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Ecologia ed Ambiente

Attenzione! Il ritardo ti uccide

Si conclude la 17° Conferenza Onu sul clima di Durban, Sudafrica. Dopo due settimane di lavori il solo commento possibile è che l’obiettivo numero uno, ovvero la riduzione di emissioni, è fallito. Kyoto scade tra un anno e non c’è consenso su un nuovo regime vincolante.

Il clima cambia. La politica deve cambiare: azioni degli attivisti di Greenpeace

Mentre il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini si sta recando a Durban, in Sud Africa, per rappresentare l’Italia alla conferenza delle Nazioni Unite sul clima, stamattina all’alba attivisti di Greenpeace sono entrati in azione a Roma, davanti a Palazzo Chigi.

Salviamo la gente di Fukushima. Stop alla nuclearizzazione dell’Asia

Diramando le informazioni ricevute da Tokio, il Consolato giapponese a Hong Kong mette in atto un’opera di disinformazione, facendo credere ai cittadini e al mondo che tutto sia sotto controllo. La realtà, invece, vede giorno per giorno peggiorare le conseguenze del disastro di Fukushima. Un gruppo di protesta si è radunato sotto il Consolato Generale del Giappone.

Una cartolina dal caos climatico

In occasione dell’apertura dei lavori della diciassettesima conferenza sul Clima dell’ONU, Greenpeace chiede al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini di voltare pagina rispetto alle politiche sul clima adottate dai governi italiani e di lavorare affinché l’Italia assuma una posizione forte e ambiziosa per la salvaguardia del clima e per il rinnovo del protocollo di Kyoto.

Verso Durban: serve un accordo globale sul clima

Fra pochi giorni inizierà la diciassettesima conferenza internazionale sul clima. Dal 28 novembre al al 9 dicembre, sotto l’egida dell’Onu, i grandi della terra si ritroveranno a Durban, Sud Africa, per discutere dei cambiamenti climatici e cercare di raggiungere un accordo vincolante sulle emissioni serra.

I segreti del tonno in scatola

A due giorni dal lancio del rapporto “I segreti del tonno. Cosa si nasconde in una scatoletta?” [1] oggi, i volontari di Greenpeace si sono recati nei supermercati di diciotto città italiane tra cui Bologna, Torino, Milano, Palermo e Roma per informare i consumatori dei troppi segreti del tonno in scatola.

Sempre la Transocean nel mezzo dei disastri ambientali

Mentre in Brasile si delinea l’entità del disastro petrolifero al largo di Rio De Janeiro, Greenpeace rende noto che la piattaforma 706 SEDOC – operante sui tre pozzi di Chevron/Petrobas che stanno sversando petrolio nel bacino di Campos – è di proprietà della Transocean.

Banca Mondiale e grandi multinazionali coalizzate per la privatizzazione dell’acqua su scala mondiale

La Banca Mondiale vara una nuova alleanza con varie multinazionali, tra le quali Nestlè, Coca Cola e Veolia. Con sede presso l’IFC (International Finance Corporation), questa nuova iniziativa mira a “trasformare il settore idrico” introducendo il settore privato in quello che è, storicamente, un servizio pubblico.

L’emergenza nucleare non è finita

Varie autorevoli personalità del mondo antinucleare lanciano un appello da firmare e fanno un’analisi sulla situazione nucleare dopo il referendum che dovrebbe aver eliminato la possibilità di costruzione delle centrali nucleari in Italia.

Rapporto di Amnesty sull’inquinamento del delta del Niger

Nel rapporto “La vera tragedia: ritardi e mancanze nella gestione delle fuoriuscite di petrolio nel Delta del Niger”, Amnesty International e il Centro per l’ambiente, i diritti umani e lo sviluppo (Cehrd) hanno affermato che la Shell deve impegnarsi a pagare una quota iniziale di un miliardo di dollari per bonificare la zona di Bodo, nell’Ogoniland.

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