Alla riscoperta della cultura Maya Tzeltal- 5. Salute e malattia

22.11.2019 - Claudio Rossetti Conti

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Alla riscoperta della cultura Maya Tzeltal-  5. Salute e malattia

Come accennato nell’articolo precedente, la salute secondo la cosmovisione indigena Tzeltal è da considerarsi come un equilibrio tra il corpo, la mente, il proprio sistema energetico e lo spirito.  Tutto ciò dipende dalla relazione armonica che si ha con il mondo esterno, ossia con gli altri membri della comunità, con la propria famiglia di origine, con la Madre Terra e infine con le norme del mondo divino e ancestrale.

I bambini di una comunità sperduta tra le montagne cominciarono misteriosamente ad ammalarsi e a morire lentamente; si sospettò dopo qualche tempo che si trattasse di una misteriosa epidemia. Giunsero dei medici mandati dal governo chiapaneco per investigare e trovare rapidamente una cura, ma le settimane passarono senza risultati mentre i piccoli continuavano a morire. Nei dintorni della comunità c’erano dei taglialegna illegali, che da mesi disboscavano i dintorni del piccolo villaggio. I membri della comunità chiamarono un anziano curandero perché ricercasse la causa della malattia e dopo qualche giorno questi riconobbe nel disboscamento la fonte del problema; giovani e anziani insorsero allora contro i taglialegna cacciandoli dai loro confini. Dopo aver ristabilito l’equilibrio spirituale tra la comunità e la Madre Terra, il curandero ritornò nella sua comunità di origine e i malati cominciarono lentamente a guarire, fino alla scomparsa della presunta epidemia.

Così come accennato da don Leonardo nell’articolo precedente, i giovani chiamati a lavorare per l’equilibrio rischiano di ammalarsi e morire se non accettano il compito a loro affidato. I santi e diverse entità, tra cui gli spiriti degli antichi, si presentano di notte ai prescelti rivelando il loro compito, la loro missione. “Il rifiuto causa uno scompenso, uno squilibrio nel sistema energetico della persona provocando gravi stati febbrili” afferma con sicurezza don Leonardo.

Se la salute è quindi uno stato armonico, la malattia è il risultato della rottura di questo equilibrio sistemico. Anche invidie e malocchi rientrano nelle malattie spirituali che possono causare la perdita dei doni spirituali e il distacco dello spirito dal corpo. La stregoneria rappresenta la controparte oscura del mondo della curanderia: generalmente gli stregoni, o i brujos, adorano la Santa Muerte, un’entità malvagia che in cambio di ricchezze materiali e della capacità di gestire le forze oscure capaci di rompere lo stato di equilibrio sopra citato richiede la vita dei familiari dello stregone stesso.

Anche la paura può provocare il distacco dello spirito dal corpo e dare luogo a malattie spirituali. Questo distacco provoca lentamente la morte del corpo, mentre lo spirito si trova a vagare nel luogo dove ha subito il grande spavento. Proprio in questo luogo lo sciamano organizzerà i rituali di cura per ristabilire l’equilibrio tra il malato e gli spiriti protettori del luogo stesso; un trauma geo-localizzato, verrebbe da dire assumendo un punto di vista occidentale. Se il rituale non produce gli effetti di guarigione desiderati, il curandero invia un cane nero che si occuperà di cercare lo spirito perduto e di riportarlo a casa nel corpo della persona.

Vi sono altri elementi esterni considerati come caldi e freddi che possono provocare lo stato di malattia. Uomini e donne possono essere divisi in queste due categorie in base alla personalità e agli alimenti che consumano. Anche le malattie fisiche rientrano in queste due grandi classi, così come le piante medicinali. L’equilibrio del corpo viene formato dal bilanciamento di questi due elementi, la cui rottura provoca la malattia.

I medici tradizionali sono considerati quindi gli intermediari che dialogano con le diverse entità, i luoghi sacri come ad esempio le montagne, le grotte o i fiumi, con gli spiriti degli antichi e con il Dio cattolico per poter recuperare la stabilità fisica, energetica e spirituale delle persone.

Doña Carmen è una curandera del quartiere Candelaria, zona infestata dal narcotraffico. “Prima l’oscurità si manifestava specialmente attraverso entità negative, adesso ha cambiato forma: usa la droga” dice la curandera.

Nelle foto l’anziana sta identificando la malattia spirituale del bambino grazie a un uovo; dopo essere stato a contatto con il corpo viene aperto in un bicchiere d’acqua e a seconda della forma che assume, si accerta la malattia. Davanti alle tredici candele, ai fiori presentati in sogno e al proprio altare doña Carmen chiede al dio cattolico, a Gesù, alla Madonna, alle entità e ai santi che le hanno consegnato i doni di intervenire e aiutare il bambino a guarire.

Categorie: Nord America, Popoli originari, Umanesimo e Spiritualità
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