Resoconto della missione di salvataggio in corso di Open Arms

10.08.2019 - Proactiva Open Arms

Resoconto della missione di salvataggio in corso di Open Arms
Open arms durante un salvataggio (Foto di Open Arms)

Al fine di rendicontare l’importante attività che sta compiendo una delle ONG attualmente impegnate in mare nei salvataggi di persone, e per dare anche una maggiore trasparenza di quanto sta accadendo in mare, pubblichiamo il resoconto ufficiale della missione di salvataggio attualmente in corso di Open Arms:

1 agosto
– Primo salvataggio effettuato: 55 persone tratte in salvo di cui 39 uomini e 16 donne (di cui 20 minori, la maggior parte non accompagnati)
– Secondo salvataggio effettuato: 69 persone tratte in salvo di cui 53 uomini e 16 donne (di cui 10 minori, la maggior parte non accompagnato)
Situazione a bordo: 124 persone provenienti da Eritrea, Etiopia, Egitto, Nigeria, Somalia, Ghana, Costa D’Avorio, Sudán, Ciad, Gambia, Mali, Guinea, Libia
Da subito presentavano evidenti segni di disidratazione e stanchezza fisica e mentale.

 

2 agosto – Richiesta di POS fatta da Open Arms a Malta e all’Italia. La prima ha risposto negativamente e la seconda ha risposto successivamente rimandando alle autorità maltesi.
– Comunicazione del decreto di divieto di ingresso nelle acque territoriali, tramite mail, datato 1 agosto 2019. Il provvedimento reso dal Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero
della Difesa e con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, dispone il divieto di ingresso, transito e sosta “nel mare territoriale nazionale”.

 

4 agosto
Evacuazione di due donne incinta e di una familiare delle due. Persone salvate a bordo 121

 

7 agosto
Depositato un ricorso presso il Tribunale per i Minori e alla Procura minorile di Palermo affinché gli interessati siano fatti sbarcare, e vengano nominati dei tutori per chi non è accompagnato, come previsto dagli art. 6 e 11 della Convenzione dell’Aja. A bordo della OPEN ARMS risultano attualmente circa 28 minori stranieri non accompagnati nonché altri minori in presenza dei genitori, e tutti presentano evidenti segni di violenza fisica e psicologica. Persone a bordo 121.

 

8 agosto
– Dallo studio legale di Open Arms Italia è stata inviata al Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà una comunicazione di respingimento alla frontiera di 28 minori stranieri non accompagnati chiedendo un intervento urgente. Una richiesta di intervento è stata inviata anche al Garante per l’Infanzia, dottoressa Filomena Albano.
Alla luce delle precarie condizioni psico-fisiche delle persone, è stata specificata l’urgenza di scendere dalla nave e di raggiungere quanto prima il territorio nazionale.
– Fino all’8 agosto sono state raccolte 89 volontà di richiedere asilo da parte delle persone adulte a bordo della nave. Le stesse sono state inviate all’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati e a MRCC Roma come previsto dalle linee guida sul soccorso in mare della stessa agenzia.
Il Viminale la sera dell’8 agosto ha divulgato una dichiarazione ripresa da LaPresse: Open Arms ha comunicato alle autorità italiane che ben 89 persone a bordo hanno chiesto lo status di rifugiato. Lo fanno sapere fonti del Viminale, spiegando che la ong ritiene che, “pur essendo la nave in acque internazionali, in acque sar maltesi e nelle vicinanze di altri Paesi sovrani, gli immigrati debbano essere fatti sbarcare in Italia”. Dal dicastero guidato da Matteo Salvini sottolineano: “Dato che la Open Arms è spagnola, in base alle convenzioni internazionali e alla giurisprudenza della corte europea, è dovere dello Stato di bandiera prendersi cura di coloro che si trovano a bordo, dopo essere stati raccolti o trasportati in acque internazionali: gli esperti del ministero dell’Interno stanno valutando la possibilità di richiamare pertanto la Spagna – anche in ambito giurisdizionale – al rispetto degli obblighi internazionali facendosi carico delle 89 persone”. Al Viminale, insomma, c’è la sensazione che “l’unico obiettivo della Ong sia quello di trasferire le persone in Italia, senza interessare minimamente il proprio paese di bandiera”.Il ministro Salvini dichiara: “Non siamo il campo profughi dell’Europa”. Il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella in merito alla conversione in legge del decreto sicurezza bis, si è pronunciato sul soccorso in mare.

– Il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, ha inviato una lettera al leader della Commissione Ue Jean Claude Juncker chiedendo che sia “coordinato un intervento umanitario
rapido”, con “un’equa redistribuzione dei migranti”.

 

9 agosto
È stato presentato, presso le Procure di Roma e di Agrigento, un esposto-denunzia in cui viene chiesto di verificare se nella situazione corrente, in cui si sta determinando una prolungata presenza a bordo delle 121 persone salvate – 32 minori, 28 dei quali hanno dichiarato di essere non accompagnati -, non si presenti una fattispecie di reato. E, nel caso, di individuarne iresponsabili e di “adottare gli opportuni provvedimenti” affinché cessi la situazione di privazione della libertà in cui quelle stesse persone si trovano.

 

10 agosto
ore 11:00 Conferenza Stampa Aeroporto Lampedusa
Dove sono stati presenti:
Oscar Camps, Fondatore Open Arms
Riccardo Gatti, Presidente Open Arms Italia
Richard Gere, Attore e Attivista per i diritti umani
Gabriele Rubini (Chef Rubio), Cuoco e Fotografo.

 

Da nove giorni, l’Open Arms si trova in mezzo al mare, senza aver ottenuto risposte positive né dai paesi costieri più vicini (Italia e Malta), né dagli altri stati membri dell’Unione Europea.
Riteniamo inaccettabile che la vita di uomini, donne e bambini continui ad essere ignorata e che i diritti sanciti dalle Convezioni Internazionali continuino ad essere sistematicamente violati.
Parleremo di questo insieme a un amico e attivista per i diritti umani, che da anni si batte per dare voce ai più vulnerabili in ogni angolo della terra, Richard Gere, che ci ha raggiunti a Lampedusa per dare il suo sostegno al nostro equipaggio e a tutte le persone a bordo.

 

Categorie: Africa, Diritti Umani, Europa, Migranti, Politica
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