Proibito votare, manifestare e pensare: ora basta!

18.10.2017 - Barcellona - Raquel Paricio

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo

Proibito votare, manifestare e pensare: ora basta!
(Foto di Redacción Barcelona)

La Catalogna sta vivendo una catastrofe politica che si ripercuote in tutti gli ambiti della società. In base a una politica di menzogne, Mariano Rajoy prepara il terreno in cui vuole seminare l’articolo 155 della Costituzione.

Gli ultimi mesi sono stati di massima tensione in Catalogna e di conseguenza anche in Spagna e in Europa, che vedendo la caduta del suo impero guarda dall’altra parte. Il Partito Popolare e i suoi alleati preparano il terreno per applicare l’articolo 155, che sospenderebbe l’autogoverno della regione. Le loro politiche della paura lasciano ormai solo spazio per dire Basta! Basta con le menzogne, basta con il dominio! Basta impedire il diritto al pensiero libero! Basta controllare quello che sfugge al controllo della repressione. L’essere umano è una specie in evoluzione e questo è un momento storico per avanzare, per non restare ancorati a un passato che non dà più risposte alle esigenze delle persone, al loro sviluppo umano e spirituale. Per tutto questo diciamo Basta!

Ieri sera più di 200.000 persone hanno manifestato pacificamente e in silenzio con un mare di candele nel centro di Barcellona e in varie città spagnole per chiedere la libertà dei due più recenti prigionieri politici: Jordi Cuixart e Jordi Sànchez.

Il governo di Mariano Rajoy, con il Partito Ciudadano e i socialisti, che cercano di trarre profitto dalla situazione, stanno inventando scuse e applicando strategie per spaventarci.

Mentono riguardo al modello educativo in Catalogna. Mentono riguardo ai casi di sedizione. Applicano la legge in base alla loro convenienza. I più grandi truffatori della storia, che si sono arricchiti grazie alla loro posizione privilegiata nelle cariche pubbliche, o per le parentele reali, sono per strada. I loro reati di corruzione stanno arrivando a zittire persone morte in modo misterioso appena prima di un processo. La Catalogna gli serve per distrarre l’attenzione. Sono anni che sviano l’attenzione.

Arresti e detenzioni

Jordi Cuixart e Jordi Sànchez sono finiti in prigione senza cauzione il pomeriggio del 16 ottobre per un  presunto reato di sedizione. Sono rappresentanti e attivisti pacifici di Òmnium Cultural e dell’Assemblea Nacional Catalana, organizzazioni indipendentiste che hanno promosso e capeggiato tutte le manifestazioni degli ultimi anni a favore dell’indipendenza, mobilitando milioni di persone in modo pacifico, con il fine di difendere la propria identità.

Il capo dei Mossos d’Escuadra, Josep Lluis Trapero, responsabile di un corpo armato di 17.000 persone che di recente ha ricevuto un riconoscimento internazionale per la sua efficienza, è rimasto in libertà condizionata, senza passaporto e con la proibizione di uscire dal territorio spagnolo.

E’ chiaro che il controllo dei Mossos è l’obiettivo principale del governo centrale nel caso di applicazione dell’articolo 155

Secondo la giudice Carmen Lamela, Cuixart e Sànchez sono finiti in prigione per ciò che hanno fatto il 20  settembre nel dipartimento di Economia. Quel giorno  la Guardia Civil si è presentata in 40 dipartimenti della Generalitat per perquisirli e ha finito per arrestare 14 funzionari per la loro partecipazione all’organizzazione  del referendum “illegale” del 1° ottobre. In quell’occasione Sànchez e Cuixart stavano cercando di mobilitare la gente verso la Gran Vía per protestare contro quello che stava succedendo. Non hanno mai compiuto atti di violenza, né impedito il lavoro della Guardia Civil. La perquisizione e gli arresti non sono stati denunciati solo in Catalogna; quello stesso pomeriggio alla Puerta del Sol di Madrid si è svolta una manifestazione a favore delle “libertà democratiche e del diritto di decidere”.

Qual è l’obiettivo di questa detenzione? Distruggere Òmnium e la ANC? Proibire le manifestazioni?

 

Menzogne riguardo al modello educativo

Il settore educativo è diventato incandescente da quando il Partito Ciudadano lo ha accusato in Parlamento di praticare  un “indottrinamento ideologico” nei confronti degli alunni e ha chiesto misure per sorvegliare il lavoro degli insegnanti, con la possibilità di multarli. La comunità educativa, una delle più organizzate e attive in Catalogna, ha denunciato con forza queste dichiarazioni.

Queste accuse mostrano un altro settore che si vuole controllare nel caso di applicazione dell’articolo 155.

E domani contro chi verranno dirette le menzogne?

Ora basta!

 

 

 

Categorie: Europa, Fotoreportages, Opinioni, Politica
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