Turchia: non è un paese sicuro neanche per i giornalisti siriani

11.04.2016 - Murat Cinar

Turchia: non è un paese sicuro neanche per i giornalisti siriani
(Foto di www.f5haber.com)

Mohammad Zahar Al Shurgat è l’ultima vittima di una serie di attacchi commessi contro i giornalisti siriani che vivono in Turchia.

Reporter del canale televisivo Şerkat Halep Today TV, vive in Turchia da 10 mesi e produce notizie a nome delle opposizioni anti ISIS in Siria. Il 36enne giornalista è stato colpito al collo da dietro ieri, 10 aprile 2016, nel centro della città di Antep, con una pistola da uno sconosciuto.

Secondo i medici Al Shurgat è ancora in condizioni gravi. Secondo il portale di notizie Haber Turk, il giornalista è stato già minacciato di morte dall’ISIS diverse volte.

Parecchi giornalisti dell’opposizione continuano a lavorare in Turchia da quando è scoppiata la guerra civile siriana. Tuttavia la Turchia non è un paese sicuro per loro.

Il 30 ttobre 2015 due giornalisti siriani, İbrahim Abdulkadir e Firaz El Hamadi, sono stati trovati uccisi con un colpo alla testa e con le gole tagliate, presso la loro abitazione nella città di Urfa. Secondo la rete dei giornalisti indipendenti (BiaNet), Hamadi lavorava per una cooperativa di giornalisti siriana, Eye on Homeland, mentre Abdulkadir era corrispondente per un portale di notizie di citizen journalism, Raqqa is Being Slaughtered Silently, diverse volte hackerato dall’ISIS.

Il 27 dicembre 2015 Naci El Jerf è stato assassinato in mezzo alla strada nella città di Antep: il giornalista era conosciuto grazie ai lavori che portava avanti per un documentario sulle adesioni all’ISIS.

Tutti e tre gli assassini sono stati rivendicati dall’ISIS. Proprio per questo, il 22 gennaio 2016 un gruppo di giornalisti siriani aveva incontrato il Presidente della Repubblica Recep Tayyip Erdogan per parlare dei problemi che devono affrontare in Turchia.

Categorie: Diritti Umani
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