Libano: ordine ristabilito a Tripoli, fuggono i militanti

28.10.2014 - Redazione Italia

Foto Dailystar.com.lb

 

 

È stato ristabilito l’ordine nella città di Tripoli, al nord del Libano, dove i commando libanesi, sostenuti da elicotteri da combattimento, hanno sequestrato la sede di un leader militante dell’IS, lunedì sera, dopo i quattro giorni di scontri che hanno sconvolto la città, lasciando 42 morti e circa 150 feriti.

Secondo una fonte militare del quotidiano libanese Daily Star, la moschea di Abdullah bin Masoud, roccaforte di Shadi Mawlawi e il suo complice Osama Mansour, entrambi sospettati di essere affiliati al braccio siriano di al-Qaida, il Fronte al-Nusra, è finita oggi nelle mani dell’esercito libanese. La fonte ha confermato al Daily Star che le truppe hanno setacciato la zona intorno alla moschea, che si trova all’interno del quartiere di Bab al-Tabbaneh. Fonti della sicurezza hanno affermato che all’arrivo dei soldati la moschea era vuota e che i militanti erano presumibilmente fuggiti dopo essersi camuffati con abiti civili e dopo essersi rasati i volti.

Gli elicotteri dell’esercito hanno continuato a inseguire uomini armati in fuga da Bhanin alla regione Oyoun al-Samak, mentre aerei da ricognizione dell’esercito hanno sorvolato le città e i villaggi di Akkar, Minyeh e Dinnieh e il fiume Nahr el-Bared.

Le fonti hanno affermato che l’esercito è molto risoluto nella repressione dei militanti armati ed è stato adottato un approccio senza compromessi. Altre fonti della sicurezza hanno in precedenza confermato al Daily Star che l’esercito aveva chiuso tutti gli ingressi al mercato ortofrutticolo della souq di Tripoli, mentre le truppe erano pronte a prendere d’assalto la roccaforte dei militanti a Bab al-Tabbaneh.

Il bilancio dei morti è di 23 uomini armati, 11 soldati e otto civili. Tra i feriti ci sono 92 soldati, e 63 uomini armati e civili.

I quattro giorni appena passati hanno rappresentato il peggior atto di violenza in Libano da quando lo Stato Islamico e il Fronte al-Nusra invasero la città di confine nord-orientale di Arsal nel mese di agosto, lasciando 19 soldati e decine di militanti morti. Il conflitto in Siria continua a coinvolgere le comunità musulmane libanesi e violenti scontri tra gruppi sunniti e quelli alauiti (sciiti) continuano a interessare un Paese da tempo instabile a livello politico, sociale e religioso.

Al-Nusra ha intanto dichiarato di rinviare l’esecuzione dei soldati libanesi prigionieri dopo che domenica scorsa i gruppi jihadisti avevano minacciato di uccidere Ali Bazzal, uno dei 27 militari libanesi prigioniero dei militanti islamici.

Il primo ministro Tammam Salam ha promesso pieno sostegno politico all’esercito nella battaglia contro il terrorismo e si è riunito ieri al Grand Serail a Beirut con i capi di diversi corpi di sicurezza. Nel frattempo, il ministro dell’Istruzione, Elias Bou Saab ha dichiarato che le scuole pubbliche e private di Tripoli, Minyeh, e Akkar resteranno chiusi anche martedì.

Categorie: Internazionale, Medio Oriente
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