In Repubblica Ceca comincia la militarizzazione della società?

08.10.2015 - Praga - Gerardo Femina

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In Repubblica Ceca comincia la militarizzazione della società?
(Foto di Marin Vorac)

In Repubblica Ceca soldati dell’esercito hanno cominciato a girare nelle scuole, incontrando studenti a partire dalla quinta elementare, presentando la vita militare, mostrando le armi e lasciandoli “giocare” con i mitra. Sono immagini che terrorizzano e ricordano i regimi totalitari, dove l’educazione fondamentale comincia già dai bambini, preparandoli alla guerra e educandoli a una visione militare della società e della vita in generale.

armi a scuola faccia oscurata 1

armi a scuola faccia oscurata 2

armi a scuola faccia oscurata

E tutto questo proprio quando negli Stati Uniti si verifica l’ennesima strage in una scuola e lo stesso presidente è impotente contro le grandi industrie produttrici di armi! Secondo l’osservatorio Gun Violence Archive, nel 2015 gli incidenti dovuti alle armi da fuoco in Usa sono stati 33.293. 8.514 persone hanno perso la vita e 17.361 sono rimaste ferite. Tra i morti o i feriti ci sono 486 i bambini da zero a 11 anni e 1.687 tra i 12 e i 17 anni. E’ questo il modello che vogliamo seguire?

Ovviamente il Ministero della Difesa ceco presenta l’iniziativa come una cosa educativa, mette enfasi sul ruolo dell’esercito nel difendere lo stato, nei valori patriottici e cosi via. Insomma sempre la stessa retorica ipocrita, a cui si può applicare perfettamente la profonda analisi di Tolstoj: da una parte si parla di umanità, di comprensione, di giustizia e dall’altra si appoggia silenziosamente o esplicitamente una società fondata sulla violenza.

Questa iniziativa è partita in silenzio, quasi di nascosto, tanto che i genitori non sono stati nemmeno avvertiti. Ho avuto modo di ascoltare alcune mamme che non potevano credere ai loro occhi vedendo le foto pubblicate in Internet e ascoltavano inorridite i commenti dei loro bambini: “Si parlava di usare le armi, di sparare ai rifugiati….”. Insomma, un vero incitamento alla violenza. Ovviamente gli insegnanti affermano che in classe i soldati non hanno mai incitato alla violenza o all’odio e sicuramente sarà stato cosi. Ma data l’atmosfera sociale, i commenti razzisti che girano in casa e l’informazione manipolata che i mass-media danno su fantomatici possibili nemici, gli studenti hanno certo vissuto questa iniziativa “culturale ed educativa” come uno stimolo alla violenza. In realtà forse è proprio questo il vero obiettivo della campagna: una grande propaganda a favore dell’uso della forza e della militarizzazione della società.

Tutto ciò potrebbe far parte di un piano più ampio, che si è già manifestato a marzo di quest’anno con il cosiddetto “Dragoon ride”: il passaggio di mezzi militari americani per diversi paesi dell’Europa dell’est, con sventolio di bandiere e soldati che si fermavano per salutare la gente, mostrando ai bambini le armi. Una cosa che oggi non è possibile nemmeno immaginare in nessun paese dell’Occidente: questo tipo di manifestazioni si fanno solo quando si occupa o si libera un paese. Sarebbe stata un’offesa e un’umiliazione per quelle nazioni! In seguito si è cercato di approvare una legge (per ora solo rimandata) per reintrodurre il servizio militare obbligatorio, includendo anche le donne. Contemporaneamente aumentano le spese militari, acquistando armi soprattutto dagli americani per cifre esorbitanti.
Bisogna ricordare che da tempo gli americani hanno cominciato a “usare” per le loro guerre giovani di altre nazioni, come per esempio i kenyani nella guerra in Somalia e in quella in Afghanistan. E così nella guerra in Ucraina contro la Russia e nelle altre che potrebbero scoppiare, bisognerà forse contare anche sui giovani della Repubblica Ceca. In realtà tutto ciò è già cominciato nelle Repubbliche Baltiche, dove a dare direttive agli eserciti sono presenti senatori del Congresso USA.

Senza ricorrere a idee così estreme, che ad alcune orecchie delicate possono sembrare esagerate e manipolatrici, siamo in tutti i casi in presenza di una grande propaganda. Una propaganda, che al di là dei discorsi retorici, si fonda per avere successo sulla paura inculcata nella gente di possibili guerre e invasioni, contro le quali bisogna farsi trovare preparati. Il governo ceco (o dovremmo dire fantoccio di Washington?) non è riuscito a installare la base militare americana con dispositivo radar (le famose guerre stellari) e a quel punto il potere si è fatto più furbo. Non presenta più le cose chiaramente e direttamente, ma lo fa in maniera nascosta e strisciante, sperando che la gente lo consideri “normale”. Alcune persone mi hanno commentato che quando erano studenti anche loro incontravano rappresentanti dell’esercito e che quindi tutto ciò è “normale”. Hanno dimenticato un dettaglio: vivevano in un regime autoritario e totalitario! Non c’era nulla di “normale”!

Per adesso la propaganda funziona, perché non ci sono state ancora grandi proteste. Dopo la rivoluzione di velluto, la gente ha creduto che sarebbe cominciata un’epoca di libertà e benessere e oggi, anche se tutto va nella direzione opposta, preferisce sognare il fine settimana in campagna e la vacanza in montagna invece di vedere l’aumento dell’autoritarismo e la diminuzione degli spazi di libertà e partecipazione. Purtroppo sappiamo bene che non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere!

Ora che lo stato mette le mani nell’educazione dei nostri figli per trasformarli in strumenti di morte in mano alla NATO, comincerà finalmente un risveglio? Un giorno saranno i nostri figli a lanciare missili sugli ospedali, ammazzando civili e bambini in nome dei diritti umani?!

Personalmente quando ho visto le foto sono stato preso da un conato di vomito. Vedere bambini educati alla violenza come se fosse una cosa normale, vederli manipolati approfittando della loro naturale ingenuità, con l’acquiescenza di alcuni genitori e insegnanti, mi ha lasciato senza parole.

Per fortuna però non tutti dormono! Numerosi gruppi sono attivi socialmente e Mondo senza guerre e senza violenza sta informando i genitori, invitandoli a una protesta nonviolenta basata su diverse azioni:
– scrivere lettere di protesta al direttore della scuola, al sindaco e al Ministro dell’Istruzione.
– chiedere alle scuole di fermare questo programma e organizzare riunioni tra genitori e insegnanti per discutere il tema, come si dovrebbe fare in una società democratica.
– esigere di essere informati del giorno della visita dei militari.
– fare “vuoto”, come ci ha insegnato Gandhi, non mandando i propri figli a scuola in quel giorno.

Non vogliamo credere a Milan Kundera quando nell’”Insostenibile leggerezza dell’essere” scriveva: “…Si rendeva conto di appartenere ai deboli, al campo dei deboli, a una nazione di deboli…”.  Preferiamo ricordare le leggende slave, secondo cui nei momenti di grande necessità i popoli ritrovano il meglio di sé, per creare una società veramente democratica e umana.

Per vedere tutte le foto di Martin Vorac: https://photos.google.com/share/AF1QipOSbt37U09DPLlRjcxcSMyIFhZidAKs28hZvltpzDAlNwhFrr9vevNbhrS9ArEKYA?key=MVlicEpwZlMwWnRmUUFoZ3ZnZjdpcTh2YW1rZ093

 

 

 

Categorie: Educazione, Europa, Opinioni
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