di Malala. Sono poi intervenuti José Ramos-Horta, Premio Nobel per la Pace 1996, e Morten Hovda, in rappresentanza dell’Organizzazione Internazionale dei Lavoratori (ILO, Nobel per la Pace 1969).

Mairead Maguire, Premio Nobel per la Pace 1976

Mairead Maguire, Premio Nobel per la Pace 1976

Coraggio, passione e umorismo al Summit dei Nobel per la Pace (tradotto in inglese, spagnolo e tedesco): La passione e la forza di chi lancia sfide in apparenza impossibili, l’umorismo di una guida spirituale che sa comunicare messaggi profondi senza un’inutile, pesante solennità e la presenza ancora percepibile di un grande combattente per la nonviolenza morto un anno fa hanno dominato le prime due sessioni del Summit. L’amore e la compassione come motori del cambiamento, la ribellione all’ingiustizia attraversano i loro interventi, dando alla parola “pace” significati molteplici, che vanno ben al di là della banalità generica e un po’ buonista in cui spesso si cade quando si parla di quest’argomento. (Di Anna Polo)

Seconda giornata – 13 dicembre

Leymah Gbowee e il Dalai Lama

Leymah Gbowee, Premio Nobel per la Pace 2011 insieme al Dalai Lama

Seconda giornata al Summit dei Nobel per la Pace: Ben 3 sessioni hanno animato la seconda giornata del XIV Summit dei Nobel per la Pace di Roma. Numerosi e importanti gli argomenti affrontati: come fermare la violenza sessuale e di genere, come riconciliare le comunità in conflitto e come prevenire le guerre. Ha spiccato senza dubbio la presenza sul palco di Jody Williams, che oltre alla sua consueta determinazione, si è subito fatta notare per la sua mise: una maglietta con su la scritta Unarmed Civilian, in segno di protesta nei confronti dell’uso spropositato della violenza da parte della polizia americana nei confronti di civili disarmati che ha portato alla morte (rimasta impunita), tra gli altri, di Michael Brown ed Eric Garner. Altri presenti in questa seconda giornata, oltre a Sua Santità il Dalai Lama, la yemenita Tawakkol Karman e l’iraniana Shirin Ebadi; oltre a Melissa Fleming che ha parlato a nome dell’Alto Commissariato ONU per i Rfugiati (UNHCR, premio Nobel per la Pace 1981); Phil Lord che ha rappresentato l’American Friends Service Committee (AFSC, organizzazione Nobel per la Pace nel 1947) e una presenza che a molti è risultata contradditoria (almeno quanto il premio dato all’istituzione che rappresenta): l’ex Ministra degli Esteri italiana e attuale Rappresentante della Politica Estera dell’Unione Europea, Federica Mogherini. Sono intervenuti poi David Trimble e Mairead Maguire e Betty Williams, Colin Archer dell’International Peace Bureau (IPB, ente insignito del Nobel nel 1910) e Michael Moller, rappresentante danese delle Nazioni Unite (Nobel per la Pace 2001).

Passione, abbracci, ipocrisia e impegno al secondo giorno del Summit (tradotto in inglese, spagnolo e tedesco): Con la passione a cui ormai ci ha abituati, la yemenita Tawakkol Karman, prima donna araba a ricevere il Nobel per la Pace, rievoca le tappe della lotta pacifica che ha capovolto la situazione del suo paese: la prima vittoria, racconta, è stata l’abbandono delle armi in una società in cui tutti ne possedevano in abbondanza, la seconda i cortei pacifici, con fiori e canti, che hanno coinvolto milioni di persone, la terza l’abbattimento della dittatura e la quarta i colloqui per decidere l’assetto del futuro Yemen. Denuncia poi l’intervento destabilizzante dell’Iran e il rafforzamento dell’Isis, che hanno ridotto la capitale Sana’a allo stato di Damasco e Baghdad. Ricorda che terrorismo e dittature si alimentano a vicenda e puntano a costruire muri tra nazioni e a dividere le società. È proprio su questo tema che assistiamo a uno dei momenti più emozionanti del Summit: l’iraniana Shirin Ebadi, avvocato in esilio per la sua lotta in difesa dei diritti umani, si alza e abbraccia Tawakkol, chiedendole scusa per l’ingerenza del suo paese. Mentre le due donne si stringono in un abbraccio commosso, l’intera sala si alza in piedi in una travolgente standing ovation. (Di Anna Polo)

Tawakkol Karman: forza e speranza al Summit dei Nobel (tradotto in tedesco): Insignita del prestigioso riconoscimento nel 2011, assieme alle liberiane Leymah Gbowee ed Ellen Johnson Sirleaf, l’attivista e giornalista yemenita ha guidato la rivolta nonviolenta in Yemen per conquistare maggiore democrazia, più ampi spazi di partecipazione per le donne, più libertà ed istruzione. Le sue parole di determinazione e speranza hanno risuonato forti nell’Auditorium Parco della Musica di Roma, conquistando il pubblico del Summit dei Nobel. Qui un video con un piccolo assaggio dei suoi contributi e delle sue dichiarazioni.

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Il Premio Nobel per la Pace 1997 Jody Williams

Terza giornata – 14 dicembre

I Nobel per la Pace: liberate Liu Xiaobo: “Noi Premi Nobel per la Pace continueremo a batterci per la liberazione di Liu Xiaobo, come abbiamo già fatto per Aung San Suu Kyi”. Questa la dichiarazione di Jody Williams, premio Nobel per la Pace 1997, durante la conferenza stampa finale del XIV Summit dei Premi Nobel per la Pace che si è concluso oggi a Roma. Esprimendo il sentimento comune di tutti i partecipanti al vertice e dei premiati non presenti, l’attivista americana ha tenuto a precisare con forza questa presa di posizione a sostegno del critico letterario, scrittore e docente cinese, insignito del premio Nobel per la Pace 2010 e dal 2008 detenuto nelle carceri del suo Paese.

Bertolucci riceve il Peace Summit Award 2014: Bernardo Bertolucci ha ricevuto il Peace Summit Award 2014 durante la cerimonia finale svoltasi durante l’ultima giornata del XIV Summit dei Premi Nobel per la Pace di Roma. Tawakkol Karman ha consegnato il premio all’illustre regista italiano alla presenza del Dalai Lama e degli altri Premi Nobel partecipanti al vertice. Un momento davvero molto commovente durante il quale il Dalai Lama ha retto il microfono a Berdardo Bertolucci mentre pronunciava il suo discorso. Qui un video con le parole di Bernardo Bertolucci alla consegna del prestigioso riconoscimento.

Flash dall’ultimo giorno del Summit dei Nobel (tradotto in spagnolo): Molti dei temi affrontati oggi, dalla denuncia delle enormi spese militari e delle drammatiche conseguenze del cambiamento climatico all’importanza del ruolo delle donne, fino all’amore e alla compassione come alternativa all’arroganza del modello unico occidentale, riprendono discorsi già sentiti nei giorni precedenti. Vale la pena di sottolineare alcuni passaggi di particolare impatto. Il Dalai Lama ricorda che poche persone, anche se sono Premi Nobel, non possono da sole cambiare i destini del mondo e richiama tutti e ciascuno alla responsabilità morale di dare il proprio contributo per la costruzione di un mondo felice, compassionevole ed equo. (Di Anna Polo)

Summit dei Nobel: la saggezza scomoda del Dalai Lama (tradotto in spagnolo): Il veto al Dalai Lama, giunto in occasione di un incontro di omaggio a Mandela e che mirava a convogliare differenti personalità attive nella lotta per la nonviolenza, rappresenta di certo un grosso passo indietro del paese africano mentre probabilmente segna un passo in avanti nelle relazioni privilegiate tra Pretoria e Pechino che sono alla radice del divieto d’ingresso e della conseguente decisione presa. Grazie alla spinta, alla determinazione e alla caparbietà delle donne Premio Nobel per la Pace, ospiti d’onore del Summit, si è potuto infine dirottare l’evento dal Sudafrica verso l’Italia, vera nota positiva, almeno per il Belpaese, di questa vicenda nella quale si sono incuneati degli aspetti squisitamente strategico-politici, di fatto legati alla relazione tra il Sudafrica e la Cina, in un contesto che sarebbe dovuto essere di celebrazione di Mandela e di compattezza nella lotta dei diritti umani, del rispetto del genere umano e del pacifismo. (Di Dario Lo Scalzo)

Summit dei Nobel per la Pace – Dichiarazione finale (tradotto dall’inglese): Le persone e le organizzazioni insignite del Premio Nobel per la Pace, riunite a Roma per il Quattordicesimo Summit dal 12 al 14 dicembre 2014, hanno diffuso la seguente dichiarazione riguardo alle loro decisioni: vivere la pace, proteggere i beni comuni globali, povertà e sviluppo sostenibile, disarmo nucleare, armi convenzionali.

«L’opposto della pace è la mente umana senza amore, compassione e reverenza per la vita e la natura. Niente è più nobile di un essere umano che sceglie di tradurre in azione l’amore e la compassione. Quest’anno onoriamo l’eredità di Nelson Mandela, un uomo che rappresenta i principi per cui viene assegnato il Premio Nobel per la Pace e costituisce un esempio di verità. Come egli stesso ha detto: “Per il cuore umano è più naturale provare amore che il suo contrario”. Mandela aveva molti motivi per rinunciare alla speranza e per odiare e invece ha scelto di tradurre l’amore in azione. È una scelta che tutti possiamo compiere».

«Oggi i valori umani che onorano la vita, i diritti e la sicurezza sono necessari più che mai per guidare le nazioni. Non importa quello che le nazioni fanno; ogni individuo può fare la differenza. Nelson Mandela ha sperimentato la pace dalla solitaria cella di una prigione, spingendoci a non dimenticare mai il luogo più importante dove la pace deve vivere: nel cuore di ognuno di noi. E’ da quel luogo che tutto, anche le nazioni, può cambiare in meglio».

Categorie: Internazionale, Nonviolenza, Pace e Disarmo
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