Giulio Regeni e Amnesty International

05.04.2017 - Leopoldo Salmaso

Giulio Regeni e Amnesty International

Tutti vogliamo la verità per Giulio Regeni.
Tutti vorremmo poter contare al 100% su una Amnes-t-y International fortemente critica, e ancor più fortemente autocritica.

Lasciamo Amnes-y International ai lacché della disinformazione!

 

Caro Riccardo, lo confesso: mi sento costretto a scrivere questo articolo a causa dell’ormai insostenibile imbarazzo per il supporto, tanto insistente quanto acritico, che tu continui a profondere in queste pagine a favore del dominante mantra angloamericano su Giulio Regeni.
E lo fai, ogni volta sempre più, “scoprendo l’acqua calda”. Infatti..

…Era evidente fin dall’inizio che “la sparizione e la morte di Giulio coinvolgono direttamente alti funzionari dell’Agenzia per la sicurezza nazionale egiziana”.
…Era evidente fin dall’inizio “l’indisponibilità a collaborare della Procura egiziana”.
…Era evidente fin dall’inizio che non si tratta di “poche mele marce in divisa, che fanno tutto da sole (bensì) lungo una catena di comando la cui estensione è ancora da accertare”.

Tutto ciò era e resta evidente, eppure tu, caro Riccardo, ne ricavi non la “verità processuale” ma addirittura la “verità storica”: “quella da subito proposta da chi conosce bene le modalità operative del sistema egiziano di violazione dei diritti umani”.
Così facendo, metti la mordacchia all’organizzazione che rappresenti.

Suvvia, Riccardo, ma non ti sfiora il dubbio di poter essere, anche tu, usato come certi “alti funzionari”, e disorientato come certe “Procure indisponibili”?…
Lo hai appena detto tu che “siamo di fronte a una catena di comando la cui estensione è ancora da accertare”… e subito dopo additi il “sistema egiziano”quale colpevole supremo, inchiodato nientedimeno che dalla “verità storica”?…
Ma com’è che Abdallah, il faccendiere egiziano che ti stava tanto simpatico finché puntellava la tua storiella, lo hai scaricato di brutto quando ha detto che i responsabili della morte di Giulio sono “coloro che lo hanno mandato al Cairo” (cioè inglesi e americani)?
E com’è che i genitori di Giulio ti fanno comodo fin che ti fanno audience, ma ti giri dall’altra parte quando vogliono scoprire che cosa c’è dietro la censura di Cambridge?

Se la nobile missione di Amnesty International è quella di “dare voce a chi non ha voce“, non significa che dobbiate ossequiare chi la voce ce l’ha, e tanto grossa… per esempio, affannandovi ad avallare la storiella secondo cui le “responsabilità verticali” si fermerebbero al gradino di quegli sciagurati che si trovano a governare l’Egitto dopo che il Potere Occidentale ha disfatto e ancora disfatto il loro Paese.

Ma la storia italiana ti ha insegnato niente a proposito di “servizi segreti deviati”?… oppure soffri di AMNES-Y?

Nomi come Mattei, Calvi, Moro, ti dicono niente?…
O toponimi come Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Ustica?…
Per te Gladio è solo la corta spada a doppio taglio dei nostri antenati?…

Non ti ricordi che le Procure italiane coinvolte in ciascuno di quei casi venivano accusate di essere “indisponibili a collaborare”? Per forza! Erano depistate (se non intimidite) ogni volta che osavano anche solo ipotizzare di poter alzare il tiro…

E’ certo che Fanfani era a capo del nostro governo quando morì Mattei, e quando morì Calvi c’era Spadolini… e dunque? Quale sarebbe la “verità storica”?… Dovremmo assegnare, e addirittura circoscrivere, le “responsabilità verticali” ai Fanfani o Spadolini di turno?…

Ricordati del proverbio: “se il saggio indica la luna, tu non limitarti ad ammirare il suo dito indice”.

CONCLUSIONE: tutti vogliamo la verità per Giulio Regeni.
Tutti vorremmo poter contare al 100% su una Amnes-t-y International fortemente critica, e ancor più fortemente autocritica.
Lasciamo Amnesy International ai lacché della disinformazione!

Con preoccupata amicizia.
Leopoldo

 

P.S.:
Qualcuno dubita che Al Sisi sia un dittatore? Certo che no: più dittatore e meno in controllo di Morsi, che a sua volta era più dittatore e meno in controllo di Mubarak. Quindi l’unica “verità storica” è che Mubarak era meno dittatore e più in controllo del suo paese e dei suoi servizi segreti: ragione evidente perché il Potere Occidentale lo eliminasse (come ha fatto con Saddam Hussein, con Muhammar Gheddafi, con Victor Janukovyc, come sta tragicamente forzando con Bassar al Assad. Come ha fatto e continua a fare con tanti altri “poveri diavoli” non sufficientemente asserviti al Potere Occidentale).

E tu mi dirai: resta il fatto che Al Sisi è un dittatore. Certo, ma non così stupido e autolesionista da ammazzare ed esporre il cadavere di un Italiano nel giorno della visita ufficiale della più alta delegazione commerciale italiana, loro primo partner. E con l’ENI che ha appena scoperto tanto gas da rendere l’Egitto energeticamente autosufficiente)… Cui prodest?

 

 

Categorie: Diritti Umani, Opinioni
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