Dal 18 al 23 giugno si tengono a Vienna le giornate del “Nuclear Ban Week” organizzate da ICAN prima della 1a conferenza degli stati partner del Trattato di proibizione delle armi nucleari (TPAN).

Nel tardo pomeriggio di domenica 19 si è tenuta una conferenza organizzata da associazioni pacifiste viennesi dal titolo “Give peace a chance”.

Questa era sostanzialmente divisa in tre parti.

Nella prima, “Voice for Peace from Ukraine and Russia”, sono stati trasmessi dei videomessaggi di Yurii Sheliazhenko del movimento pacifista ucraino e Oleg Bodrov, ecologista del consiglio delle coste meridionali del golfo di Finlandia.

Nella seconda ci sono state 5 relazioni di:
– Rebecca Johnson, co fondatrice di ICAN, che ha parlato delle opportunità del trattato per bandire le armi nucleari;
– Klaus Renolder, fisico e presidente di IPPNW Austria, che ha parlato della prevenzione dei danni sanitari e umanitari delle armi nucleari;
– Vanessa Griffen, attivista ICAN delle isole Figi, ha parlato degli effetti degli esperimenti nucleari nell’ oceano Pacifico;
– una donna del movimento degli Amici della Terra della Germania (in sostituzione di Michael Miller), che ha parlato di pace, sicurezza e crisi ambientali e climatiche;
– Philippe Jennings, co-presidente IPB, che presentato l’attività del “International trader Union movement and peace”.

Nella terza parte si è tenuta la panel discussion su “Cooperazione di pace e movimenti ambientali. Via per una società eco-sociale?” con 6 interventi sul palco. Di questi segnalo quello dell’italiano Alessandro Capuzzo dei “Disarmisti esigenti” dal titolo “La denuclearizzazione del Golfo di Trieste, basata sul trattato di proibizione delle armi nucleari e il trattato di pace del 1947 con l’Italia”, evidenziando il passaggio di navi a propulsione nucleare (e relativi rischi per la popolazione) nei due porti di Trieste e Koper-Capodistria, in contrasto col trattato di pace.