Internazionale
Le diseguaglianze danneggiano la società. La ricerca scientifica per un mondo nuovo.
Richard Wilkinson, Professore Emerito di epidemiologia sociale presso l’Università di Nottingham, spiega in un convegno TED come le diseguaglianze danneggino la società, non solo i poveri bensì anche i ricchi. Ed era ora, stante la discussione globale innescata dal movimento congiunto Occupy/Indignados/Primavera Araba su come porre le basi di una nuova società.
Le caste
Oggi ci sono prove sufficienti per affermare che il capitalismo è un pessimo sistema per distribuire ricchezza; ciò che è strano è che i popoli se ne siano accorti così tardi, fatto che si deve certamente anche ad un’intensa campagna di propaganda e disinformazione da parte di una minoranza interessata a mantenere quest’illusione per i propri interessi economici.
Libia, storia recente
Da qualche giorno la notizia più battuta riguarda la morte di Gheddafi, leader di una rivoluzione che ha trasformato la Libia. Il 1 Settembre del 1969 Gheddafi prese il potere rovesciando una monarchia che aveva dato concessione dell’estrazione petrolifera – straordinaria e preziosa risorsa – ad una compagnia statunitense, la Esso, mentre il suo popolo viveva in miseria.
L’ ETA pone fine alla lotta armata. Solo il dialogo risolverà i conflitti
Il movimento Mondo senza Guerre e senza Violenza spagnolo festeggia l’abbandono incondizionato della lotta armata da parte dell’ETA. Il cammino della violenza porta divisione sociale, perdita della ragione, morte e ovviamente altra violenza. Questa decisione dà vita a nuovi scenari di dialogo per la soluzione dei conflitti.
L’uccisione di Gheddafi: una sconfitta del diritto
Morto in battaglia o vittima di un’esecuzione poco importa, l’uccisione di Muammar Gheddafi è una sconfitta per il diritto internazionale: lo dice alla MISNA Ottilia Maunganidze, esperta dell’Istituto per gli studi sulla sicurezza, un think-tank con sede a Johannesburg, uno dei più importanti in Africa.
Rapporto di Amnesty International sui trasferimenti di armi in Medio Oriente e Africa
Stati Uniti, Russia ed altri paesi europei hanno fornito grandi quantita’ di armi a governi repressivi del Medio Oriente e dell’Africa del Nord prima delle rivolte di quest’anno, pur avendo le prove del rischio che quelle forniture avrebbero potuto essere usate per compiere gravi violazioni dei diritti umani.









