Piedade do Paraopeba è un villaggio nel comune di Brumadinho, nello Stato di Minas Gerais, nato alla fine del XVII secolo. Si tratta di un paesino con un grande patrimonio storico- religioso, come la Chiesa Matriz de Nossa Senhora da Piedade, che si trova nel mirino degli interessi dello sfruttamento minerario. La sua ricchezza culturale, ambientale e umana è messa a rischio dalla presenza della diga Santa Barbara, costruita per il contenimento dei rifiuti tossici dell’attività estrattiva. La diga fa parte del complesso minerario Pau Branco Mine, di proprietà della società Vallourec Mineração Ltda.

Oggi, la popolazione vive con la paura di un possibile cedimento della diga: a luglio la compagnia mineraria ha presentato nuove analisi ambientali informando che il livello di sicurezza della diga sarebbe passato al livello di emergenza 1 (la classificazione del livello di emergenza va da 1 a 3, più alto il livello, maggiore è il rischio di crollo della diga).

Tuttavia, oltre la paura per la possibilità di un evento dall’enorme portata distruttiva, i gruppi di residenti che lottano contro la compagnia mineraria stanno subendo intimidazioni e minacce.

Uno di questi gruppi comunitari, SOS Barragem, è stato creato dopo il disastro ambientale causato dal gigante minerario Vale S/A. Pochi giorni dopo il 25 gennaio 2019, a seguito del crollo della diga della miniera di Córrego do Feijão, diversi membri della comunità, mossi dalla paura che un tale evento potesse ripetersi, avevano deciso di riunirsi per affrontare un tema che già era preoccupante: la diga del complesso di Mina Pau Branco.

Nel luglio 2021, la comunità ha iniziato a contare sull’appoggio del progetto di terza missione “Ecologismo dei poveri” dell’università PUC Minas, riuscendo così ad organizzare il “Webinar: Diritti Umani e Attività Mineraria nel Distretto di Piedade do Paraopeba, Brumadinho/MG”. Durante l’evento sono state mostrate le testimonianze dei residenti, così come i dati tecnici che si oppongono alle informazioni date dalla compagnia mineraria durante gli incontri tenuti con la comunità. Difensori dell’ambiente e residenti hanno inoltre articolato un’azione popolare, esigendo lo smantellamento della diga e rivendicando garanzie dei diritti fondamentali per le persone direttamente colpite.

Le ritorsioni e le persecuzioni sono iniziate nelle settimane dopo l’evento. Secondo i rapporti dei membri del gruppo SOS Barragem e dei residenti della zona di sicuro impatto – leggasi zona della morte – i dipendenti della compagnia mineraria hanno iniziato un processo di visite a domicilio per “ri-registrare” le famiglie residenti nella zona a rischio, in caso di crollo della diga. Tuttavia tale processo si è rivelato essere un’indagine sul gruppo che aveva denunciato la compagnia mineraria, così come emerge dalla seguente copia del questionario somministrato per la presunta “ri-registrazione”:

Reprodução: moradores

Tali pratiche sono comunemente adottate dalle compagnie minerarie in tutti i territori e, secondo un rapporto della ONG internazionale Global Witness, in Brasile il numero di omicidi di attivisti e difensori dei diritti umani ha registrato 24 morti nel 2019. I membri del gruppo SOS Barragem vivono oggi la paura della rottura della diga e la paura della violenza imposta dalle compagnie minerarie.

Il gruppo SOS Barragem con l’appoggio di altri movimenti, come la Commissione Pastorale della Terra, il Comitato Popolare della Zona Rurale di Brumadinho e il Forum delle Persone Colpite dal crimine di Vale a Brumadinho (FAACVB), ha presentato una denuncia contro tali abusi:

“L’azienda Vallourec, che gestisce la miniera Pau Branco a Piedade do Paraopeba, (…) dopo le denunce delle organizzazioni e della comunità locale, (…) ha iniziato a registrare la popolazione situata nella zona della morte (…). Nel questionario di registrazione, l’impresa pone domande caratterizzate esplicitamente da un tentativo di spionaggio e coercizione delle persone e delle organizzazioni che hanno una posizione critica nei confronti dell’impresa e che lottano in difesa (…)”. E chiedono, come misura urgente, la sospensione della registrazione effettuata dall’impresa Vallourec.

Proprio come George Orwell nel suo libro “1984”, la comunità del distretto di Piedade do Paraopeba sente il peso e la forza del sistema minerario che opera oggi nello stato di Minas Gerais che porta nel suo nome la maledizione delle miniere (minas in portoghese significa miniere, ndr). L’ingordigia delle compagnie minerarie prosciuga la ricchezza del suolo, sfruttando la manodopera e “minierizzando” la vita dei luoghi.

In questa terra sfruttata, come già scriveva Carlos Drummond de Andrade nella sua poesia-denuncia “Lira Itabirana”, quante tonnellate di ferro esportiamo? Quante lacrime ingoiate celiamo? (traduzione libera).

Traduzione dal portoghese di Cristiana Gotsis. Revisione di Thomas Schmid