End Family Detention: presidio davanti all’Ambasciata USA di Roma contro le politiche di Trump

30.06.2018 - Roma - Mariapaola Boselli

End Family Detention: presidio davanti all’Ambasciata USA di Roma contro le politiche di Trump

Oggi, 30 giugno 2018, a Washington DC e in centinaia di altre città, tra cui anche Roma, attivisti e cittadini si sono raccolti per chiedere la fine delle politiche scellerate di Trump che nei giorni scorsi hanno scosso il mondo intero. I pianti dei bambini detenuti in gabbie al confine tra USA e Messico hanno indignato l’opinione pubblica e anche quella politica, sono stati in molti a infatti a condannare duramente le politiche di tolleranza zero che il Presidente degli Stati Uniti D. Trump ha attuato negli ultimi 3 mesi.

Sono più di 2000 i bambini migranti che sono stati separati dalle loro famiglie; dopo le numerose polemiche, il 21 giugno scorso Trump ha firmato un ordine esecutivo che pone fine alle separazioni delle famiglie ma che ne prevede ugualmente la detenzione.

Jillian Taft, attivista di American Expats for Positive Change e tra gli organizzatori della protesta, commenta così la situazione attuale:

è difficile spiegare cosa sta succedendo negli Stati Uniti; l’amministrazione stessa opera in modo confuso; da documenti che abbiamo visionato da quando la notizia ha iniziato ad essere riportata, sappiamo che l’amministrazione non ha nessun piano per riunire le famiglie dopo che sono state divise; i tre dipartimenti che sono incaricati di processare i casi riguardanti le famiglie non hanno idea delle legge attuale. La situazione cambierà perché l’amministrazione sta cambiando; la situazione è confusa perché l’amministrazione è confusa”.

Circa il futuro, Jillian ci dice:

ho speranza, oggi siamo a Roma è c’è una grande marcia a Washington DC e altre centinaia in tutti gli Stati Uniti; penso che l’opinione pubblica sia davvero contraria a queste politiche, anche se oggi, ufficialmente, non verranno più separate le famiglie. Le persone hanno visto i video, sanno quanto è stato inumano il trattamento che queste persone hanno subito e anche le persone che sono contro le migrazioni non sono contro i diritti umani. Credo che gli Stati Uniti siano d’accordo nel cambiare questa politica; spero che l’opinione pubblica sia abbastanza forte da spingere i politici a cambiare, in meglio, la situazione.

Ci saranno le elezioni a novembre, se i democratici riusciranno ad ottenere die buoni risultati potranno impedire a Trump di fare ciò che vuole perché non avrebbe abbastanza voti al Congresso pur avendo il Senato dalla sua parte.”

 

Di seguito, alcune foto del presidio di questa mattina.

 

Categorie: America Centrale, Diritti Umani, Europa, Fotoreportages, Interviste, Nord America
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