Medio Oriente
Amnesty: necessario fermare i trasferimenti d’armi
Amnesty International ha condannato l’uso eccesivo della forza impiegato in questi giorni al Cairo contro i manifestanti e ha nuovamente chiesto che siano interrotti tutti i trasferimenti di armi, munizioni e forniture militari (come gas lacrimogeni, proiettili di gomma e di plastica e veicoli corazzati), che potrebbero essere usate per commettere violazioni dei diritti umani.
Ottime possibilità per la nonviolenza in Siria
Il movimento nonviolento islamico, non certo monocromatico, mostra tuttavia nelle sue diverse anime l’unanime convincimento che la Siria abbia bisogno di uno stato laico che assicuri pluralismo religioso e etnico, uguali diritti umani a ognuno qualunque sia (o non sia) il suo credo religioso, e protegga la libertà individuale.
Egitto: l’esercito ha cancellato le speranze dei manifestanti del 25 Gennaio
Le autorità militari egiziane si sono dimostrate totalmente incapaci di mantenere le promesse fatte ai cittadini in seno al rispetto dei diritti umani e, al contrario, si sono rese responsabili di una serie di abusi che in alcuni casi hanno superato in quanto ad atrocità lo storico di Hosni Mubarak, come si afferma oggi nel nuovo rapporto di Amnesty International.
Il Cairo: almeno 35 i morti e 1.700 i feriti tra i manifestanti durante la repressione delle forze di sicurezza
Negli ultimi tre giorni sono morti almeno 35 manifestanti tra Il Cairo e altre città egiziane durante le proteste contro il governo militare. Più di 1.700 risulterebbero invece i feriti. L’escalation di violenza è iniziata lo scorso sabato quando la polizia ha sgomberato un sit-in nella piazza della capitale, l’ormai famosa Piazza Tahrir.
Amnesty presenta ai candidati il manifesto in 10 punti per i diritti umani in Egitto
A poco meno di un mese dalle elezioni parlamentari in Egitto, Amnesty International ha chiesto a tutti i candidati di sottoscrivere un manifesto in 10 punti, come segno di serietà nel fare riforme nel campo dei diritti umani e di mantenere le promesse e le aspettative della “rivoluzione del 25 gennaio”.










