Il recente rapporto di Euro-Med Human Rights Monitor  riporta che ieri giovedì 22 febbraio a Gaza, sono state compiute dall’esercito israeliano 9 stragi con 97 uccisi e 132 feriti.

Nella notte altri bombardamenti hanno causato 40 vittime a Deir Balah, nel centro, e 20 a Jebalia, nel nord. La maggior parte di loro sono bambini.

Nell’ospedale Nasser di Khan Yuonis 120 malati sono abbandonati senza cure e ogni giorno muore un gruppo di loro per mancanza di elettricità e ossigeno; le truppe israeliane che occupano il complesso ospedaliero impediscono il trasferimento sicuro dei malati gravi.

Il rapporto riporta anche, bombardamenti incessanti nei dintorni dell’ospedale Amal, sempre a Khan Younis.

Un bombardamento a Rafah contro una casa di abitazione civile, con molti bambini uccisi.

Bombardata la sede di Medici senza Frontiere nella zona di Al-Mowassi, quella designata dall’esercito come sicura ed alla quale sono stati obbligati ad evacuare gli sfollati dal nord e centro della Striscia. L’organizzazione umanitaria ha sottolineato che la sede di MSF reca sul tetto in maniera inequivocabile il logo degli enti sanitari (Una croce ed una mezzaluna rosse) e che le coordinate della loro sede erano state più volte trasmesse all’esercito israeliano, aggiungendo che “è un attacco deliberato”.

Nell’attacco sono morti due operatori sanitari.

 

Oltre che per le bombe si muore per fame e malattie:

A Gaza ci sono 350 mila malati affetti di malattie croniche che sono senza nulla da mangiare da giorni. Tutta la popolazione del centro e del nord di Gaza, circa un milione di persone, vive in condizioni di carestia. Non ha nulla da mangiare da tre giorni. Tutti i depositi sono stati esauriti. L’esercito israeliano impedisce con le bombe e le sparatorie il passaggio degli aiuti. Tre giorni fa, ad ovest di Gaza città, migliaia di persone che erano in attesa di un camion di aiuti sono state bombardate, provocando una strage ed un fuggi fuggi generale.

È una popolazione in trappola, perché nessuno può più evacuare verso sud a causa dei bombardamenti continui ed i posti di blocco israeliani. È un’operazione deliberata per far morire di fame indiscriminatamente la gente di Gaza. “Aspettiamo la morte, insieme ai nostri bambini”, ha detto una donna ai microfoni di una Tv.

 

 

Omicidi, saccheggi e abusi sessuali da parte dei soldati israeliani

Un sito israeliano ha fatto un’indagine basata su video raccolti dagli account social e su interviste a soldati tornati dal fronte di Gaza. “I nostri soldati hanno rubato di tutto, dai tappeti alle lavatrici, dai giocattoli per bambini agli orologi, dalle biciclette ai riscaldamenti elettrici”, scrive l’autore. Ad una domanda sul perché, un soldato che mostrava in mano un ciondolo d’oro, ha risposto: “Tanto la casa sarebbe stata distrutta o bruciata, inoltre gli ufficiali lo sanno e non hanno mai detto una parola di rimprovero, al massimo ci hanno scherzato sopra”. Canale TV 13 ha affrontato il tema, non per stigmatizzarlo, ma per mettere in guardia dal pubblicare i misfatti sui social, “per non infangare il nome dell’esercito israeliano e la sua etica”.

Esperti delle Nazioni Unite denunciano violazioni sistematiche dei diritti umani insieme a vari episodi di abusi sessuali contro donne e ragazze a Gaza e in Cisgiordania. Non è la prima volta purtroppo che vengono denunciati anche abusi sessuali da parte dei soldati israeliani, in precedenza un recente articolo di Haaretz quotidiano nazionale israeliano, parlava apertamente di “bruciature di sigaretta, percosse, tentata violenza sessuale da parte di coloni e soldati israeliani a danno di donne e ragazze palestinesi.

Un numero imprecisato di bambini, donne e ragazze palestinesi risultano essere stati giustiziati arbitrariamente a Gaza dai cecchini israeliani. Numerose le testimonianze e i video che confermano l’esecuzione sistematica e deliberata di persone in strada, famiglie intere che vengono prese di mira e uccise mentre tentano la fuga.

Almeno due detenute sarebbero state violentate, altre minacciate di stupro o violenza sessuale. Gli esperti delle Nazioni Unite che hanno ricevuto queste segnalazioni hanno parlato di “accuse credibili” per cui si sono detti “sconcertati”. Siamo scioccati dalle notizie sugli attacchi deliberati e sulle uccisioni extragiudiziali di donne e bambini palestinesi nei luoghi in cui hanno cercato rifugio o durante la fuga – si legge in un comunicato diffuso dall’Ohchr, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani – Secondo quanto riferito, alcuni di loro avevano con sé pezzi di stoffa bianca quando sono stati uccisi dall’esercito israeliano o dalle forze affiliate”.

Sempre nello stesso rapporto degli esperti ONU si esprime grave preoccupazione sulle violenze contro centinaia di donne e ragazze palestinesi, detenute arbitrariamente, tra queste anche diverse attiviste per i diritti umani, giornaliste e operatrici umanitarie.

Secondo quanto segnalato, molte donne palestinesi sarebbero state sottoposte a trattamenti inumani e degradanti, private di assorbenti mestruali, cibo e medicine e duramente picchiate. In almeno un’occasione, le donne palestinesi detenute a Gaza sarebbero state tenute in una gabbia sotto la pioggia, al freddo e senza cibo.

Siamo particolarmente angosciati dalle notizie secondo cui le donne e le ragazze palestinesi in detenzione sono state anche sottoposte a molteplici forme di violenza sessuale, come essere state spogliate nude e perquisite da ufficiali maschi dell’esercito israeliano”. L’esercito israeliano avrebbe anche scattato foto di donne detenute in circostanze degradanti e caricate online, secondo le segnalazioni ricevute dagli esperti delle Nazioni Unite, un numero imprecisato di donne e bambini palestinesi, sarebbero scomparsi dopo il contatto con l’esercito israeliano a Gaza.

 

Anche in Cisgiordania e a Gerusalemme Est la situazione della popolazione palestinese si aggrava di ora in ora.

Nella giornata di ieri due palestinesi sono stati uccisi in un lancio di missili da un drone contro un’auto a Jenin. Altri 15 persone sono rimasti ferite tra i quali 5 bambini. I due uccisi sono membri delle Brigate Jenin. Tutti i feriti invece sono civili che si trovavano casualmente davanti ad un negozio di giocattoli.

Sempre ieri durante un’incursione dell’esercito israeliano nell’Università di Beir Ziet, forze speciali in abiti civili hanno preso in ostaggio 2 studenti, portati via con la forza in un luogo ignoto.

A Betlemme, scontri con la popolazione palestinese presa di mira dall’esercito davanti a una moschea, lo scontro impari, i palestinesi bersagliati dal fuoco dei mitra dell’esercito rispondevano al fuoco con un lancio di pietre, numerosi i feriti palestinesi di cui due in modo grave.

Sempre nella giornata di ieri, il ministro Bin Gvir ha annunciato un piano da attuare in Cisgiordania per impedire completamente i movimenti dei palestinesi al di fuori delle loro città e villaggi, il piano di Gvir in definitiva si prospetta di attuare ciò che già è avvenuto nella striscia di Gaza a partire dal 2008, ovvero la chiusura di ogni via di accesso ed entrata. “La vita degli israeliani è più importante della libertà di movimento dei palestinesi. Vanno rinchiusi perché non alzino più la testa”.

 

 

Fanatismo Religioso

La ministra israeliana per gli Insediamenti e le Missioni Nazionali, Orit Strook, ha rilasciato una dichiarazione in linea con il capo del suo partito Bezalel Smotrich: “L’intera Terra di Israele è nostra e noi siamo suoi e per questo non ci sarà mai uno Stato palestinese nella Terra di Israele perché non esiste un popolo palestinese, non esiste una tale nazione”.

È lo stesso mantra che da oltre un anno vanno predicando Smotrich e Ben Gvir, rispettivamente ministro delle Finanze e Ministro della sicurezza nazionale, ma adesso sono forti di una linea di tutto il governo, supportata da un voto in Parlamento, che nega ogni possibilità di una soluzione di pace negoziata sulla base del principio “due Stati per due popoli”.

Lo stesso Netanyahu dal palco dell’Assemblea generale dell’ONU ha mostrato una cartina geografica senza più traccia della Palestina e nei suoi recenti discorsi ha ripetuto che “dal fiume al mare c’è posto solo per uno Stato, quello israeliano”.

 

Corte Internazionale di Giustizia

Proseguono intanto le testimonianze dei 52 paesi davanti alla Corte. Ieri si è svolto l’intervento del ministro degli esteri giordano, Safady. Ha attaccato la politica di sostituzione etnica israeliana a Gerusalemme est e in Cisgiordania e chiamato come genocidio ciò che sta avvenendo a Gaza; parlando inoltre di totale mancanza di rispetto delle altre fedi religiose e dei luoghi santi sia per i musulmani che per i cristiani; il terrorismo dei coloni armati contro la popolazione palestinese in questo momento è sotto gli occhi dell’esercito e del governo israeliani, terrorismo che viene incitato con la distribuzione delle armi; non ci sono parole per descrivere la barbara aggressione contro la popolazione di Gaza; Mezzo milione di palestinesi in questo stesso momento stanno morendo di fame a causa del blocco degli aiuti umanitari internazionali attuato a suon di bombe e mitra; lo stato d’Israele s’infischia totalmente delle norme internazionali, e di ogni convenzione umanitaria, in campo no è stata posta nessuna sanzione per fermarlo. Analoghi gli interventi che sono seguiti d’Irlanda, Spagna e Iran.

 

Disumanizzazione, suprematismo e razzismo che partono dai vertici 

A Gaza e in tutti i territori occupati della Palestina siamo in presenza ormai del più totale disprezzo della vita e della dignità umana; i crimini di guerra da parte dell’esercito israeliano sono quotidiani, anche le più minime convenzioni umanitarie sono state seppellite, senza più tanti equivoci stiamo dinanzi a genocidio, deportazione, pulizia etnica sistematica e crimini efferati che ogni giorno vengono perpetrati a danno della popolazione civile. Non c’è da stupirsi di ciò perché è frutto di un odio sordo e viscerale, e rappresenta l’esacerbazione di una disumanizzazione crescente che parte direttamente dai vertici delle più alte cariche dello Stato israeliano, è sufficiente leggere una qualsiasi delle ultime dichiarazioni governative israeliane per capire che siamo di fronte a un pericolosissimo delirio, un mix esplosivo di fanatismo e onnipotenza, con affermazioni che manifestano apertamente razzismo, suprematismo e il disprezzo più assoluta della vita, la cui risposta voltandosi da un’altra parte o peggio ancora giustificando tutto questo, significa esserne complici.