Richiesto l’intervento dell’ONU per affrontare la crisi a Guayaquil, Ecuador

08.04.2020 - Guayaquil, Ecuador - Redacción Ecuador

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Francese

Richiesto l’intervento dell’ONU per affrontare la crisi a Guayaquil, Ecuador
(Foto di Alianza por los Derechos Humanos)

ALLERTA 17 – Le organizzazioni dei diritti umani esigono dal governo l’intervento umanitario dell’ONU per fronteggiare la gravità della crisi a Guayaquil, che incide direttamente sui villaggi limitrofi.

Alle immagini dei cadaveri abbandonati nelle strade di Guayaquil a causa del mancato aiuto da parte del sistema d’emergenza 911, si somma lo smarrimento di cadaveri negli ospedali come altro dato evidente del collasso del sistema sanitario pubblico in Ecuador di fronte alla pandemia COVID-19.

La scorsa settimana, il Comité Permanente por la Defensa de los Derechos Humanos (CDH, organizzazione dedicata alla promozione e alla difesa dei Diritti Umani con sede a Guayaquil Ecuador, ndt) ha ricevuto denunce da parte di familiari di persone decedute, in special modo presso l’Ospedale del Guasmo Sur a Guayaquil, che, malgrado siano trascorsi vari giorni, non hanno ancora ricevuto il corpo del loro parente. In alcuni casi hanno dovuto pagare per recuperare i resti e per garantire loro una sepoltura.

Presso l’Ospedale Generale del Guasmo Sur, specializzato in malattie respiratorie dopo la chiusura dell’Ospedale Pneumologico Alfredo Valenzuela, si concentra questo doloroso dramma che evidenzia il caos del sistema sanitario pubblico, la negligenza nell’applicazione di protocolli per la gestione di cadaveri intraospedalieri e che, nel concreto, rappresenterebbe una grave violazione dei diritti umani connessa alla dignità della persona e agli effetti traumatici che si ripercuotono sulle famiglie delle persone decedute.

A questo punto, la responsabilità del livello di contagio non può essere attribuita al comportamento dei malati o dei morti. La tragedia che Guayaquil soffre oggi è il risultato dell’incapacità del governo nazionale, della municipalità, del COE (Comitato delle Operazioni di Emergenza, ndt) nazionale e del sistema sanitario pubblico e privato per prevenire gli effetti del contagio registrati in altri continenti e controllare non soltanto l’espansione del virus, quanto la mortalità. Inoltre, questa tragedia ha un’incidenza diretta sui villaggi limitrofi, che dipendono dall’assistenza sanitaria di Guayaquil, poiché lontano dalle grandi città il sistema sanitario è ancora più precario.

I lavoratori della sanità pubblica e i suoi utenti avevano denunciato la precarietà del servizio molto tempo fa. Avevano denunciato le potenti mafie che lucrano sul traffico di medicinali e attrezzature. Avevano denunciato le conseguenze della riduzione dei bilanci per le forniture e i licenziamenti del personale medico e amministrativo. Avevano denunciato i ricorrenti tentativi di privatizzare il servizio sanitario pubblico, portando inevitabilmente alla negazione sistematica di attenzione nei confronti della popolazione più povera, sofferta purtroppo da altri paesi della regione.

D’altro canto la grande disuguaglianza sociale che si è consolidata nel tempo durante gli ultimi 40 anni ha avuto gravi conseguenze in questo momento della pandemia da COVID-19: le persone impoverite non sanno come gestire e curare i malati di coronavirus; gli ospedali non ricevono neppure i casi più gravi e poi, quando i propri malati muoiono, non dispongono di denaro né di mezzi per seppellirli, quindi la città è un caos di mortalità e speculazione nei cimiteri e nelle pompe funebri. Un sistema interamente al collasso.

Pertanto, la gente con scarse risorse economiche toglie il defunto dalla propria abitazione e lo lascia in strada, perché prima ha chiamato il 911, il comune, ecc., e nessuno gli ha risposto. Il clima, a Guayaquil, a mezzogiorno può raggiungere i 38°C, e questi cadaveri per strada producono un maggiore stato di insalubrità pubblica che si moltiplica e diventa ancor più una minaccia per l’intera popolazione.

Per le ragioni spiegate anteriormente, esigiamo che il governo nazionale dichiari che Guayaquil e i villaggi limitrofi soffrono una crisi umanitaria e che solleciti l’appoggio immediato delle Nazioni Uniti e degli altri governi. Se questa esigenza di aiuto umanitario esterno non fosse implementata dal governo ecuadoriano, chiediamo l’intervento umanitario immediato dell’ONU.

È necessaria l’installazione urgente di:

  1. Ospedali di emergenza
  2. Dispositivi e attrezzature di protezione per il personale medico, paramedico e gli infermieri
  3. Mascherine, guanti e alcol per l’intera popolazione
  4. Una fabbrica produttrice di ossigeno
  5. Medicinali per combattere il COVID-19
  6. Medicinali per rafforzare il sistema immunitario della popolazione
  7. Alimenti non deperibili affinché le persone con scarse risorse possano restare in casa e rispettare la quarantena.

La situazione di Guayaquil non si limita soltanto ad uno stato di calamità pubblica che ha motivato il decreto di stato d’emergenza lo scorso 16 marzo, senza risultati effettivi. Adesso si richiede l’aiuto umanitario urgente attraverso gli organismi internazionali per affrontare la gravità di questa pandemia.

 

Traduzione dallo spagnolo di Francesca Crisci e Matilde Mirabella

Categorie: Salute, Sud America
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