L’insegnante Mutlu Ozturk è libero dopo 130 giorni di detenzione

21.02.2020 - Murat Cinar

Quest'articolo è disponibile anche in: Turco

L’insegnante Mutlu Ozturk è libero dopo 130 giorni di detenzione

L’insegnante Mutlu Öztürk è stato preso in detenzione provvisoria a Istanbul il 13 ottobre 2019 e arrestato il giorno dopo. La prima udienza si è tenuta presso il tribunale di Çağlayan il 21 febbraio 2020. Il Giudice ha deciso di procedere con il processo ma anche di scarcerare Öztürk. L’insegnante è anche il copresidente dell’HDP (Partito Democratico dei Popoli) per la sede Şişli nella città di Istanbul. Ozturk è rimasto nel carcere speciale di Silivri per 130 giorni. Pressenza Turkçe ha parlato con gli “Amici di Mutlu” pochi giorni prima dell’udienza.

P: “Quali sono le vostre aspettative dalla prima udienza?”

MA : “Mutlu si presenterà alla sua prima udienza esattamente 130 giorni dopo il suo arresto. Questa è relativamente una buona cosa, date le condizioni degli ultimi anni in casi analoghi nel Paese. Le detenzioni provvisorie durano molto ultimamente e la gente aspetta per mesi la prima udienza. Ovviamente, se la legge venisse rispettata da parte della magistratura e se ci fosse un po’ di giustizia la nostra aspettativa sarebbe, ovviamente, la scarcerazione e l’assoluzione immediata. Questo non è solo il nostro sogno, speranza o desiderio ma è una necessità razionale per tutti. Dall’altra parte, proprio questa settimana ci sono diversi processi come quello di GeziBuyukadaHrant Dink e quello che coinvolge 9 membri dell’HDP, incluso Mutlu. Non sappiamo come interpretare tutte queste coincidenze, tutto si svolge nella stessa settimana. È chiaro che tutti i casi sono legati, in qualche maniera, tra di loro. Secondo noi tutti devono essere scarcerati perché l’uno non può essere liberato senza che lo sia anche l’altro. Se la legge venisse rispettata e se la giustizia funzionasse in questo Paese, potremmo sperare che si tratti di una settimana piena di scarcerazioni e libertà. Non vogliamo pensare diversamente, desideriamo il risultato più positivo. Per esempio mentre noi preparavamo le risposte a queste domande è arrivata la notizia dell’assoluzione, nel maxiprocesso Gezi, e della scarcerazione di Osman Kavala. Subito dopo, Kavala è stato nuovamente arrestato, per un altro “motivo”. Sebbene tutto ciò che accade sia dannoso per la mente, cerchiamo di controllare la nostra mente e ragionare in una maniera sana. Stiamo cercando di ottenere forza dalla solidarietà che riceviamo e di stare fianco a fianco, insieme, con coloro che ci sostengono. Questo mantiene viva la determinazione e la resistenza.”

P: “Quali sono le condizioni carcerarie dell’insegnante Mutlu e può godere appieno dei diritti da detenuto?”

MA : “Mutlu sta in una camerata. Se non ci sbagliamo, sono in 25. Sono in buoni rapporti. Hanno fatto e firmato insieme un disegno molto bello. Hanno un cortile lungo 17 piedi e largo 7. I detenuti sono in una fascia di età dai 18 ai 60 anni. Se siano privati ​​dei “diritti dei prigionieri” è una questione molto complessa. I prigionieri politici sono presenti in diversi centri di detenzione in Turchia, dunque ci sono pratiche diverse in quasi ogni carcere. Nel nostro caso si tratta del centro di detenzione di Silivri. Raccontiamo il breve riassunto di ciò che abbiamo vissuto. I vestiti vengono forniti dai parenti. Naturalmente, nella quantità consentita dalla direzione carceraria. Le esigenze personali tipo quelle di auto-cura oppure i quaderni, le penne oppure il cibo vengono acquistati presso la bottega del carcere. I libri e le riviste vengono inviate per posta o portate di persona. C’è anche una biblioteca all’interno del carcere, ma non abbiamo una chiara conoscenza dei diritti di utilizzo, delle condizioni e delle procedure. I libri, dopo le visite, vengono dati dopo essere stati controllati. Prima devono passare dall’approvazione della commissione di lettura. Questo lavoro può essere rallentato di volta in volta dalla commissione. Tuttavia, non abbiamo avuto grossi problemi con Mutlu da questo punto di vista. Tranne quando si tratta dei libri in inglese e francese. Il comitato legge anche le lettere, cartoline e mette un sigillo una volta approvato tutto. La consegna avviene in determinati giorni. Le consegne possono rallentare periodicamente, non sappiamo da cosa dipenda questo. Approfittiamo di questa domanda per ringraziare coloro che non hanno lasciato l’insegnante Mutlu senza lettere.

Si tratta di un posto in cui hai pochi e limitati diritti, quindi quando si rallentano alcuni meccanismi per poter godere di questi diritti, per via di decisioni arbitrarie, ovviamente le condizioni carcerarie diventano una sorta di violenza. Quindi non finisce tutto una volta che sei dentro. Anche tra le mura del centro di detenzione continua la repressione. Il cibo, l’accesso all’assistenza sanitaria, ad esempio, sono le aree più problematiche. Questi sono ciò che possiamo vedere da fuori. Inoltre, i prigionieri probabilmente non spiegano queste situazioni a meno che non toccano il fondo. La loro lotta si svolge principalmente dentro e la portano avanti per conto loro inizialmente. Aggiungiamo che la detenzione è molto costosa. La solidarietà e strutturare una vita comune con gli altri è una scelta fondamentale quando si è dentro. Questo fatto è stato una delle cose che abbiamo imparato in questo processo. Questa è, ovviamente, la realtà delle carceri; osservazioni e testimonianze che abbiamo acquisito dal mese di ottobre fino ad ora. Abbiamo imparato molto. Leggiamo sui media, spesso, che in diversi centri ci sono molti problemi legati alle privazioni e ostacoli diversi. L’insegnante Mutlu ci dirà tutto nel dettaglio quando uscirà.”

P: “C’è una rete di solidarietà attorno all’insegnante Mutlu. Sembra che ci siano persone che usano i social media molto bene in quest’ottica. Come è nata e chi vi sostiene dall’esterno? ”

MA : “Penso che negli ultimi dieci anni abbiamo migliorato molto in varie pratiche di solidarietà in Turchia. Scherzi a parte, la vita lo ha insegnato a molti di noi. L’abbiamo sperimentato a Gezi oppure nei tentativi di dare voce alle richieste di pace. La solidarietà. Quando incontriamo dei problemi, cerchiamo di risolverli tramite i social media. I momenti in cui diciamo “Vorrei che non ce ne fosse bisogno” sono tanti. La nostra vita scorre attraverso le campagne di solidarietà e sostegno. Diversamente, in queste condizioni difficili non sarebbe possibile superare i problemi. Riceviamo forza gli uni dagli altri, se non ci troviamo fianco a fianco cadiamo. Abbiamo perso molti dei nostri cari in questi anni e molti altri invece sono in prigione. La responsabilità di coloro che sono in vita e fuori dal carcere è sempre molto alta. Lo sappiamo bene. Proprio per questi motivi, dobbiamo mantenere la nostra memoria personale e collettiva con le nostre mani. Possiamo rafforzare la solidarietà, resistenza e lavorare molto per rendere visibili ingiustizie, violazioni e pressioni. I casi di ingiustizia e persecuzione sono così tanti che il nostro impegno potrebbe essere insufficiente. Ma questo non dovrebbe farci rinunciare allo sforzo.

Siamo amici di Mutlu; ex studente, compagni e vicini di casa. Fondamentalmente quelli che portano avanti il lavoro fanno video, lettere, articoli, disegni, studi grafici … tanti hanno offerto il loro supporto e sostegno. Non ci poniamo il problema, la domanda, il desiderio di essere visti o conosciuti; quindi il nostro nome, il nostro corpo non ha importanza. La cosa principale è dimostrare le accuse, le prove e gli arresti illegali e illeciti a cui sia l’insegnante Mutlu sia gli altri sono esposti. Sappiamo bene che l’insegnante Mutlu non è l’unico; conosciamo anche l’importanza di ricordare, non dimenticare e di mantenere viva l’attenzione. Mentre cerchiamo di raccontare chi è l’insegnante Mutlu, cosa fa e di cosa si occupa cerchiamo di denunciare anche altri casi in cui il sistema giuridico in Turchia cerca di inghiottire le persone.

C’è un blog ( www.mutluhocayaozgurluk.com ) e un account Twitter (@freemutluhoca ). Tutti questi sono realizzati amatorialmente e in collettività. Per noi è importante. Relazioni orizzontali, eque e trasparenti nei processi di comunicazione, di lavoro e di produzione ci hanno permesso di produrre così tanto lavoro da novembre a oggi. Tutti possono contribuire alla campagna. Compresi i gatti.

Ad esempio, anche se il blog è nato solo per Mutlu, man mano abbiamo prestato attenzione a condividere sui nostri canali social pratiche sleali e illegali legate ad altre persone. Abbiamo principi intuitivi. Non ci sediamo a parlare o fare riunioni. Ci sono delle cose che mancano e facciamo degli errori; altrimenti non sarebbe possibile lavorare. Ma ci è sufficiente che dentro il carcere ci sia qualcuno che venga a sapere tutto quello che facciamo.

Sarebbe bello se tutto ciò potesse essere fatto in modo organizzato. Ogni aiuto a favore dei prigionieri politici è un bene. Non si tratta di bloccare le attività ma di strutturare una cultura di collaborazione inclusiva, sostenibile e diffondibile”.

P: “Quale pensate che sia la ragione per cui l’insegnante Mutlu sia stato arrestato?”

MA : Mutlu, è un insegnante. Uno storico. Un politico. Nell’HDP era copresidente della sedi di Sisli quando era stato arrestato. Siamo testimoni come studenti, amici e amiche del fatto che Mutlu sia una di quelle persone che pensano principalmente alla scuola, all’istruzione, all’insegnamento e alla cultura della pace. Mutlu si impegna sia in teoria che in pratica. Bene, è sufficiente per essere arrestato? Immagino che sarebbe stato arrestato anche se fosse rimasto lì fermo oppure fosse in passeggio quel giorno, anche se stesse guardando il cielo, magari accarezzando la testa di un gatto. Questo è ciò che comprendiamo dall’accusa. Non c’è reato commesso. Nessuna riunione o manifestazione. Niente di illegale. Cosa è illegale e cosa costituirebbe un reato? Non abbiamo capito se secondo il procuratore si opponesse a qualcosa o meno. Mutlu, stava aspettando lì. Al massimo, potrebbe aver commesso il crimine di essere Godot in attesa di pace. Scusate ma è molto difficile essere seri in queste situazioni oppure prendere sul serio questo arresto. Certo, ci sono molti casi analoghi nel Paese.”

A Mutlu Öztürk è stato impedito di entrare nell’edificio della sede a Beşiktaş dell’HDP, dove era andato per i festeggiamenti dell’anniversario della fondazione del Partito, il 13 ottobre 2019 ed è stato preso in detenzione provvisoria. Öztürk è stato arrestato il giorno dopo, il 14 ottobre. La corte ha considerato la frase “No alla Guerra, Pace ora e subito” , che è stata citata dalla procura come uno slogan di “propaganda per un’organizzazione terroristica“. In quei mesi, le forze armate turche stavano effettuando un’operazione militare denominata Operazione Sorgente della Pace nel nord della Siria.

Gli “Amici di Mutlu” concludono le loro parole così: “Non sono riusciti a danneggiare la felicità e la speranza dell’insegnante Mutlu. Pensiamo che questo sarebbe molto difficile. Speriamo che l’insegnante Mutlu e i suoi 8 compagni saranno liberi venerdì. Per ora Mutlu scrive dal carcere, poco, ma siamo sicuri che una volta scarcerato ci racconterà tutto a lungo e per bene.”

Categorie: Diritti Umani, Educazione, Interviste, Medio Oriente, Pace e Disarmo, Politica, Questioni internazionali
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