Cuba alla sfida della COVID-19: un “miracolo” travestito da normalità

22.05.2020 - Rossella Franconi - Angelo Baracca

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Cuba alla sfida della COVID-19: un “miracolo” travestito da normalità

Il futuro della nostra patria deve necessariamente essere un futuro di uomini di scienza” [Fidel Castro, 1960]

Nelle ultime settimane la piccola Cuba ha inviato in Italia ben due brigate mediche per supportarci concretamente nella lotta contro questa pandemia 1 : e proprio in due regioni di stretta osservanza leghista, che forse non per caso sono state le più colpite d’Italia dalla pandemia. Sebbene su queste due missioni mediche, dopo i battimani all’arrivo e un certo scalpore iniziale, sia calato un silenzio tombale, è sperabile che molte persone si siano interrogate: “Perché proprio Cuba ci aiuta?”. Noi che seguiamo da anni i grandi progressi di Cuba nel campo medico e scientifico non ci siamo affatto meravigliati, malgrado sappiamo bene che Cuba versa in grandi difficoltà perché sempre più strangolata dal bloqueo, il blocco economico più lungo della storia.

Noi abbiamo studiato il caso cuban o durante anni di collaborazioni con scienziati cubani, e abbiamo discusso in dettaglio le scelte decisive che il governo cubano ha fatto sin dai primissimi giorni della Rivoluzione del 1959, e che hanno portato Cuba, pur povera di risorse naturali ed economiche ma ricchissima di risorse e valori umani, a superare la condizione di subalternità contro cui lottano tutti i paesi sottosviluppati e a realizzare un sistema scientifico d’avanguardia e un sistema sanitario universale e gratuito al livello dei paesi più sviluppati. 2

In un articolo degli inizi di quest’anno 3 abbiamo discusso come il popolo cubano sia stato estraneo ai grandi sommovimenti popolari che nel 2019 hanno scosso tutta l’America Latina, contrastando le critiche sulla “mancanza di democrazia” e di pretese “violazioni dei diritti umani”: queste ultime avvengono sempre “a casa degli altri”, ignorando quelle gravissime che avvengono in “casa propria”, mentre la “democrazia” non è solo quella dei nostri paesi4, che in Italia, per dire, ci ha regalato gli attentati terroristici, le sanguinose stragi da Piazza Fontana, i vari tentativi di colpi di stato, le trame nere, e così via, vicende che a Cuba non sono esistite (anzi, nel 1961 la CIA organizzò la fallimentare invasione della Baia dei Porci 5 , in nome della … “democrazia”!). In una parola, non esiste una “democrazia” ideale, a Cuba ce n’è semplicemente una diversa, anch’essa imperfetta, piaccia o no.

Del resto, le conquiste di Cuba in campo medico e scientifico che brevemente discuteremo non si sarebbero potute realizzare senza una coesione di tutta la comunità scientifica e intellettuale e il consenso della popolazione, la quale ben comprendeva che questi progetti erano finalizzati a risolvere i problemi più urgenti, ed erano confermati dagli evidenti progressi: mentre nella “democratica” Italia è ben noto che tutti i progetti sono finalizzati al profitto privato, e il disastro provocato dalla pandemia ne è solo l’ultima drammatica conferma.

Il cammino di Cuba verso l’eccellenza nella medicina e nella biotecnologia

Sarebbe lungo e fuorviante in questa sede ricordare le innegabili conquiste di Cuba a partire dalla Rivoluzione del 1959, ma è necessario menzionare quelle decisive per il tema che vogliamo discutere. Le prime innovazioni decisive furono la completa gratuità dell’istruzione per tutti fino ai livelli più alti, la riforma dell’università incentrata sullo sviluppo della ricerca scientifica avanzata, e la costituzione di un servizio sanitario universale, gratuito e all’avanguardia, che in poco tempo ha portato la popolazione cubana ad acquisire un profilo sanitario proprio dei paesi più progrediti: ad esempio, molto indici sanitari sono superiori a quelli degli Stati Uniti. Così Cuba può vantare il più elevato rapporto al mondo tra medici e popolazione (anche quando si escludono i medici in missione all’estero), 9 medici ogni 1.000 abitanti6, una elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità infantile 7 , e una popolazione dall’istruzione elevata. Per non parlare dei livelli di emancipazione femminile, grazie ai quali le donne giocano un ruolo primario in tutti i ruoli e le professioni.

Sulla base di queste realizzazioni, dai primissimi anni Ottanta Cuba promosse lo sviluppo di un campo di ricerca biotecnologica, proprio quando questo campo nasceva a livello mondiale8: dovendo superare le enormi difficoltà poste dallo spietato bloqueo statunitense, Cuba costruì un modello di ricerca alternativo a quello capital-intensive dominante, ma più efficiente grazie ad un ciclo integrato dalla ricerca di base, ai test diagnostici dei prodotti e alla produzione e commercializzazione, ed allo stretto coordinamento fra centri di ricerca, università e sistema sanitario nel suo complesso. Non staremo qui a ricordare i vaccini e i farmaci d’avanguardia realizzati dalla biotecnologia cubana, anche se alcuni rivelatisi utili nell’affrontare la pandemia di COVID-19. Un altro segno distintivo è stata la scelta decisa verso la cooperazione sud-sud, che ha portato Cuba da un lato a sviluppare forme di intervento con le sue brigate mediche specializzate in tutte le situazioni internazionali di emergenze sanitarie e di disastri ambientali9, e dall’altro a cooperare con innumerevoli paesi del mondo per portare servizi medici sia di base che specialistici a popolazioni che in molti casi non avevano mai visto un medico.

Venendo alla pandemia attuale, si capisce come Cuba abbia potuto inviare missioni mediche in almeno 22 nazioni in tutto il mondo (Italia compresa), com’era già avvenuto durante precedenti crisi sanitarie tra cui quelle di ebola, malaria e tubercolosi. È appena il caso di sottolineare l’immancabile meschinità dell’amministrazione degli Stati Uniti la quale, dopo i danni incalcolabili provocati dal sessantennale bloqueo a Cuba, commenta che la carenza (!) di staff ospedaliero sull’isola è una diretta conseguenza dell’uso dei medici come … strumento di propaganda!

Il criminale bloqueo degli Stati Uniti

Proprio a questo proposito, prima di venire nello specifico alla risposta di Cuba alla pandemia di COVID-19, è doveroso insistere ancora una volta come proprio le sanzioni e l’embargo USA ostruiscano brutalmente l’accesso di Cuba a tecnologie, equipaggiamento, risorse finanziarie e anche scambi culturali: e non si può mancare di sottolineare come le restrizioni del bloqueo siano state selvaggiamente esasperate dall’amministrazione Trump, determinata a strangolare definitivamente Cuba, il Venezuela e il Nicaragua. Le sanzioni hanno tagliato drasticamente le entrate dal turismo e da altri servizi, le rimesse dai famigliari che vivono negli USA, gli investimenti stranieri, le importazioni di materiale sanitario, nonché l’accesso alla finanza internazionale, inclusi i fondi per le emergenze . L’embargo è particolarmente criminale in tempi di pandemia come l’attuale, al punto che esperti delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno lanciato un appello per chiedere agli Stati Uniti di revocare l’embargo economico e finanziario a Cuba che ostacola le risposte umanitarie di aiuto al sistema sanitario del paese per combattere la pandemia di COVID -19. Hanno anche sottolineato come gli Stati Uniti abbiano ignorato le ripetute chiamate a rinunciare a sanzioni che minano la capacità, non solo di Cuba ma anche di altri paesi, di rispondere efficacemente alla pandemia e salvare vite 10 .

Vi sono alcuni paesi (es. Hong Kong, Singapore e Taiwan) che , facendo virtù dell’esperienza con la SARS del 2003, hanno reagito tempestivamente riuscendo a bloccare sul nascere l’insorgere della pandemia. E ancora di più spicca, ad esempio, il Vietnam 11 che, con una popolazione di 95 milioni (più della Corea del Sud, di Taiwan e di Singapore messe insieme) finora non ha registrato alcun morto. Tuttavia, non si può tacere la circostanza delle condizioni drammatiche in cui Cuba è stata strozzata dal bloqueo!

Una importante risorsa che Cuba ha costruito lungo questi 60 anni è la struttura di pianificazione nazionale per le emergenze, connessa con le organizzazioni locali in ogni angolo del paese: il sistema di pronta risposta ai disastri, con l’immediata evacuazione dei soggetti vulnerabili o disabili, e delle donne in gravidanza, ha provveduto in passato a risparmiare vite umane nei casi di uragani. Ovviamente il sistema sanitario viene immediatamente allertato in questi casi. Sebbene Cuba non sia dotata di ingenti risorse finanziare, uno dei vantaggi di un’economia centralizzata come quella cubana è la rapidità con cui queste risorse possono essere mobilitate nel momento del bisogno. Insomma, Cuba è pronta a rispondere alle emergenze, anche se questa pandemia costituisce un’emergenza assolutamente nuova.

Cuba, epidemie e interferone

Cuba ha inoltre una importante tradizione nella lotta alle malattie infettive e alle epidemie. Quando nel 1981 Cuba si inoltrò nel campo innovativo della biotecnologia, la prima realizzazione fu lo sviluppo della produzione di interferone12 leucocitario umano (cioè estratto dai globuli bianchi del sangue), riproducendo nel 1981 a tempo di record il primo processo al mondo realizzato in Finlandia13. Poche settimane dopo si sviluppò una grave epidemia di dengue, una malattia virale trasmessa dalle zanzare, che può scatenare febbri emorragiche che possono portare alla morte. Furono colpiti 340.000 cubani, con più di 10.000 nuovi casi giornalieri diagnosticati al picco dell’epidemia14. Il ministro cubano della Salute Pubblica autorizzò l’utilizzo dell’interferone per arrestare l’epidemia di dengue: questo venne fatto immediatamente, la mortalità declinò. Fu il primo intervento massiccio al mondo di terapia antivirale effettuato con l’interferone15.

Cuba divenne il secondo produttore al mondo di interferone leucocitario, dopo la Finlandia dalla quale aveva appreso il processo. Ma i cubani apportarono un’innovazione importante: l’interferone leucocitario può venire prodotto in quantitativi limitati, e la nascente tecnologia cubana adottò la nuova tecnica del DNA ricombinante. Dall’interferone ricombinante derivò poi l’“ Heberon”, l’ interferone-alfa-2b che è uno dei farmaci che si sta sperimentando contro la COVID-19.

Cuba è preparata ad affront are la COV ID-19

Veniamo ora direttamente alla risposta di Cuba alla pandemia di COVID-1916.

Nel gennaio 2020, appena divulgata la notizia dell’epidemia in Cina e dell’isolamento di un nuovo coronavirus, venne preparato un piano di controllo e prevenzione che includeva l’addestramento dello staff medico, la preparazione di strutture mediche e di quarantena e la diffusione al pubblico (compresi i lavoratori del settore turistico) delle informazioni necessarie su sintomi e precauzioni da prendere. Non appena furono confermati i primi tre casi di COVID-19, l’11 marzo, sono iniziati i lavori per tracciare e isolare i contagiati. Sono stati mobilitati gli studenti di medicina per effettuare visite porta a porta per identificare e verificare le condizioni delle persone più deboli e controllare i sintomi, per poi segnalarli alle autorità sanitarie perché vengano fatti gli opportuni accertamenti e le eventuali misure di isolamento e tracc iamento dei contatti 17 . Per sette giorni consecutivi, fino al 20 maggio, non è stato registrato alcun nuovo decesso da Covid-19 e ad oggi (21 maggio) sono stati registrati 1908 casi confermati, 1603 recuperati e 80 morti. 18

Prendendo in considerazione la relazione dell’OMS sull’emergenza in Cina, il Paese ha stabilito un piano nazionale in tre fasi, sulla base della situazione epidemiologica nazionale e globale, con l’obiettivo di prevenire, identificare, controllare ed eliminare la trasmissione. Questo piano è operativo e tutti i settori del Paese partecipano attivamente alla sua applicazione e al monitoraggio.

Venne così predisposto un programma di test molecolari. Cuba ha tre laboratori abilitati per eseguire i test per il virus. A questi si sono poi aggiunti nuovi laboratori presso altri ospedali o istituzioni.

Il 21 marzo, con 21 casi confermati, il governo fermò l’arrivo di turisti, il lockdown per i soggetti vulnerabili, provvedimenti per l’home working, la riassegnazione dei lavoratori a compiti prioritari, la protezione dei lavoratori e degli assistenti sociali. Quando le mascherine protettive e il distanziamento fisico si mostrarono insufficienti per la sicurezza del trasporto pubblico, il servizio fu sospeso, e per il trasporto di pazienti e lavoratori essenziali furono affittati autisti e veicoli privati. Per ridurre l’affollamento nei negozi, il sistema di distribuzione fu riorganizzato introducendo lo shopping online. Il distanziamento fisico è stato imposto nei casi di inosservanza.

Il 24 aprile è stato inaugurato a L’Avana un nuovo ospedale dedicato alle persone affette da COVID-1919: è composto da un edificio centrale più un’area esterna riservata alle persone sospette di avere ricevuto il contagio.

Un fronte compatto di Salud Publica con il complesso biotecnologico farmaceutico per la ricerca di protocolli e trattamenti medici

C’è infine un punto di forza decisamente peculiare di Cuba, come abbiamo discusso in precedenza.

Dietro le misure specifiche per il contrasto della pandemia, Cuba ha il grande complesso dei centri di ricerca e delle imprese di biotecnologia e farmaceutiche (BioCubaFarma), che come abbiamo detto è strettamente collegato con il sistema sanitario nazionale, e al momento è mobilitato in modo compatto a lavorare in modo coordinato per sviluppare farmaci per combattere il corona virus SARS-CoV-2 che causa la COVID-19 : non sfuggirà a nessuno l’abissale differenza con i sistemi dei nostri paesi, dove i centri e le industrie più avanzati guidati da interessi privati si fanno una spietata concorrenza nella corsa per arrivare primi e prevalere sugli altri.

«La forza del sistema di salute cubano e il suo stretto vincolo con l’industria biotecnologica – farmaceutica garantisce che tutti i cubani che ne abbiano bisogno possano accedere al/i farmaco/i prodotti nel paese e diversi sono i farmaci disponibili o in fase di sviluppo contro la COVID-19.

Dall’apparizione dei primi casi di COVID-19 a Cuba, il MinSap (Ministero della Salute Pubblica) ha previsto l’inclusione dell’interferone umano ricombinante Alfa 2B (Heberon) nei protocolli per il trattamento di coloro risultati positivi al virus (ma non per quelli in stato grave o critico). … Il gruppo imprenditoriale BioCubaFarma ha comunicato che questo farmaco è stato richiesto da circa 80 paesi per utilizzarlo nell’arsenale terapeutico contro la COVID -19.» 20

Dal primo utilizzo a Cuba nel 1981 contro l’epidemia di dengue emorragico (già ricordata), l’interferone Alfa 2B è stato usato come trattamento contro vari virus (epatite B e C, herpes zoster, dengue e HIV). Dal 25 gennaio 2020 il farmaco ricombinante, sviluppato dal Centro de Ingeniería Genética y Biotecnología (CIGB) viene anche prodotto in Cina da una joint venture cubano-cinese (ChangHeber) dove viene somministrato preventivamente agli operatori sanitari vulnerabili e ai pazienti affetti da COVID-19 21 . Dall’ informativa pubblicata sul quotidiano Granma il 29 aprile (nota 18), risultava che a Cuba il 94% dei pazienti positivi al virus è stato trattato con l’Heberon. Di questi, solo il 5% è passato allo stato grave (contro il 10-15% circa a livello mondiale) mentre il tasso di mortalità per i pazienti trattati è stata dello 0.9%. Il farmaco sembra essere perciò particolarmente adatto per la prevenzione dell’infezione nel personale medico.

Ma nella faretra di BioCubaFarma contro la COVID-19 non c’è solo l’Heberon. Infatti, BioCubaFarma al momento è impegnata in 15 progetti per prevenire e controllare la COVID-19, la malattia causata dal nuovo coronavirus SARS-CoV-2.

« In questo contesto, focalizzano sullo sviluppo di farmaci per rafforzare il sistema immunitario delle persone a rischio, sui farmaci con un effetto antivirale e su quelli volti a prevenire la morte di pazienti gravemente o criticamente affetti dal virus. … nel corso delle ultime due settimane i seguenti due farmaci che rafforzano il sistema immunitario sono stati inclusi nel protocollo per la lotta contro la malattia polmonare COVID -19: Biomodu lina (per stimolare l’immunità delle persone con più di 60 anni) e Transferfactor (per pazienti che soffrono di immunodeficienza). Inoltre, si sta producendo una variante del farmaco Interferon per uso nasale, da utilizzare anch’esso a scopo di prevenzione 22. Allo ste sso tempo, due vaccini ad ampio spettro per la stimolazione del sistema immunitario delle persone sensibili alle infezioni virali si trovano già in fase di sperimentazione. … l’azienda si era preparata per disporre di materie prime, forniture e pezzi di ricambio sufficienti per produrre le quantità necessarie nella crisi epidemiologica attuale. Questo obiettivo deve essere raggiunto nonostante le restrizioni imposte dal blocco USA contro Cuba. … Attualmente, a Cuba si conducono sei studi clinici per curare i pazienti affetti da COVID-19. »

Un altro grande centro – realizzato nel 1993 specificamente per le cure contro il cancro in pieno Periodo Especial dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, quando il Pil cubano era crollato del 40% – il Centro de Inmunología Molecular (CIM), sta sperimentando l’utilizzo di varie terapie, vantando esiti positivi 23: l’anticorpo monoclonale Anti-CD6 o Itolizumab, originalmente impiegato per trattare linfomi e leucemie, viene usato contro la COVID-19 per il controllo della reazione iper-infiammatoria. Per il trattamento delle tempeste di citochine nella COVID-19 si sta anche sperimentando presso il CGIB una nuova molecola, “ JUSVINZA”, un peptide immunoregolatore.

Per il trattamento di pazienti gravi da COVID-19 viene utilizzata la Eritropoietina umana ricombinante, che si utilizza da 20 anni per pazienti nefrologici, come cardioprotettore e citoprotettore; ed il Leukocin, utilizzato in pazienti soggetti a chemioterapia.

In collaborazione con l’ Instituto de Hematología e Inmunología il CIM lavora su un altro protocollo di ricerca basato sul “Fattore Stimolante le Colonie di Granulociti” ( Granulocyte-colony stimulating factor ), usato abitualmente in pazienti con leucopenia e per espandere le cellule madri nei trapianti midollo osseo: gli obiettivi principali sono invertire la fibrosi polmonare e rigenerare il tessuto danneggiato.

Accanto ai prodotti farmacologici, c’è da menzionare che, di recente, il Centro de Inmunoensayo (CIE) in collaborazione con il CIGB, ha sviluppato un nuovo kit diagnostico per COVID-19 (Umelisa SARS COV-2 IgG) di tipo ELISA ( Enzyme-Linked Immuno Sorbent Assay ), una procedura ampiamente utilizzata in tutto il mondo per la diagnosi di varie patologie, dove contributo cubano a questa procedura diagnostica è di eseguirla con volumi molto piccoli di reagenti e campioni ( Sistema Ultra Micro Analitico , SUMA) 24. Questo test, che si va ad aggiungere ai molti già sviluppati dall’anno della fondazione del CIE (1987) è in grado di rilevare anticorpi sviluppati contro il virus in campioni di siero o plasma utilizzando peptidi sintetici derivanti da regioni immunodominanti del virus che sono stati sintetizzati dagli scienziati del CGIB. Questa tecnologia potrà essere applicata in indagini di massa per COVID-19 e per intraprendere studi epidemiologici volti a determinare il grado di esposizione della popolazione al virus. In tutto il paese ci sono 232 laboratori con tecnologia SUMA ed esiste la capacità produttiva per soddisfare la domanda del sistema sanitario nazionale: è da sottolineare l’importanza per Cuba di poter contare su un test proprio e con propria sovranità tecnologica 25 .

La sovranità tecnologica è essenziale per garantire la salute contro l’intensificazione del blocco degli Stati Uniti e, di fatto, diciassette dei principali prodotti utilizzati nel trattamento contro la pandemia COVID- 19 si producono nel paese 26. Il sistema biotecnologico cubano può fare perciò affidamento su grandi capacità di produzione e sistemi di gestione di qualità, affidabili e sicuri.

I punti di forza del sistema cubano

Queste sono le notizie che abbiamo reperito, direttamente o indirettamente, anche da fonti ufficiali cubane, su come Cuba sta affrontando la pandemia da COVID-1 9 che, al momento, sembra sotto controllo. Gli sviluppi futuri non sono certo prevedibili, come non lo sono per l’evoluzione della pandemia a livello mondiale. Quello che ci sembra si possa dire è che Cub a è ben preparata a individuare sul nascere nuovi contagi o focolai, incanalandoli in corridoi riservati e separati dal resto del sistema sanitario (l’aspetto decisivo che l’Italia, e sembra i paesi europei occidentali e gli USA, non hanno fatto!), mentre la lotta alla pandemia è integrata e coordinata con un grande sforzo di ricerca del grande complesso biofarmaceutico.

Da questi punti di vista non si può a nostro avviso mancare di rilevare i grandi vantaggi di un sistema statale che controlla e coordina tutti i rami e i fattori. Senza riprendere questioni di “democrazia” che abbiamo discusso in precedenza, quello che è impossibile non riconoscere è che tutte le componenti del sistema medico-sanitario-scientifico a Cuba lavorano in modo integrato e coordinato finalizzando il proprio lavoro al bene collettivo. Chi abbia un minimo di esperienza diretta di collaborazione con Cuba sa bene che nei settori scientifico-medico sono assolutamente assenti le competitività e rivalità che invece caratterizzano il mondo scientifico-accademico italiano e – con la grave intromissione di interessi economici e privatistici – ostacolano gravemente, quando non rendono impossibile, coordinare tutti gli sforzi su progetti comuni.

Angelo Baracca e Rosella Franconi

* * *

Per finire pensiamo di non andare oltre i limiti di un articolo, in questo caso, informando come è possibile sostenere Cuba in questo frangente, nel quale Cuba sta aiutando noi! Queste sono alcune indicazioni:

1#. Il nome della malattia COVID-19 deriva da “Corona VIrus Disease-19” , è causata da un nuovo coronavirus, il SARS-CoV-2 (acronimo dell’inglese Severe Acute Respiratory Syndrome coronavirus -2) e provoca gravi infezioni respiratorie.

2# . Baracca A. & Franconi R. (2019). Cuba: Medicina, Scienza e Rivoluzione, 1959-2014 – Perché il servizio sanitario e la scienza sono all’avanguardia. Zambon Editore, Berlino, Germania, https://zambon.net/shop/it/shop/285/cuba-medicina-scienza-e-rivoluzione-1959-2014 , ISBN 978 88 98582 74 7, pp. 304. Seconda edizione 2020; Baracca A. & Franconi R (2016). Subalternity vs. hegemony- Cuba: the strategic choice of advanced scientific development, 1959-2014 . Series Title: SpringerBriefs History Science Technology. ISBN: 978-3-319-40608-4 http://www.springer.com/us/book/9783319406084, pp. 110.

3#. Angelo Baracca e Rosella Franconi, “Cuba, l’eccezione in America Latina (e non solo)”, Contropiano , 18.02.2020, https://contropiano.org/news/internazionale-news/2020/02/18/cuba-leccezione-in-america-latina-e-non-solo-0124161 . Raccomandiamo vivamente questa interessantissima intervista raccolta il 14 febbraio 2020 da Cristina Re a José Luis Rodríguez, uno strettissimo collaboratore di Fidel Castro e Ministro dell’Economia di Cuba durante gli anni difficili del Período Especial , “Cuba: abbiamo dimostrato che si è potuto, si può e si potrà“ , Coniarerivolta , 20 aprile 2020, https://coniarerivolta.org/2020/04/26/cuba-abbiamo-dimostrato-che-si-e-potuto-si-puo-e-si-potra/.

4# . Non possiamo trattenerci dal citare un gustoso passo di Giorgio Gaber “La democrazia”, dall’album “Un’Idiozia Conquistata a fatica”: «… dal 1945, dopo il famoso ventennio, il popolo italiano ha acquistato finalmente il diritto al voto. È nata così la famosa democrazia rappresentativa, che dopo alcune geniali modifiche, fa si che tu deleghi un partito, che sceglie una coalizione, che sceglie un candidato, che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni. E che se lo incontri, ti dice giustamente: “Lei non sa chi sono io”. Questo è il potere del popolo. …», http://www.giorgiogaber.it/discografia-album/la-democrazia-prosa-testo?jjj=1588884741199 .

5# . L’invasione della Baia dei Porci è stata la prima di numerose azioni terroristiche esterne di cui Cuba è stata vittima ( http://www.cubainformazione.it/terrorismo/cubaeterrorismo.htm ).

6# . “Cuba cuenta con nueve médicos por mil habitantes”, 22 luglio 2019, http://www.cubadebate.cu/noticias/2019/07/22/cuba-cuenta-con-90-medicos-por-mil-habitantes/#.XrWH6BbOO-s . L’Italia ne conta poco più di un terzo, 3,8 medici per 1.000 abitanti, dei quali il 52% ha più di 55 anni, ed è fanalino di coda fra i paesi Ocse per numero di infermieri per abitante (Dati Osce 2019/2, Quotidiano Sanità , 9 luglio 2019, http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=75618) .

7# . Alcuni indicatori di salute più dettagliati sono citati in Rosella Franconi e Angelo Baracca, “CUBA, in scienza e coscienza”, Altrenotizie , 19 gennaio 2020, https://www.altrenotizie.org/in-evidenza/8758-cuba-in-scienza-e-coscienza.html?fbclid=IwAR0Kgz48hTiaLY72PyqBdzqV3nY7apTMQv5pSFDXhSTr-hAib7jtiBCeIKY.

8# . La prima industria biotecnologica al mondo fu la Genentech, fondata a San Francisco nel 1976, seguita dalla AMGen a Los Angeles nel 1980. Nel 1986 venne creato a Cuba, per esplicita volontà di Fidel Castro, il Centro de Ingenieria Genética y Biotecnología (CIGB), attorno al quale crebbe successivamente un grande Polo di centri dedicato a queste ricerche.

9#. Alla data del 1 maggio, Cuba aveva inviato 23 brigate mediche “Henry Reeve” in 22 paesi per aiutarli a combattere la COVID-19, per un totale di 1466 collaboratori, https://www.facebook.com/CubaMINREX/posts/2878041772313325 . Vedi anche Marinella Correggia, “Cuba: breve storia di un sistema sanitario”, Il Manifesto , 08.04.2020, https://ilmanifesto.it/cuba-breve-storia-di-un-sistema-sanitario/. Beatrice Bardelli, “I medici cubani, la Brigada “Henry Reeve” e la foto di Fidel”, Toscana Today , 28.03.2020, https://www.toscanatoday.it/i-medici-cubani-la-brigada-henry-reeve-e-la-foto-di-fidel-di-beatrice-bardelli/. Umberta Torti, “Le brigate della salute” Left , https://left.it/left-n-14-3-aprile-2020/ ; Ferdinando Cotugno, “Perchè Cuba ha mandato 63 dottori in Italia. La storia della Brigada Henry Reeve”, Startupitalia , 24.04.2020, https://startupitalia.eu/124500-20200324-perche-cuba-mandato-63-dottori-italia-la-storia-della-brigada-henry-reeve?fbclid=IwAR2wfBHYvmpfLSgbpdmvzCn6sMBDXlqGb8RbKrtCZP1S6GjezJL8K7uXFXg.

11#. G. Black, Vietnam May Have the Most Effective Response to COVID-19, The Nation , 24.04.2020, https://www.thenation.com/ . Anche Emanuele Giordana, Isolamento e direttive chiare: il Vietnam immune alla COVID-19, Il Manifesto , 25.04.2020, https://ilmanifesto.it/isolamento-e-direttive-chiare-il-vietnam-immune-al-covid-19/ . “How Vietnam Contained COVID-19 and Why its Economy Will Rebound”, Vietnam Briefing , 5 maggio 2020, https://www.vietnam-briefing.com/news/how-vietnam-sucessfully-contained-covid-19.html/ .

12# . Gli interferoni sono proteine anti-virali appartenenti alla famiglia delle citochine e vengono prodotte da vari tipi di cellule come risposta fisiologica dell’organismo alle infezioni virali.

13#. Questo fulmineo risultato merita de essere succintamente ricordato perché ci sembra emblematico del modo di agire di Cuba (per una ricostruzione dettagliata si rinvia al libro A. Baracca e R. Franconi citato nella nota 1, Cuba: Medicina, Scienza e Rivoluzione ). Nel 1981 un gruppo di medici Cubani ottenne, per mezzo di Fidel, di visitare per una settimana il laboratorio in Finlandia dove Kari Cantell aveva realizzato il primo processo di sintesi di grandi quantità di interferone umano, ma non lo avevo brevettato per dare la possibilità a chiunque di utilizzare il metodo per un farmaco che si presentava così promettente. I medici cubani lavorarono intensamente dal primo all’ultimo giorno: al loro rientro a Cuba Fidel assegnò loro una villa precedente alla Rivoluzione e finanziò le attrezzature più moderne, aggirando ovviamente le restrizioni del bloqueo . Dopo appena tre mesi Cantell ricevette con grande sorpresa la notizia che i cubani avevano realizzato il processo. Come abbiamo detto, i cubani utilizzarono mediatamente l’interferone per combattere con successo l’epidemia di dengue. Sempre per iniziativa diretta di Fidel venne realizzato nel 1986 il Centro de Ingenieria Genética y Biotecnología (CIGB). Cuba entrava così da protagonista nel campo della biotecnologia quando stava nascendo a livello mondiale, con un modello radicalmente diverso da quello capital-intensive dominante.

14#. Cuba ha sempre sospettato la CIA di avere introdotto il virus: ovviamente il Dipartimento di Stato negò, sebbene una recente ricerca cubana affermi di avere trovato l’evidenza che l’epidemia fu introdotta dagli USA (“Studio conferma che gli USA introdussero la dengue a Cuba nel 1981”, Cuba Debate , 1 febbraio 2016, http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/02/01/studio-conferma-che-gli-usa-introdussero-la-dengue-cuba-nel-1981/ ).

15# . A questo proposito è opportuno richiamare un fatto che nel pieno della pandemia non ha riscosso nessuna attenzione sulla stampa italiana: se la COVID-19 si sta diffondendo in modo preoccupante in vari paesi dell’America Latina, il continente è tuttavia devastato simultaneamente da febbraio scorso da una delle più gravi epidemie di dengue , che alla fine di marzo avrebbe colpito più di 660.000 persone (“América Latina vive la epidemia de dengue más grave en años”, Telesur , 19 marzo 2020, https://www.telesurtv.net/news/ops-america-latina-epidemia-dengue-grave-20200319-0027.html ). I paesi più colpiti sono Argentina (648 casi), Bolivia (45.787 casi, 12 morti), Brasile (337.243, 58), Colombia (31.010, 10), Ecuador (2.330), Paraguay (184.434, 46) e Perú (8.221, 11). L’incidenza della dengue nel mondo sta aumentando in modo allarmante negli ultimi decenni: l’OMS stima che ci siano circa 390 milioni di infezioni all’anno. Prima del 1970 gravi epidemie di dengue si erano prodotte solo in 9 paesi, mentre ora la malattia si classifica come endemica in più di 100 paesi in Africa, Americhe, Mediterraneo Orientale, Asia Sudorientale e Pacifico Occidentale. (WHO, “Dengue and severe dengue”, 2 marzo 2020, https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/dengue-and-severe-dengue ).

16#. Per la sequenza di molte notizie ci siamo ispirati a Y. Zamora, “Coronavirus response: why Cuba is such an interesting case”, The Conversation , 15.04.2020, https://theconversation.com/coronavirus-response-why-cuba-is-such-an-interesting-case-135749?utm_medium=email&utm_ca…1 . Vedi anche https://www.esquire.com/it/news/attualita/a32205875/cuba-coronavirus/?fbclid=IwAR2rfuEaC3OlwCasSHqBkObmCEjKaBfxg3MWgsuvpL_KqfPYrpPy-_FmnQk .

17#. È interessante notare che Cuba non è nuova al coinvolgimento degli studenti in attività importanti: nei primi anni dopo il trionfo della Rivoluzione, quando nelle università scarseggiava il personale docente a causa in particolare della forte emigrazione di quanti non condividevano il nuovo assetto, si attivarono gli alumnos ayudantes , cioè gli allievi degli anni superiori impartivano lezioni a quelli degli anni precedenti.

19#. “ Listo nuevo hospital en La Habana para el combate contra la Covid-19” (+ Audio), Radio Cubana , 24.04.2020, http://www.radiocubana.cu/noticias-de-la-radio-cubana/68-noticias-nacionales/28441-listo-nuevo-hospital-en-la-habana-para-el-combate-contra-la-covid-19-audio.

20# . Orfilio Peláez, “Confirman efectividad de interferón cubano contra la COVID-19”, http://www.granma.cu/cuba-covid-19/2020-04-29/confirman-efectividad-de-interferon-cubano-contra-la-covid-19-29-04-2020-00-04-13 , 29 aprile 2020.

21# . I n un pre-print del 7 maggio 2020 sono stati pubblicati i primi dati sul personale medico cinese esposto a COVID-19 trattato con IFN-alfa umano ricombinante (anche se in questo non si evince se il farmaco usato sia l’interferone cino-cubano), doi: https://doi.org/10.1101/2020.04.11.20061473 .

22# . Zhongji Meng, Tongyu Wang, Chen Li, Xinhe Chen, Longti Li, Xueqin Qin, Hai Li, Jie Luo, “An experimental trial of recombinant human interferon alpha nasal drops to prevent coronavirus disease 2019 in medical staff in an epidemic area”, doi: https://doi.org/10.1101/2020.04.11.20061473 .

23# . Y. Del Sol González, “La ciencia cubana y todo su incentivo en el enfrentamiento a la COVID-19”, Granma , 6 maggio 2020, http://www.granma.cu/cuba-covid-19 .

25# . A proposito di sovranità, non si può evitare anche in questo caso di richiamare la nostra situazione: se c’è stata una forte carenza di mascherine e di reagenti per i test molecolari per SARS-CoV-2 (tra le cause principali che hanno determinato l’alta incidenza e mortalità da COVID-19 in alcune zone italiane), bisogna considerare che, per l’ottenimento della marcatura “CE”, presso il Ministero della Salute sono registrati o in fase di registrazione più di 200 test diagnostici (tra molecolari e sierologici), la maggior parte di fabbricazione estera (alla faccia del Made in Italy !), con vario grado di sensibilità, specificità e quindi affidabilità (ogni ditta autocertifica il proprio prodotto). Ogni giorno il numero di questi dispositivi aumenta, e la confusione di pari passo: vari laboratori privati eseguono già, a pagamento, il rilevamento degli anticorpi anti SARS-CoV-2, con sistemi differenti, con risultati di difficile comparazione e di dubbio significato diagnostico. Lo stesso avviene ad altri livelli (aziendali, regionali, ecc.). In questo quadro, l’azienda statunitense Abbott si è aggiudicata la gara indetta dal Ministero della Salute per eseguire i test sierologici su un campione significativo di popolazione, offrendo, dal 4 maggio, 150 mila kit gratuiti ( https://www.lastampa.it/cronaca/2020/04/25/news/coronavirus-l-abbott-si-aggiudica-la-gara-per-i-test-sierologici-1.38762307 ). Lo scopo è quello di capire il livello di diffusione del coronavirus in Italia e pianificare le tempistiche sul ritorno graduale alle attività.
Categorie: America Centrale, Politica, Salute
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