Si è spenta Helin, la sua protesta nonviolenta inascoltata

03.04.2020 - Luca Cellini

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Francese, Greco

Si è spenta Helin, la sua protesta nonviolenta inascoltata
La cantante Helin Bolek (Foto di Yorum Grup)

Helin Bolek si è spenta oggi a Istanbul dopo 288 giorni di protesta nonviolenta, condotta con lo sciopero della fame che l’aveva resa fragilissima nel fisico, ma non ne avevano minimamente intaccato la determinazione e lo spirito.

Helin aveva 28 anni, era la cantante del gruppo musicale “Grup Yorum”, nati musicalmente nel 1985 e fino a quando hanno potuto suonare hanno rappresentato un riferimento culturale per tutta la sinistra turca e l’opposizione.

Perseguitati in questi ultimi anni dal regime di Erdogan, causa la loro militanza socialista internazionalista.

Helin aveva iniziato 288 giorni fa la sua protesta contro il regime di Erdogan, insieme a lei Ibrahim Gokcek, un altro membro del gruppo ancora in sciopero della fame.
Insieme, Helin e Ibrahim chiedevano la scarcerazione dei loro compagni detenuti per inesistenti accuse di terrorismo, le loro uniche colpe sono sempre state le loro idee e la loro musica.

Gli Yorum impegnati da anni a cantare per la libertà, con il movimento dei lavoratori, con le lotte delle carceri, con i popoli oppressi, contro il regime autoritario e militare della Turchia di Erdogan.

Nel 2012 nella città di Istanbul, all’interno di uno strepitoso e partecipatissimo concerto pubblico, gli Yorum cantarono “Bella ciao”, nel 2016 il loro gruppo è stato messo al bando impedendo i loro concerti e tutte le loro attività culturali.

Il concerto degli Yorum a Istanbul nel 2012

 

Alcuni giorni fa le autorità turche avevano portato Helin con la forza  in ospedale, ma lei aveva rifiutato il nutrimento forzato perché le sue richieste venivano costantemente ignorate.

Alla notizia della sua morte, nonostante il regime e la repressione operate da parte del governo turco, molte le persone che si sono riversate nelle strade d’Istanbul, per piangerla e per salutarla.

La sua protesta ora va avanti con Ibrahim, si chiede ancora che cadano le accuse di terrorismo per i suoi compagni, che venga posto fine alle continue incursioni nella loro sede, a tutte le persecuzioni, e che possano tornare ad esibirsi.

Una strofa di una canzone degli Yorum ci ricorda Helin e la sua lotta:

“Com’è il vento per coloro che dentro sentono la tempesta,
che colore ha la notte per coloro che danno la luce il giorno?
Abbiamo un cuore per la vittoria.
Questo amore, che aumenta quando condividiamo, è il nostro
onore, giustizia, questo amore, la nostra lotta.”

 

Categorie: Cultura e Media, Diritti Umani, Giovani, Medio Oriente, Nonviolenza
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