Internazionale
Libia sotto assedio militare e mediatico dell’Occidente
Forze leali a Muamar El Gheddafi hanno combattuto oggi in distinti fronti contro ribelli armati appoggiati dai bombardamenti aerei della NATO, mentre il Governo ha smentito le notizie di diserzioni dei funzionari e dei familiari del leader libico. Seguaci di Gheddafi hanno detto di controllare zone strategiche nelle Montagne Occidentali.
Che se ne vadano tutti. Ma la gente resti
Noi umanisti assistiamo con soddisfazione al nuovo scenario mondiale che sta prendendo forza con le manifestazioni di massa non violente che reclamano un cambiamento profondo nel sistema politico e sociale. Negli ultimi tempi, abbiamo osservato le esperienze di Tunisia ed Egitto con la caduta di dittature ce duravano da decenni.
Questa democrazia è la nostra disgrazia
Questo uno degli slogan che si leggevano nelle manifestazioni di “Democracia Ya”, Democrazia Ora, iniziate il 15 maggio in varie città spagnole. Da Madrid a Barcellona, passando per Granada, Zaragoza e Tenerife, tra le altre, si è vissuta un’intensa giornata di proteste pacifiche terminate con veri e propri accampamenti generali.
Libia, un caso da manuale di informazione manipolata.
Ecco dodici cose che Berlusconi, Larussa e Bersani non vi dicono.
Perché questi bombardamenti violano il diritto internazionale.
PeaceLink sta raccogliendo con il vostro aiuto le verità scomode di una guerra che contrasta con la risoluzione n. 1973 dell’Onu. Inviate i vostri contributi e suggerimenti a info@peacelink.it
Rifugiati intrappolati in Libia: appello all’Europa per l’evacuazione umanitaria
Convergenza delle Culture si unisce alle associazioni italiane del Tavolo Asilo nel appello urgente per l’immediata evacuazione dei rifugiati provenienti dall’Africa Sub-Sahariana, che sono intrappolati in Libia e minacciati da tutte le parti in conflitto, così come quelli che hanno raggiunto il confine Libico-Tunisino e che non possono ottenere protezione in Tunisia
Lettera a Obama, di Pérez Esquivel
Caro Barack,
Ti scrivo questa lettera in modo fraterno, per esprimerti la preoccupazione e l’indignazione nel vedere come la morte e la distruzione seminate in vari paesi in nome della libertà e della democrazia, due parole prostituite e svuotate del loro significato, finiscono con giustificare l’assassinio e sono celebrate come se si trattasse di un evento sportivo.
Barack ce l’ha più grosso
L’orribile carneficina commessa in Pakistan per dare la caccia al nemico più odiato dagli Stati Uniti, si aggiunge ad una lista che inizia ad essere estremamente lunga delle atrocità perpetrate dal presidente Obama. Se la sua intenzione era diventare il maschio alfa dell’impero occidental oligocorporativista, ci è riuscito, lasciandoci tutti terrorizzati.
Vendetta è stata fatta, non giustizia
Nel caso fosse confermata l’uccisione di Bin Laden da parte dei
militari americani non si tratterebbe, a nostro avviso, di giustizia, ma nel caso l’uccisione fosse stata premeditata, solo di una vendetta. Nel caso fosse stato invece un incidente avvenuto durante uno scontro a fuoco, anche in questo caso non si potrebbe parlare di giustizia, ma al massimo di giustizia mancata
Sogno americano, incubo del mondo
Molte volte usiamo la parola “sogno” per riferirci ad un’aspirazione, a degli obiettivi ai quali aneliamo o a degli ideali ai quali aspiriamo che ci motivano in modo positivo. Altre volte con questa parola intendiamo indicare quello stato onirico dove si confondono realtà e fantasia ma che spesso si trasforma in incubo.
La morte di Osama Bin Laden
Luis Amman propone un’analisi della copertura giornalistica, delle similitudini con gli annunci di Bush durante l’invasione in Iraq e del panorama politico internazionale.
“Curiosamente, il credito che viene dato alle parole di Obama da parte dei suoi detrattori ha a che vedere con l’enorme rischio che correrebbe nel caso non dicesse la verità”, afferma Amman.










