Reddito di base universale, cioè destinato a tutti

29.05.2020 - Barcellona - Sasha Volkoff

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Reddito di base universale, cioè destinato a tutti

Questo articolo avvia una rubrica che proverà a illustrare brevemente i vari aspetti del Reddito Minimo Universale. Per vedere tutti gli articoli pubblicati su questo tema, clicca qui.

Come suggerisce il nome, la proposta del Reddito di base universale interessa tutti. Alcuni, per chiarire ulteriormente il concetto, aggiungono “Incondizionato”; ovvero, non richiede condizioni particolari. Di fronte a questo, molte persone si chiedono: perché è destinato a tutti, se alcuni non ne hanno bisogno? La risposta riguarda almeno due aspetti: uno concettuale e l’altro pratico.

Il Reddito di base interessa tutti perché si tratta di un nuovo diritto che, come tale, deve valere per tutti gli individui allo stesso modo. Non è una donazione, né un regalo, né una “paghetta”, come sostengono molti, cercando di sminuirlo; al contrario, è qualcosa paragonabile a un Diritto Umano. Pertanto, ogni essere umano ne ha diritto. Naturalmente ci vorrà del tempo prima che arrivi a tutti, e bisognerà iniziare da gruppi più ridotti (paesi o regioni, ad esempio), ma l’obiettivo è senza dubbio globale.

È altrettanto evidente che il Reddito di base universale è un meccanismo altamente redistributivo, cioè redistribuisce fra tutti la ricchezza in modo più equo, per compensare le ingiustizie di un sistema come quello capitalista. Come tale, reperisce risorse da chi possiede di più per poi distribuirle fra chi ne ha bisogno, proprio come abitualmente avviene per le imposte progressive. Ma non lo fa in modo discriminatorio, fissando delle condizioni che si devono rispettare, bensì lo fa in modo molto più trasparente (e qui si può notare il secondo aspetto della risposta, quello pratico) e semplice: ogni persona riceve delle risorse economiche minime; da quel momento in poi, chi ne ottiene in eccesso, dovrà restituire quelle risorse sotto forma di tassa, invece chi possiede di meno (e ne ha più bisogno) potrà utilizzarle per le proprie esigenze senza dover restituire nulla.

Immaginiamo di essere un gruppo di 10 persone che deve attraversare un deserto, e per questo ognuno avrà bisogno di 1 litro d’acqua. Partiamo da una situazione in cui alcuni hanno diversi litri d’acqua e altri non hanno niente. Quello che facciamo è creare un fondo comune di 10 litri d’acqua, da cui consegnare a ognuno il litro d’acqua di cui ha bisogno. Per alimentare questo fondo comune, coloro che hanno contribuito in misura maggiore sono coloro che avevano più acqua. Si tratta di un meccanismo semplice, solidale, giusto e rassicurante, in quanto ci permette di attraversare il deserto senza preoccupazioni, sapendo che tutti hanno il minimo necessario. È arrivato il momento del Reddito di base universale.

Traduzione dallo spagnolo di Giuseppina Borrelli

Categorie: Economia, Opinioni
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