Per un Patto mondiale, ora, per un divenire comune, universale. di giustizia e di pace

A proposito della «guerra in Ucraina».

Dichiarazione dell’Agorà degli Abitanti della Terra

La natura della “guerra in Ucraina”

L’invasione inammissibile dell’Ucraina da parte della Russia di Putin è un atto criminale, in contrasto con tutte le regole del diritto internazionale e dei diritti umani. Evidentemente è, a prima vista, una “guerra tra Russi ed Ucraini“ le cui ragioni sono esplose in particolare dopo il crollo dell’Unione Sovietica nel 1989 e la dichiarazione dell’indipendenza dell’Ucraina nel 1991.. Essa si è tradotta in conflitti violenti nel 2004 e, nel 2014, a seguito del colpo di Stato perpetrato da un gruppo di nazionalisti ucraini, fascisto-nazisti, con il forte appoggio (ampiamente documentato) degli Stati Uniti Il colpo di Stato condusse alla sostituzione del presidente eletto filorusso con un presidente non eletto antirusso, pro-occidentale/pro-americano. Gli Stati Uniti hanno pilotato da anni a fior di dollari e di aiuti il tornante anti-russo della “nuova ‘ Ucraina. La ripresa del controllo della Crimea da parte della Russia nel 2014 e il suo sostegno alla rivolta indipendentista contro il governo ucraino delle popolazioni russe delle regioni del Donetsk e di Lugansk furono considerate inevitabili. Da parte loro gli Stati Uniti hanno intensificato ed accelerato la loro azione, via la NATO, presentandosi come l difensori e libratori dell’Ucraina e di tutta l’Europa dell’Est contro le mire espansioniste della Russia.

Come si evince da quanto precede, da sole, le ragioni interne russo-ucraine non avrebbero però condotto all’invasione massacro attuale se non ci fossero state altre ragioni che dimostrano che la «guerra in Ucraina» è soprattutto ed essenzialmente l’ultima (?) fase della guerra tra gli Stati Uniti e l’URSS (poi Russia) che per decenni ha diviso il mondo in due blocchi e seminato, a livello mondiale, odio , conflitti e guerre tra popoli e tra gruppi sociali in seno ai popoli stessi.

Per essere più precisi, tutto indica che stiamo vivendo una nuova fase storica, quella della «guerra globale». Cosa s’intende per «guerra globale» ?

Una guerra globale

Possiamo definire l’attuale «guerra in Ucraina» come una delle principali espressioni violente in corso di una « guerra globale » su scala planetaria.

Per tre ragioni.

La prima ragione. Visto il grande squilibrio accumulatosi in questi trenta anni tra Stati Uniti e la NATO, da una parte, e la Russia, dall’altra, a vantaggio degli USA, il principale interesse che spinge gli USA e la (“loro”) NATO a sostenere attivamente la guerra in Ucraina non è la difesa del popolo ucraino. E’ soprattutto l’occasione che si offre loro di ridurre fortemente la ”potenza mondiale Russia” sul piano militare e politico. Sono almeno venti anni che gli USA hanno preparato la guerra alla Russia cercando sistematicamente di estendere la presenza operativa della NATO su tutti i territori confinanti con la Russia, Ucraina “indipendente” inclusa. E ciò, malgrado le promesse fatte a più riprese e gli accordi firmati con la Russia sulla non estensione della NATO verso l’Est. E ce l’hanno fatta, malgrado le proteste della Russia, con il colpo di Stato del 2014. Con la richiesta ufficiale di questi giorni della Finlandia e della Svezia di adesione alla NATO, tutti i paesi europei limitrofi della Russia (considerando la Bielorussia un paese alleato della Russia) fanno parte della NATO. Altro che muro di Berlino ! Il muro armato offensivo americano contro la Russia su terra europea si snoda lungo più di 2000 km e, quel che conta soprattutto, è pieno di missili a meno di 5 minuti da Mosca.

Per gli USA, e la stragrande maggioranza dei paesi membri della NATO l’obiettivo della “guerra in Ucraina” è chiaro: a) vincerla per rimpicciolire la potenza mondiale russa, b) conservare la supremazia mondiale in campo militare e politico, c) ridurre la dipendenza energetica ed alimentare dell’Occidente dalla Russia e promuovere gli interessi di potenza economica dei grandi gruppi multinazionali americani ed europei, anche per « legittimare » cosi investimenti sempre più massicci nel nucleare ed addirittura nelle energie falsamente rinnovabili (quali i gas da scisto ) in barba agli obiettivi dello sviluppo sostenibile mondiale.

Questo spiega perché ad un piccolo recente accenno da parte dell’ucraino Zelenski ad un’apertura (sincera?) a trattative di tregua, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen ha affermato con forza che l’UE vuole che l’Ucraina vinca la guerra e il segretario generale della NATO, lo svedese Stoltenberg, ha annunciato tempi più lunghi e dolorosi da sopportare fino alla vittoria finale dell’Ucraina sulla Russia. La decisione del presidente Biden di allocare 33 miliardi di dollari per la ricostruzione dell’Ucraina va nella stessa direzione: niente pace, ma vincere la guerra contro la Russia e acquisire il controllo militare dell’Ucraina come nuovo Stato “alleato”. Gli appelli a non aiutare l’Ucraina con armi ma a cercare il più rapidamente possibile lo stop della guerra con la Russia, sono rimasti campati in aria. IL potere degli Ucraini di decidere sulla guerra è molto ridotto. Decidono gli Stati Uniti e l’Unione Europea. La dichiarazione del 14 maggio u. s. a Firenze di Joseph Borrell, Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri e la politica della sicurezza, “Aiutando l’Ucraina la nostra volontà è di difendere il più debole dal più forte,” è pura mistificazione.

Noi denunciamo come irresponsabile e criminale questa dichiarata volontà di guerra e di distruzione di cui le principali vittime dirette sono il popolo ucraino e il popolo russo e, indirettamente, i popoli più poveri dell’Africa e dell’Asia che soffrono e stanno morendo di fame in numero maggiore di prima a causa degli effetti disastrosi sulla distribuzione dei cereali prodotti in Ucraina a seguito delle sanzioni economiche (e ritorsioni russe). adottate dall’UE per punire e mettere in ginocchio l’economia russa.

Le ambizioni dittatoriali e inaccettabili di ricostituire la potenza della Grande Russia di stampo zarista di Putin non sono gli unici fattori chiave della guerra in Ucraina. Denunciamo altresì le mistificazioni, le menzogne e l’ipocrisia dei belligeranti non dichiarati ma reali che in barba a trattati, accordi e promesse hanno compiuto chiare violazioni del diritto internazionale e contribuito massicciamente a far esplodere ed alimentare la guerra in corso con la sola volontà di vincerla.

La seconda ragione mostra l’importanza delle strategie geo-politiche e militari globali in relazione alla “guerra in Ucraina”. La fretta e l’accanimento con i quali gli Stati Uniti/NATO e, in posizioni subordinata, l’UE, vogliono vincere sulla Russia sono spiegabili anche per il fatto che, da alcuni anni, gli Stati Uniti non fanno altro che attaccare apertamente la Cina affermando che la considerano il loro nuovo nemico sistemico. E l’Europa si è posizionata sulla stessa linea strategica: la presidente della Commissione europea ha affermato che la Cina è il nemico sistemico dell’Europa.

In realtà, i cambiamenti scientifici e tecnologici incrociati ai cambiamenti economici e sociali degli ultimi 30 anni.

– hanno consolidato la supremazia militare e politica mondiale degli Stati Uniti, malgrado l’indecorosa sconfitta (abbandono precipitoso degli Americani dell’Afghanistan) e la loro disastrosa presenza militare in Siria…

– hanno fatto sparire lo scontro ideologico-culturale tra capitalismo e comunismo, la stragrande maggioranza delle potenze mondiali (paesi membri del G20), Russia inclusa, avendo adottato sul piano internazionale i principi di base dell’economia globale di mercato, competitiva e finanziaria. II comunismo è sparito come nemico radicale al capitalismo. Lo stesso dicasi del socialismo storico;

– per un certo tempo, al loro posto sono nati i movimenti islamisti estremisti che sono stati e restano all’origine di alcune crisi e guerre « locali »;

– hanno modificato la natura dei titolari del potere politico e della “sovranità del popolo”. Il potere politico degli Stati e dei parlamenti ”nazionali” è largamente passato nelle mani di soggetti privati, soprattutto delle grandi imprese multinazionali, mondiali, industriali, commerciali e finanziarie (le Glocos « Global Companies»). La potenza di controllo e d’influenza di questi soggetti sulle decisioni politiche e le strategie degli Stati è diventata sempre più forte e, fatto interessante, accettata anche dalla maggioranza dei cittadini (impotenti?) Si può, pertanto, affermare che la sovranità “nazionale” resta sul piano giuridico e istituzionale formale quella degli Stati, nel mentre la sovranità reale del popolo è oggi in mano a un “popolo” ben ristretto e politicamente irresponsabile dei pochi potenti stakeholders finanziari, industriali, commerciali e tecnologici mondiali. Si pensi al mondo del business e della finanza nei settori energetico, agroalimentare, ambientale, della salute, dell’informazione e della comunicazione. II controllo e l‘uso, per esempio, delle tecnologie di trattamento dei dati, d’informazione e di comunicazione svolgono un ruolo cruciale nella “guerra in Ucraina”, ’ soprattutto da parte degli USA-NATO piuttosto più avanzati della Russia in questo campo grazie alle grandi imprese “mondiali” americane.

Cosi, La sicurezza economica di un paese è diventata, de facto, dietro l’alibi fumogeno della «sicurezza nazionale», la sicurezza degli interessi delle imprese multinazionali più forti nei vari paesi. E’ il caso macroscopico dei tre più potenti fondi d’investimento privati al mondo, tutti e tre USA. Da solo, il fondo BlackRock gestisce 9,5 miliardi di dollari, pari a due volte la ricchezza prodotta dalla Germania nel 2020. Lo stesso dicasi delle GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft), e delle Big Pharma (sulle prime quindici imprese mondiali, 12 sono USA).

L’insieme di questi “padroni della Terra” ha convinto gli Stati Uniti, sostenuti dalle loro alleanze militari tipo NATO in tutti i continenti, che la supremazia mondiale politico-militare e tecnologica ed economica degli Stati Uniti resta un bene per il mondo, rinnovando cosi uno slogan in auge agli inizi degli anni ‘50 «What is good for the United States is good for the world». Ogni tentativo od evoluzione che metta in pericolo il mantenimento di tale supremazia è considerato un nemico per la supremazia mondiale degli Stati Uniti e quindi, secondo loro, per il buono stato del mondo ed il benessere della popolazione mondiale.

Ora, la globalizzazione economica e le «rivoluzioni tecnologiche» hanno contribuito a fare emergere la Cina come la seconda grande potenza economica al mondo, addirittura la prima in termini di prodotto interno lordo. La supremazia USA è in questione. Gli USA temono che la Cina riesca a imporre lo yuan, come moneta privilegiata degli i scambi commerciali a livello globale al posto del dollaro e che giunga ad occupare una posizione di primo piano sui mercati finanziari grazie alle monete virtuali, in particolare ai Bitcoin. Anche la supremazia USA nei media web attuali è sotto minaccia dalle nuove generazioni asiatiche, sotto l’impulso dell’immenso mercato potenziale cinese.

L’Interesse diretto degli Stati Uniti /NATO per la guerra in Ucraina s’inquadra in questo contesto globale. La loro vittoria sulla Russia nel nome (?) dei valori occidentali e mondiali di libertà e di giustizia contribuirebbe secondo i loro esperti, a ridare credibilità e luce agli Stati Uniti sulla scena mondiale.

Denunciamo la trasformazione e la riduzione del mondo in un campo globale di guerra tecnologica, militare, politica, economica, sociale, culturale. Aver trasformato la sicurezza della potenza e della supremazia mondiali delle imprese e dei gruppi dominanti globoamericani in sicurezza economica mondiale e, da qui, in sicurezza militare mondiale è un atto di dominio e d’irresponsabilità globale. E’ inammissibile che la strategia dell’agenda mondiale per i prossimi 15 anni sia definita dalla guerra globale lanciata dagli Stati Uniti contro la Cina. Si tratta di un furto del divenire del mondo.

Si pensi, giusto per dare un solo esempio assai paradigmatico, alla maniera con la quale i gruppi dominanti americani hanno tentato di discreditare i vaccini anti Covid-19 cinesi (ed anche russi e cubani) pretendendo che i buoni vaccini, sicuri, erano solo quelli americani e, secondariamente, europei. Non solo ma si sono battuti in maniera accanita, contro la richiesta del Sud Africa e dell’India di due anni orsono di sospendere provvisoriamente le regole stabilite dal WTO in materia di diritti sulla proprietà intellettuale privata (i brevetti sul vivente). Per i dirigenti americani i diritti privati sui brevetti sul vivente, in larga parte da loro detenuti, sono un principio irrinunciabile, incedibile, della loro supremazia e non vogliono perderla. Non vogliono trasferire all’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS dell’ONU) le competenze in materia perché rischiano di essere messi in minoranza. Mantengono invece le competenze dell’OMC/WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) perché in essa conservano un potere decisionale determinante. La salute di quasi tre miliardi di persone non conta. Le richieste ed i diritti delle popolazioni di più di 100 Stati, le petizioni di più di 7.000 ONG, di 150 premi Nobel, ecc. valgono un fico secco. Contano solo gli Stati Uniti ed i suoi alleati e la difesa degli interessi di potenza economica dei grandi gruppi globoamericani.

La terza ragione chiude il cerchio delle «logiche» e delle caratteristiche della “guerra globale”. Pensiamo al fatto che siamo in presenza di una guerra lanciata dagli Stati Uniti simultaneamente a) contro il mondo e b) contro la vita della Terra.

Quando il presidente Biden ha avvertito Putin che gli Stati Uniti non avrebbero tollerato un centimetro di occupazione del suolo ucraino da parte della Russia, hanno chiaramente espresso la visione di dominio del mondo secondo la quale l’Ucraina «is our». Nella stessa maniera in cui nel XIX e nel XX secolo affermarono che l’America (l’insieme delle due Americhe) «is our» (secondo la dottrina Hoover (inizi del 1900). E quando in ottobre scorso, l’impresa privata, la NYSE, che gestisce la Borsa di Wall Street, la più importante Borsa al mondo, ha deciso in piena sovranità ed indipendenza giuridica di aprire una nuova classe di averi finanziari, cioè tutti gli elementi del mondo naturale del pianeta, secondo la proposta del fondo d‘investimento BlackRock, siamo chiaramente di fronte ad una offerta di appropriazione privata della vita da parte degli operatori borsistici mondiali su ispirazione globoamericana. Peraltro, ciò è già in atto nel settore dei cereali sui mercati mondiali. Migliaia di detentori dei pacchetti azionari delle grandi imprese agroalimentari snocciolano profitti elevati (vedi Syngenta) nel mentre centinaia di milioni di persone già toccate dalla fame vedono aggravarsi le loro condizioni, soffrono e muoiono di fame. Cosi, più le guerre continuano più le popolazioni dei paesi più deboli ne escono malconce, impoverite e abbandonate (migranti compresi), e più i profitti dei produttori e degli esportatori delle armi, tra cui eccellono gli Stati Uniti, Il Regno Unito, la Francia, e la Germania… e poi la Cina, la Russia e l’india di Modi, aumentano smisuratamente.

Mai nel passato si è assistito ad una logica di dominio cosi esplicita.

CHE FARE?

Come Agorà degli Abitanti della Terra, consideriamo che è urgente denunciare l’inaccettabilità e l’illegalità di questa guerra globale fondata sul principio del dominio e della mercificazione e privatizzazione della vita.

Gli universi dell’io hanno fatto piazza pulita degli universi del « noi » (salvo quelli nazional-corporativi, socio-razzisti e xenofobi, e ultraliberisti del « Only the strongest will survive »).

Denunciamo lo spirito corrosivo e distruttore di spoliazione dei diritti universali di tutti gli abitanti della Terra che guida gli attuali dominanti e la cultura dell’odio che questa guerra globale sta rafforzando nei confronti del “nemico” effettivo e potenziale.

Un piccolo esempio della grande ipocrisia e del cinismo che sovrasta la guerra in corso: l’Unione europea ha attinto parte del denaro per finanziare gli aiuti economici e militari all’Ucraina anche da un fondo denominato «Per le azioni in favore della pace ».

Denunciamo l’assenza di forme di governo mondiale plurale, democratico partecipativo dal locale al mondiale, promotore e difensore dei diritti di ed alla vita di tutti gli abitanti della Terra. I gruppi dominanti attuali non vogliono tale governo. Vogliono dominare.

Noi ci battiamo per il riconoscimento dell’Umanità in quanto soggetto istituzionale giuridico e politico di regolazione del vivere insieme mondiale.

L’invasione militare dell’Ucraina da parte della Russia è un disastro, un atto criminale. E’ il prodotto nefasto ed inaccettabile dell’altrettanto nefasta ed inaccettabile «guerra globale».

La guerra non ha mai risolto i problemi, ha solo distrutto vite umane e la vita della Terra.

Pertanto, proponiamo

  1. L’evidente: l’arresto delle operazioni militari, con l’impegno della Russia di ritirare le truppe al di là dei confini dei territori invasi nel febbraio scorso e, da parte dell’Ucraina, di cessare di ricevere aiuti militari dagli Stati Uniti e dall’UE nel rispetto dei Trattati di Minsk, e da parte degli Stati Uniti di cessare d’imporre all’Ucraina la sua adesione alla NATO; militarizzazione dell’Ucraina.

  2. L’apertura dei negoziati di pace tra Russi ed Ucraini per un patto “Niente più guerra tra Russia e Ucraina”.

  3. Negoziati tra Russia ed Unione Europea per un nuovo accordo per il XXI secolo di Cooperazione e Sicurezza paneuropea.

  4. L’uscita dalla NATO dei paesi europei che lo desiderano nel contesto di una revisione profonda dello statuto e delle funzioni “atlantiche” della NATO per tener conto dei mutamenti mondiali e delle nuove esigenze sociali ed ambientali.

  5. L’apertura di un processo “fondatore” di una Comunità Europea fondata sulla pace grazie tra l’altro i) alla proposta di abbandono unilaterale delle armi nucleari da parte della nuova Comunità europea e ii) alla formazione di un esercito civile europeo. Il tutto nel quadro di una proposta ferma e convinta di riduzione generale e significativa delle spese per gli armamenti e conseguente denuncia come nemici della pace e della giustizia degli Stati che rifiutano la riduzione.

  6. Il lancio in sede ONU a partire dal 2025, ancor prima della fine dell’Agenda 2015-2030, della definizione di un Patto Globale di Pace, Sicurezza e Solidarietà tra tutti gli abitanti della Terra per la salvaguardia e la cura della comunità globale di vita della Terra. Proponiamo che questo Patto sia chiamato “L’Agenda 2045” in onore del centenario della creazione dell’ONU.

Dobbiamo liberare il divenire della storia della vita, dei popoli e della comunità mondiale dai nazionalismi devastatori, dall’appropriazione privata mercantile dei beni comuni essenziali ed insostituibili alla vita, dal rendimento finanziario totalitario, dagli imperativi tecnocratici distruttori della fraternità umana.

La libertà è la giustizia sono assassinate quando esse sono dominate dalla libertà del potere di acquisto. Il senso e i diritti della vita non sono in vendita e non si comprano.

17 maggio 2022

Primi firmatari. Membri dell’Agorà degli Abitanti della Terra-Italia,

(in ordine alfabetico)

Ancona Giuseppina, psicoterapeuta, Catania

Barbera Guido, CIPSI, ONG, Roma

Cecchi Luca, Monastero del Bene Comune,ONG, Verona

Comina Francesco, scrittore,giornalista, Bolzano

Comunità Blu, ONG, Latina

Corso Carmelo, ex funzionario pubblico, Palermo

D’Ambrogio Roberto, architetto, Bolzano

Fasciano Ettore, ex impiegato, Verona

Fasoli Francesco, insegnante, Verona

Ferrari Paolo, medico, Verona

Foti Alfio, L’Altra Storia,ONG, Catania

Libanti Paola, Monastero del Bene Comune, ONG, Sezano VR

Loporcaro Michele, insegnante, agricoltore, Altamura

Mazzoni Elena, attivista ambientale, Roma

Montalto Maurizio, avvocato, Napoli,

Moramarco Loretta, avvocata, Altamura

Morea Roberto, Transform! Europe,ONG,, Roma

Musacchio Roberto,Transform Italia e Altramente, ONGs, Roma

Perrone Nicola, CIPSI, ONG, Roma

Petrella Riccardo, professore universitario emerito, Sezano

Rondelet Anne, casalinga, Sezano

Salvio Consiglia, insegnante, ONG per l’acqua bene comune, Napoli

Savio Roberto, giornalista, IPS, Other News…, Roma

Villa Emanuele, La Scuola Politica ,ONG, Palermo