USA vs. pannelli solari indiani: un’anteprima di TTP, TTIP, CETA, TISA, ecc.

25.03.2016 - Silvia Swinden

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Tedesco

USA vs. pannelli solari indiani: un’anteprima di TTP, TTIP, CETA, TISA, ecc.

Gli Stati Uniti hanno bloccato gli sforzi dell’India per promuovere i produttori locali di celle e moduli solari, che avrebbero portato energia a milioni di persone che ne hanno disperato bisogno, denunciandola all’Organizzazione Mondiale per il Commercio, sostenendo che dare priorità alla produzione locale violava le regole dell’OMC.

L’India ha replicato che la produzione locale aiuta il paese a soddisfare i propri impegni sul clima nell’ambito della Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico (UNFCCC), ma l’OMC ha respinto l’argomentazione.

Hanno dichiarato che le politiche nazionali viste come violazione delle regole dell’OMC non possono essere giustificate sulla base della soddisfazione dell’UNFCCC o di altri impegni internazionali sul clima.

Comunque…

“Appoggiamo con forza l’ambizioso obiettivo dell’India sull’energia solare, e siamo pronti ad accelerare questa espansione con ulteriori finanziamenti”, ha detto Obana durante la sua visita in India nel 2015.

“Abbiamo discusso i nostri ambiziosi sforzi nazionali e gli obiettivi di incrementare l’uso di energia pulita e rinnovabile”, ha fatto eco Modi. “Gli ho chiesto (a Obama) di guidare gli sforzi internazionali per rendere l’energia rinnovabile più accessibile e conveniente per il mondo”.

La risoluzione delle controversie dell’OMC ha fatto esattamente ciò che i tribunali ISDS faranno per i TTIP, TTP, CETA, TISA e gli altri accordi di “libero” commercio che si stanno discutendo a porte chiuse in tutto il mondo, impedendo ai paesi di pianificare in accordo ai propri bisogni e dando priorità ai profitti delle grandi multinazionali. Gli USA, famosi per le loro regole protezionistiche e per le politiche di “acquisto locale” hanno usato ancora una volta due pesi e due misure, e niente fa pensare che il loro comportamento sia destinato a cambiare dopo la firma dei nuovi accordi di “libero” commercio.

The Ecologist ci informa che “non per la prima volta accordi commerciali hanno bloccato politiche ambientali”. Gli accordi commerciali sono spesso pietre d’inciampo per le azioni riguardanti il cambiamento climatico. Le attuali regole del commercio limitano le capacità dei governi di appoggiare le energie rinnovabili locali, danneggiano il trasferimento di tecnologia pulita e potenziano le aziende di combustibili fossili per attaccare la protezione del clima in tribunali segreti. Le politiche commerciali stanno impedendo un futuro sostenibile.

Nel 2012 l’OMC ha condannato l’innovativo Green Energy Act dell’Ontario, che puntava all’ampliamento delle tecnologie rinnovabili e di posti di lavoro ad energia pulita. Similmente al caso indiano, una parte del programma includeva un “conto energia” (ndt: un incentivo per l’uso di energia pulita) a supporto dei fornitori locali. La politica è stata cambiata per conformarsi alle norme dell’OMC.

‘Solo negli ultimi tre mesi all’Ecuador è stato imposto di pagare 1 miliardo di dollari per la cancellazione di un appalto petrolifero nell’ambito di un trattato bilaterale per gli investimenti, e la TransCanada ha annunciato di voler citare in giudizio per 15 miliardi il governo USA in un tribunale del commercio per aver respinto l’oleodotto Keystone XL per il trasporto di scorie bituminose.’

L’India potrebbe ricorrere in appello, ma la direzione delle regole del commercio sono chiare e marciano in modo apparentemente inarrestabile verso la dittatura del profitto sui bisogni della gente comune.

 

Traduzione dall’inglese di Matilde Mirabella

Categorie: Asia, Ecologia ed Ambiente, Economia, Nord America, Questioni internazionali
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