Gino Strada: Solidarietà che come virus contagi tutta l’Europa

11.04.2020 - Luca Cellini

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Gino Strada: Solidarietà che come virus contagi tutta l’Europa
Gino Strada (Foto di Emergency)

“La solidarietà,  il nuovo virus che spero contagi tutta l’Europa” è quanto si augura Gino Strada, fondatore di Emergency, intervistato  su La7 da Diego Bianchi a “Propaganda Live”.

“Io credo che ci troviamo davvero in una situazione d’emergenza inaspettata, credo che nessuno se la potesse immaginare così. – ha affermato Gino Strada nella video-intervista su La7 riferendosi alla gestione dell’emergenza sanitaria del Covid-19 – Sono stati fatti molti errori anche in Italia. Forse è ora non solo di rimediare a quegli errori, dando a tutti le responsabilità che hanno, ma anche di cogliere l’occasione di ripensare un mondo diverso, un mondo più solidale, un mondo che sia più comunità. Invece vedo che in questi giorni, per me è incredibile, c’è ancora chi pensa al proprio orticello politico, c’è chi pensa a scavarsi nicchie di notorietà ad ogni costo. La cosa è molto triste di fronte a decine e decine, centinaia di migliaia di morti.

Alla domanda posta da Diego Bianchi che chiede se ci siano stati errori politici, il fondatore di Emergency risponde così:

“Io da medico credo che il primo errore sia stato non tanto quello di sottovalutare la questione, perché oggettivamente era inaspettata per tutti noi, bensì quello di non proteggere adeguatamente gli ospedali. Gli ospedali sono luoghi dove i cittadini si aspettano di curarsi, luoghi dove si va per vincere le malattie. Se uno ospedale s’infetta non è più in grado di curare, anzi diventa un pabulum di sviluppo, di ampliamento della malattia; allora in questo caso un ospedale non solo non è più in grado di curare i pazienti malati di Coronavirus, ma di curare tutti i pazienti in generale, non è più in grado di curare i cardiopatici, i diabetici, chi ha bisogno perché c’è questo rischio immanente. Questo accade quando si assiste a fenomeni come quello di Alzano Lombardo e ad altri fenomeni legati alla gestione della salute che hanno interessato la Lombardia. Non dimentichiamo che la Lombardia ha avuto circa la metà dei casi di morte per Covid-19 in Italia, e i morti italiani sono circa il 25% dei morti per Coronavirus nel mondo. Non ci si può esimere  allora dal fare una riflessione su chi ha gestito la sanità in Lombardia negli ultimi 20 anni, perché gli stessi che l’hanno gestita fino ad oggi, ora cercano di apparire come salvatori, come gente che ha la situazione in mano, gente però che in questi anni ha devastato la sanità italiana, devastato la sanità pubblica, altro che modello Lombardia. I pazienti sono stati lasciati morire nelle case di riposo, lasciati morire senza nessuna umanità, senza nessuna pietà, lasciati a se stessi senza che nessuno s’interessasse a loro, e tutto questo io credo che sia moralmente prima ancora che giuridicamente, un crimine.”

Gino Strada nell’intervista ha poi parlato dell’impegno che le ONG stanno mettendo in aiuto all’emergenza sanitaria, e in particolare ha riferito dell’attività che Emergency sta svolgendo presso il reparto di terapia intensiva nell’ospedale di nuova costruzione nella città di Bergamo, proprio al centro del maggiore focolaio attualmente presente in Italia.

“Il reparto di terapia intensiva di nuova inaugurazione è già operativo da alcuni giorni pur con varie difficoltà, anche burocratiche. Una delle cose che ho capito in questa emergenza è che è più facile aprire un reparto di cardiochirurgia in Sudan che riuscire a creare un posto letto in Italia.”  Gino Strada ribadendo il concetto alla richiesta del conduttore ha aggiunto che in Italia c’è una grossa difficoltà che in parte è burocratica ma soprattutto è politica, e questo mi spiace molto da medico e da cittadino italiano. “Detto questo abbiamo la massima collaborazione con i colleghi dell’ospedale di Bergamo, stiamo lavorando bene insieme, stiamo facendo anche altre cose come Emergency, come consegnare spesa e medicinali alle persone che da sole non possono procurarseli. Io credo che in fondo stiamo semplicemente dando una mano come tanti altri stanno facendo in questo momento in Itali;, a me piacciono questi tanti, non questi pochi che continuano a strillare contro, contro per principio preso, contro per i difendere i propri interessi, contro per difendere i propri orticelli, chi per esempio vuole proporre delle leggi, degli emendamenti che tolgano ogni responsabilità pregressa ai dirigenti degli ospedali. Vedo in particolare la Lombardia, vedo i suoi ospedali lottizzati a tal punto che persino la camorra sarebbe stata in difficoltà a fare in modo così esteso e puntuale, eppure è così… e spero che da questa cosa se ne esca almeno con i cittadini che aprano un po’ gli occhi sulla realtà, al di là di tutta la propaganda politica che davvero in questo momento trovo nauseante.”

L’intervista di Propaganda Live si chiude domandando a Gino Strada la sua opinione sulla quarantena che si sta prolungando di due settimane in due settimane, e in specie riguardo alla popolazione italiana se ci siano motivi di ottimismo per il dopo, per la fase successiva la quarantena oppure no.

“Sono molto ottimista, molto ottimista perché intanto vedo che in Italia nonostante tutte le polemiche si sta sviluppando un’enorme solidarietà.  Spero che questo sia un nuovo virus che possa contagiare tutta l’Europa, e sono ottimista perché credo che ci siano elementi per capire che davvero siamo tutti nella stessa barca, che siamo tutti una comunità, che non ha senso escludere nessuno e che invece ha molto senso includere tutti. Cercare tutti insieme di uscire da questa tragedia è assolutamente possibile, dipende da noi e dai nostri comportamenti. A me sembra che siamo sulla strada giusta anche con quelle restrizioni che ci pesano, pesano a tutti obbiettivamente, non uscire, restare isolati, però credo che si stia facendo strada l’idea che sono comportamenti utili a tutti, che sono necessari a tutti. A me questa cosa del pensare a tutti anziché al proprio particolare mi dà un po’ di fiducia”.

Categorie: Europa, Interviste, Salute
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