Il “New Deal”, Bernie Sanders e la torta di mele

06.03.2020 - Mark Lesseraux

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Francese, Tedesco

Il “New Deal”, Bernie Sanders e la torta di mele

Sapevate che quando FDR (Franklyn Delano Roosvelt, presidente degli Stati Uniti dal 1933 al 1945, N.d.T.) assunse la presidenza nel marzo del 1933, durante la Grande Crisi in qualità di democratico moderato, esordì dicendo: “Mi dispiace, non ci sono abbastanza soldi per rimediare a tutto questo”?

Qualche mese dopo, improvvisamente apparvero tonnellate di soldi utilizzabili per ogni tipo di progetto riguardante la società, al fine di salvare in maniera totale gli Stati Uniti da quello che si preannunciava come un susseguirsi di anni, se non decenni, di disperazione e povertà generale. Questi nuovi programmi furono etichettati come “New Deal”.

Allora, cos’era accaduto? A cosa era dovuta l’improvvisa comparsa dal nulla dei finanziamenti per il New Deal? In realtà non vi è alcun mistero in ciò che è avvenuto, in quanto è stato tutto ben documentato. (Ed è per questo che dovreste chiedervi, in questo momento, per quale motivo probabilmente state sentendo parlare di questa cosa per la prima volta).

Quello che è accaduto è che FDR è stato “avvicinato” da un FORTISSIMO movimento di sindacati e socialisti che gli hanno detto: “Fai qualcosa, o lo faremo noi! Sappiamo che qualcosa si può fare e sappiamo che tu sai come farlo”. FDR era il presidente più “in sintonia” con gli ambienti della finanza che avessimo mai avuto fino a quel momento. Così chiamò i suoi amici, uomini d’affari e banchieri e organizzò un incontro durante il quale disse loro, in poche parole: “Non abbiamo scelta! Dobbiamo fare qualcosa!” Al termine della riunione la metà dei banchieri e degli uomini d’affari accettarono un’aliquota fiscale del 94% su tutte le super-ricchezze, che all’epoca ammontavano a circa $ 200.000 all’anno e oltre.

Tutte le ricchezze che superavano tale cifra sarebbero state tassate del 94%. L’altra metà dei banchieri e degli uomini d’affari presenti all’incontro NON gradirono l’”accordo” o i termini stabiliti e diedero inizio, nel corso dei decenni successivi, a un percorso finalizzato all’eliminazione del “New Deal”. Ma questa è una tematica di cui tratterò in un altro articolo.

Adesso inquadriamo la situazione del 2020: vi è un MODO per ottenere più denaro in maniera proporzionale al fine di risolvere i problemi attuali rispetto a quelli che avevamo nel 1933. Parliamo di denaro non tassato che, in questo momento, è nelle mani di poche centinaia di miliardari e multimilionari (tanto per cominciare).

Tonnellate di denaro! I soldi andrebbero presi (ripresi) alle persone che guadagnano decine, centinaia di milioni e miliardi di dollari! Persone che da decenni pagano poche tasse o nessuna. Quindi, quando la gente chiede: “Ma in che maniera intende pagare Bernie Sanders per l’assistenza sanitaria e l’istruzione ecc., dal momento che non c’è abbastanza denaro?” Non vi lasciate confondere. Ci sono soldi IN ABBONDANZA per pagare tutto quello che Sanders propone e anche di più!

Nell’ultimo mezzo secolo, il sistema fiscale negli Stati Uniti si è “invertito”, passando da un sistema in cui i ricchi pagano più tasse e la classe media con i poveri pagano meno a un sistema in cui i poveri e la classe media versano più tasse, mentre i ricchi, soprattutto i super ricchi, ne versano meno e in molti casi non le pagano affatto. Secondo il piano Sanders, il nostro sistema fiscale, dove le persone che guadagnano più miliardi di dollari all’anno ottengono RIMBORSI FISCALI (non sto scherzando), sarà RICONVERTITO in un sistema progressivo piuttosto che regressivo. Viviamo in una specie di follia da quattro decenni ormai (probabilmente da più di quattro decenni, ma questo è un argomento che affronteremo in un altro articolo). È giunto il momento che i ricchi paghino la loro parte e che la smettano di vivere a spese della classe media.

Infine, Sanders e il Movimento Popolare che rappresenta, insistono sull’assoluta necessità che noi, in qualità di nazione, UNIVERSALIZZIAMO (cioè: democratizziamo) tutte le istituzioni che hanno a che fare con il benessere dell’Umanità (sanità, istruzione, protezione dell’ambiente) il più rapidamente possibile. A differenza di altri politici che consentono alle aziende di continuare a trarre profitto dalla sanità, dall’istruzione e dai danni ambientali, è chiaro che attraverso l’eliminazione (totale) dell’incentivazione del profitto da parte di queste istituzioni, Sanders potrà avere qualche possibilità di salvare l’ambiente e di aiutare la vita degli Esseri Umani, piuttosto che trarne profitto e danneggiarla.

La ragione di tutto ciò è che coloro i cui interessi di profitto sono diametralmente opposti al benessere della vita su questo pianeta sono esattamente le persone meno propense ad appoggiare il processo di Umanizzazione della sanità, dell’istruzione e della protezione ambientale. Questi erano tutti valori comuni dopo il “New Deal”, prima di concentrarsi sulla privatizzazione neoliberista, instaurata a pieno regime circa quarant’anni fa.

Queste sono le tematiche di cui si occupa essenzialmente la campagna di Sanders. Niente di “radicale”, niente che non sia stato fatto prima e niente che non sia americano come la torta di mele.

Mark Lesseraux è un cantante/cantautore/ editorialista socio-politico di Brooklyn, New York, USA. È un umanista, un sostenitore e praticante della Nonviolenza attiva e uno studente della Nondualità.

Traduzione dall’inglese di Maria Rosaria Leggieri

Categorie: Economia, Nord America, Opinioni, Politica
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