Paolo D'Aprile

Paolo D'Aprile

Nasco nel 1963... sono un uomo di mezza età! Vivo a São Paulo dal 1989 e il mio lavoro di fisioterapista mi ha portato in contatto con le situazioni estreme della città, dalle favelas ai "meninos de rua". Ho partecipato a vari progetti di inclusione attraverso l'esercizio dei diritti civili. Da grande voglio fare il calciatore, l'astronauta e il pompiere.

17.05.2019

Brasile, Resistenza, Lotta, Libertà

Brasile, Resistenza, Lotta, Libertà

Brasilia, Commissione dei Diritti Umani: assistenza sanitaria dei popolo indigeni. “La cosa più importante di questo governo è il rispetto alle minoranze, i popoli indigeni oggi possiedono il 13% del territorio nazionale, e l’area destinata all’agricoltura è solo il 7%. Sono disponibili ingenti somme di denaro e fondi di ogni… »

09.05.2019

Dal Brasile: oggi non ho voglia di raccontare niente

Dal Brasile: oggi non ho voglia di raccontare niente

Mi chiedono di scrivere sul taglio di 95% dei fondi destinati al controllo del cambiamento climatico, annunciato dal ministro dell’ambiente, che a suo tempo fu accusato e condannato per crimini contro… l’ambiente, appunto. Mi si esorta a scrivere ma non ne ho voglia, dovrei consultare siti e dati, dovrei controllare… »

05.05.2019

Perinde ac cadaver

Perinde ac cadaver

Qui fu l’incontro che ha cambiato la faccia del mondo. Qui si forgiò un nuovo tipo umano a cui è stato dato di vivere nella più bella e luminosa provincia della terra. L’amalgamarsi di africani, indios, europei, ebrei, e successivamente orientali, giapponesi, non fu una giunzione tra consanguinei come quella… »

01.05.2019

Brasile: annoiata e consueta normalità

Brasile: annoiata e consueta normalità

Se fosse per gli schiaffoni e le botte che ho dato loro, mi potrebbero pure portare via in manette e condannare all’ergastolo. Ho affrontato molti di questi banditi a bastonate e sparandogli addosso. Questi maledetti devono essere trattati a bastonate e spari in faccia. Come il caporale… »

25.04.2019

La Torcida del Corinthians di nuovo in campo per la democrazia

La Torcida del Corinthians di nuovo in campo per la democrazia

Dicono che il Corinthians non sia una squadra normale. Dicono che il Corinthians è una Torcida con una squadra, una Torcida da cui è nata una squadra. Una Torcida dalle cui viscere la passione per il calcio si è materializzata in squadra. Torcida significa tifoseria. Torcida è l’insieme dei tifosi… »

18.04.2019

I puri di cuore

I puri di cuore

È sbagliato spiegare tutte le caratteristiche di una persona solamente prendendo in considerazione l’età: l’essere umano nasce INTERO! Basta vedere come fin dalla più tenera età e di anno in anno noi siamo sempre gli stessi, amiamo sempre le stesse cose. Una specie di innocenza imperturbabile. (Marina Cvetaeva) Di… »

13.04.2019

80 colpi: l’esercito può sparare su chi vuole, a Rio de Janeiro

80 colpi: l’esercito può sparare su chi vuole, a Rio de Janeiro

Fermarsi ed identificarsi al posto di blocco militare non è stato sufficiente. La pattuglia dell’esercito apre il fuoco contro la vettura in cui viaggiava quattro persone della stessa famiglia accompagnate da una amica. Il conducente agonizza sul posto tra le grida e le suppliche delle moglie. I soldati pur rendendosi… »

07.04.2019

Lula livre

Lula livre

È come se la tromba sapesse di non avere più alcun interlocutore possibile. Non importa, la sua voce continua, anche quando la musica finisce, il maestro si inchina e il pubblico applaude, la sua voce continua. The Unanswered Question è forse la composizione più emblematica del XX secolo. Un tappeto… »

01.04.2019

Brasile: 55 anni dal colpo di stato

Brasile: 55 anni dal colpo di stato

Quando la “Comissão da Verdade”, la Commissione della Verità, istituita dalla Presidente Dilma,  cominciò ad indagare per far emergere i segreti della dittatura iniziata con il golpe del 1964, fu possibile conoscere e riconoscere il meccanismo che trasformò la repressione in politica di stato. I documenti indicano la diretta… »

26.03.2019

Le ruspe sulle favelas

Le ruspe sulle favelas

Puozze sculà. Il mio amico racconta che a Napoli è forse l’insulto più pesante. Un augurio di morte atroce, “che tu possa morire colando”, sistemato su un sedile apposito, adagiato su un grosso buco in modo tale che i fluidi corporali sgocciolino verso il basso per lasciarti totalmente rinsecchito,… »

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