Un anno dopo la sua prima conferenza stampa, lo troviamo oggi al centro di uno dei più grandi scandali della storia. In quell’occasione portava all’occhiello una spilla, la cui forma lasciava ben chiaro la sua vocazione e, purtroppo, la sua funzione. Un anno dopo, cinquecentotrentamila morti (530.000) dopo, la Commissione Parlamentare di Inchiesta, scopre che il Ministero della Salute, i suoi massimi dirigenti, ordivano una trama che aveva come fulcro la volontà espressa pubblicamente del presidente Bolsonaro: fare in modo che il contagio colpisse il 70% della popolazione nel minor tempo possibile, in modo tale da raggiungere l’immunità di gregge e, una volta conseguito il risultato, si sarebbe potuto riprendere l’attività economica senza tanti piagnistei.

Per arrivare a ciò, boicottare ogni piano nazionale che avesse come priorità la vaccinazione non era sufficiente, era necessario stimolare e favorire il contagio. Di questo si è occupato personalmente il presidente Bolsonaro che, attraverso la convocazione settimanale di eventi e manifestazioni stimolava grandi raduni in cui le misure di sicurezza venivano non solo ignorate, ma anche derise e umiliate. Il Ministero della Salute si sarebbe occupato della parte tecnica: il boicottaggio di ogni campagna vaccinale. E così è stato. Quando la pressione popolare per l’acquisto dei vaccini divenne insostenibile, il presidente usò ogni mezzo per delegittimarne l’utilità e gli effetti. Ma i vaccini arrivarono, dopo mesi e mesi di insistenza da parte delle case farmaceutiche, i vaccini finalmente arrivarono. Nove mesi ci mise la Pfizer, altrettanti la AstraZeneca. Nove mesi di insistenza in cui i fabbricanti proposero perfino di abbassare il prezzo di mercato. Nove mesi. Poche settimane la Covaxin… un vaccino non ancora riconosciuto da nessun organo di vigilanza epidemiologica internazionale, nemmeno dalla stessa India, il paese di provenienza. Poche settimane, un paio di riunioni, uno scambio di mail… Poche settimane.

La Commissione Parlamentare di Inchiesta scopre che alcuni uomini politici di primo piano, legati alla Presidenza della Repubblica, insieme ai massimi dirigenti del Ministero della Salute, avevano montato uno schema di super fatturazione grazie al quale ogni dose sarebbe costata il triplo, il quadruplo rispetto ai vaccini sopracitati e usati ampiamente in tutto il mondo. Ripeto: per un vaccino non ancora riconosciuto come tale, il Brasile l’avrebbe pagato quattro volte di più: attraverso bonifici bancari in paradisi fiscali, i dirigenti del Ministero della Salute e gli uomini politici legati a Bolsonaro avrebbero intascato miliardi di fondi pubblici. L’accordo iniziale: un dollaro a dose. Un dollaro. Un dollaro in nero. Il prezzo di una dose, il prezzo della vita, un dollaro.

Intervengono le forze armate: il ministro della difesa, lo stato maggiore dell’esercito divulgano una nota in cui si definiscono come l’ago della bilancia della stabilità istituzionale. Il comunicato prosegue: ripudiamo le offese che la Commissione di Inchiesta riversa sulla nostra gloriosa azione e ci dichiariamo pronti a difendere gli interessi del popolo brasiliano.

Tutto perché poche ore prima, il noto senatore a capo della Commissione di Inchiesta, ha dimostrato la sua preoccupazione riguardo al modo in cui gli alti dirigenti dell’esercito si trovano coinvolti nello scandalo del vaccino superfatturato. Sì, tutti i direttori esecutivi sono militari, il Ministro della Salute, fino a poche settimane fa, era un generale; il suo braccio destro pure: è lui l’uomo della spilla di cui parlavo qualche riga fa. Fu lui ad apparire in pubblico nella sua prima conferenza stampa con la spilla all’occhiello. Una spilla raffigurante un teschio. Il segretario esecutivo del Ministero della Salute, colonnello dell’esercito, si presentava al Paese con il simbolo della morte sul petto. A quell’epoca il Brasile contava diecimila morti. Oggi cinquecentotrentamila, 530.000.

Lo stato maggiore e il ministro della difesa, oggi minacciano le istituzioni e il popolo brasiliano. Il presidente del senato cerca di calmarli con parole che, se fossi al bar, definirei da vero leccaculo: tessendo le lodi delle forze armate, ammette la subalternità della fragile e inutile democrazia verso un esercito la cui unica funzione è stata quella di produrre centinaia di migliaia di cadaveri. Per arrivare a tanto, oltre a sabotare i piani di vaccinazione nazionale, oltre a cercare di importare vaccini non approvati, oltre a nascondere nei suoi magazzini milioni di tamponi fino a che ne scadesse la validità di uso, si è pure rifiutato di aprire le porte dei suoi ospedali e delle sue strutture mediche quando il Brasile soffriva e moriva nelle sale d’attesa, sdraiato sui pavimenti senza più neanche un bombola di ossigeno disponibile. I lavori della Commissione di Inchiesta continuano. La stampa libera, i canali alternativi, noi, stiamo molto attenti: prendiamo nota dei nomi di ognuno di loro, ce li ricorderemo, uno per uno. Maledetti assassini.