L’evento di Parigi “Migranti: Un altro sguardo”

08.11.2016 - Gabriela Bravo

Quest'articolo è disponibile anche in: Francese

L’evento di Parigi “Migranti: Un altro sguardo”

La giornata di riflessione Migrants : Un autre regard (Migranti: Un altro sguardo), organizzata dalla redazione francese di Pressenza e dallo spazio di coworking collaborativo La Ruche, ha riscosso un grande successo la scorsa domenica 6 novembre.

L’invito fatto da Pressenza e La Ruche a uscire da una visione ristretta e disumanizzante del fenomeno della migrazione attraverso la giornata di riflessione Migranti: Un altro sguardo ha riscontrato un reale successo, con una sala strapiena e un pubblico attento ed entusiasta.

Purtroppo, il tema dei migranti è diventato questo: un argomento tra gli altri nei telegiornali, con delle immagini shock che passano subito dopo la rubrica dello sport e giusto prima del meteo, oppure delle cifre che indicano gli arrivi in un determinato paese o gli annegati nel Mediterraneo nella carta stampata. Dei numeri e delle foto, niente di più.

Per fare in modo che così non sia, è necessario attribuire un volto a questi migranti, dar loro un nome e conoscere le loro storie. È esattamente ciò che fa il film della regista tedesca Elke Sasse, #MyEscape, proiettato in questa occasione, che rintraccia il percorso di una dozzina di rifugiati attraverso le immagini che essi stessi hanno filmato con i loro cellulari mentre traversavano il loro continente per arrivare in Europa.

Un documentario che trova tutta la sua forza nella semplicità e nella veracità di queste immagini. Persone normali che sono costrette a lasciare la loro casa, la loro famiglia e il loro Paese a causa di guerre e violenza. Ragazze e ragazzi che senza pretese riprendono, come in una sorta di diario, il miserabile quotidiano di nomadi, alla ricerca di un Paese dove trovare asilo.

Dopo la proiezione del film, due rifugiati residenti in Francia hanno parlato di tutte le difficoltà che un rifugiato può incontrare una volta arrivato in un Paese dove è possibile richiedere il diritto d’asilo: la lingua, la cultura, l’incomprensione da parte della gente del Paese di accoglienza. Ostacoli che vanno ad aggiungersi al loro vissuto personale, talvolta traumatico.

In conclusione, l’evento ha permesso a una decina di organizzazioni, che lavorano nell’ambito delle problematiche dei migranti e dei rifugiati da differenti angolature, di presentare le loro attività e di confrontarsi con i partecipanti.

La giornata è terminata con l’esibizione musicale della banda Eden France e con un pasto preparato dalle donne membre dell’associazione Mamans SANS Frontières.

Qui di seguito la lista delle organizzazioni partner:

Utopia 56 è un’associazione che organizza attività di volontariato umanitario presso i rifugiati in diverse regioni della Francia

Thot è una scuola di francese per rifugiati e richiedenti asilo, che prepara ai diplomi.

La Fabrique Nomade è un’associazione che valorizza le competenze artigianali dei migranti attraverso la trasmissione del savoir-faire e la fabbricazione di mobili e altri oggetti destinati alla vendita.

CISPM Coalizione Internazionale di Sans Papiers e Migranti, raggruppa collettivi di sans-papiers e richiedenti asilo residenti in diversi Paesi europei. Lotta per la libertà di circolazione.

Action Emploi Réfugiés è una piattaforma di ricerca di lavoro che mette in relazione datori di lavoro e rifugiati.

Dessins Sans Papiers è un collettivo che organizza laboratori di disegno all’interno degli accampamenti di rifugiati e nei centri di accoglienza parigini. Il 15 novembre prossimo lancerà un crowdfounding per pubblicare un libro che raccoglie i disegni finora realizzati.

Singa è un’associazione che incentiva la creazione di spazi e strumenti d’incontro, scambio e collaborazione tra i rifugiati e le loro società di accoglienza, al fine di favorire la convivenza, l’arricchimento culturale e la creazione d’impiego.

RESOME (Réseau Etudes Supérieures et Orientation des Migrant.e.s et des Exilé.e.s – Rete Studi Superiori e Orientamento di Migrant* ed Esiliat*) è un collettivo costituito da student*, professor*, persone solidali, associazioni e gruppi informali, che operano al fianco di rifugiat* e migranti per favorire l’accesso all’istruzione superiore e facilitare l’orientamento di tutt* gli/le student* esiliat*, nonché l’apprendimento del francese per tutt*. Si tratta di un’associazione apartitica senza scopo di lucro.

Eden France è un’associazione che prova a sviluppare e organizzare scambi culturali e a permettere agli artisti di farsi conoscere.

 

Traduzione dal francese di Domenico Musella

Categorie: Diritti Umani, Europa
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