Venezia 2019. Grottesco e sconvolgente il premiato “La mafia non è più quella di una volta”

11.09.2019 - Bruna Alasia

Venezia 2019.  Grottesco e sconvolgente il premiato “La mafia non è più quella di una volta”

Lo Zen, a Palermo, è un quartiere afflitto da problemi di degrado sociale e architettonico, con alti tassi di dispersione scolastica, microcriminalità e conseguentemente infiltrazioni mafiose. Di questa sorta di “Scampia” siciliana in “La mafia non è più quella di una volta”, Premio Speciale della Giuria a Venezia, l’occhio scettico e allarmato di Franco Maresco coglie il grottesco e il dolente di una “corte dei miracoli” in chiave moderna, che impressiona e stringe il cuore.

Povertà morale, intellettuale e in certi casi fisica per malattia, di un arcipelago sociale esistente, sono un pugno nello stomaco che dai politici reclama interventi non per manipolare la fragilità dei suoi abitanti, ma per sollecitarne la rinascita. Il sottolineare, da parte di Maresco, attraverso le parole del protagonista Ciccio Mira, il mancato commento di Sergio Mattarella al verdetto che stabilì realmente accaduta la trattativa stato-mafia (il Presidente non può commentare le sentenze), è un paradossale grido di dolore sulla generale assenza.

Documentario che attrae come un film, “La mafia non è più quella di una volta” esce nei cinema il 12 settembre, dopo essere stato applaudito a Venezia da pubblico e stampa. L’occhio disincantato e ironico del regista Maresco s’interroga su quanto della memoria e degli ideali di Falcone e Borsellino siano rimasti in Sicilia, attraverso due figure agli antipodi: Letizia Battaglia, ottantatreenne fotografa che il New York Times ha definito una delle “ undici donne che hanno segnato il nostro tempo” e Ciccio Mira, il già protagonista del film “Belluscone”, organizzatore di eventi popolari, esponente di una sottocultura immarcescibile che sopravvive ai cambiamenti.

Da una parte Letizia Battaglia, amareggiata dalle manipolazioni della classe politica sulle figure dei due martiri durante retoriche commemorazioni. Dall’altra Ciccio Mira, che organizza nel quartiere Zen di Palermo un concerto di neomelodici in onore di Falcone e Borsellino e che, dietro l’apparente riverniciatura, rivela quanto poco sia cambiato: i suoi discorsi tradiscono il desiderio che la mafia torni a essere “quella di una volta”.

Categorie: Cultura e Media, Europa, Non categorizzato
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