Il 10 dicembre 2021 l’Alta Corte del Regno Unito ha accolto l’appello degli Usa contro la decisione di non estradare Julian Assange, rimandando dunque l’esame a una corte di grado inferiore.

A ricorrere all’Alta Corte era stato il team legale statunitense, che si opponeva al divieto di estradizione fondato sul possibile pericolo di suicidio di Assange nelle carceri degli Usa. I giudici britannici hanno accolto le rassicurazioni sul trattamento in carcere di Assange, una volta che fosse estradato negli Usa.

“Siamo di fronte a una parodia della giustizia”, ha dichiarato Nils Muižnieks, direttore per l’Europa di Amnesty International. “L’Alta Corte britannica ha scelto di accettare le presunte rassicurazioni degli Usa secondo le quali Assange non sarebbe posto in isolamento all’interno di una prigione di massima sicurezza. Il fatto che gli Usa si siano riservati il diritto di cambiare idea in qualunque momento significa che tali rassicurazioni valgono meno del pezzo di carta su cui sono state scritte”.

“Se estradato negli Usa, Assange non solo andrebbe incontro a un processo ai sensi della Legge sullo spionaggio, ma le sue condizioni detentive potrebbero essere equiparate a tortura. La posizione dell’amministrazione statunitense pone un enorme rischio per la libertà di stampa, tanto negli Usa quanto altrove. Se venisse definitivamente accolta, il ruolo fondamentale dei giornalisti nel controllare l’operato dei governi e denunciare le loro malefatte sarebbe compromesso e i giornalisti sarebbero costretti a guardarsi dietro le spalle”, ha aggiunto Muižnieks.

La richiesta di estradizione da parte degli Usa si basa su accuse riferite direttamente alla pubblicazione di informazioni riservate da parte di Assange nell’ambito del suo lavoro con Wikileaks.

Pubblicare informazioni che sono di interesse pubblico è una pietra angolare della libertà di stampa e del diritto dell’opinione pubblica a conoscere le malefatte dei governi. È un’attività protetta dal diritto internazionale che non dovrebbe mai essere criminalizzata.

Julian Assange è la prima persona incriminata ai sensi della Legge sullo spionaggio per aver pubblicato informazioni.