Venezuela: come se la storia non insegnasse nulla

16.02.2019 - Toni Antonucci

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Francese

Venezuela: come se la storia non insegnasse nulla
(Foto di Patrizia Cortellessa)

Questo breve commento vuole dare una chiave di lettura sull’attuale crisi in Venezuela e far notare probabili errori di valutazione che i popoli a volte distratti ripetono, come se la storia non insegnasse nulla.

Il filo conduttore dell´analisi può essere il processo di concentrazione del potere nelle mani di una minoranza sull’insieme in atto da tempo in seno alla società umana e che oggi sfiora livelli mai visti prima.

Da tempo osserviamo una lotta per accaparrarsi le risorse naturali, le fonti energetiche e le zone strategiche rispondendo agli interessi di gruppi di potere, di élites di uno o vari Paesi a scapito di altri.

In tal senso nella storia sono stati usati diversi strumenti coercitivi tra cui abbondano le guerre coloniali, le invasioni, i genocidi, gli schiavismi, le occupazioni, i colpi di stato, gli attentati, le destabilizzazioni, gli embargo, le sanzioni, ecc.

Ma il progresso delle società rende oggi più difficile usare apertamente strumenti coercitivi, in quanto la gente li rifiuta. I poteri trovano allora espedienti per convincere l´opinione pubblica, che sia giusto intervenire in un dato Paese, per mettere fine a un sistema solitamente presentato come „autoritario“ e sostituirlo con un altro detto „democratico“. I mezzi di comunicazione in mano agli stessi poteri giocano in questi casi un ruolo centrale.

Per non andare troppo indietro nei secoli, prendiamo alcuni esempi a caso più o meno recenti.

JUGOSLAVIA
Dopo le crisi del 1989 la Jugoslavia era in Europa un Paese propenso alla Russia e non allineato con l´occidente. Tale approccio non coincideva con i piani dei poteri occidentali. Allora in pochi anni sono stati fomentati conflitti dall´esterno, facendo leva sulle diversità etniche e religiose. L´occidente ha poi dato tutta la colpa alla Serbia, demonizzando il suo presidente Slobodan Milosevič definito ad arte dai media come „il macellaio dei Balcani“. É morto nel 2006 sotto tutela della Corte penale internazionale e nel marzo 2016 la stessa corte lo ha scagionato dall’accusa (1). Nel frattempo l’occidente è riuscito ad installare in Kosovo una delle piu grandi basi NATO al mondo (2).

AFGHANISTAN
Le forze occidentali hanno invaso l´Afghanistan nell’Ottobre 2001 in seguito agli attentati dell’11 settembre, nell’ambito della „guerra al terrorismo“ con lo scopo di „distruggere Al Qaida e catturare o uccidere Osama bin Laden“. Ma dalle ammissioni del generale USA Wesley Clark risulta un piano di presa di controllo di sette Paesi del Medio Oriente in cinque anni tra cui appunto l´Afghanistan (3). La stessa Ilary Clinton ha ammesso che il suo Paese, per controllare quest´area strategica in prossimità di Cina, Russia ed Iran, ha deliberatamente organizzato e finanziato formazioni locali poi divenute Al Qaida (4). Il conflitto continua fino ad oggi.

IRAQ
Nel marzo 2003 la coalizione occidentale ha invaso l’Iraq con l´obiettivo di deporre Saddam Hussein a causa del suo „possesso di armi di distruzione massiva“ poi smentito. Molti ricordano il segretario di Stato USA Colin Powell esporre la fatidica fialetta (falsa) al Consiglio di sicurezza dell´ONU (5). Mentre un milione di esseri umani sono morti sulla base di questa menzogna, per le compagnie petrolifere, i produttori di armi e le imprese della ricostruzione occidentali questo conflitto rappresenta un ottimo affare.

LIBIA

In Libia negli ultimi decenni si era visto un Paese con indice di sviluppo umano crescente, infrastruttura e distribuzione della ricchezza con diritti economici dei cittadini come abitazione, salute, educazione, reddito, ecc.

Tra i progetti della Libia risaltava la creazione di una moneta panafricana che liberasse l´Africa dal dominio del franco CFA e delle istituzioni finanziarie occidentali (6).

Inoltre la Libia ha fondato insieme al Venezuela l´innovativo Forum di cooperazione America del Sud – Africa denominato ASA, composto da 67 Paesi partecipanti (7). Questo asse del Sud era da un lato indigesto per le caste neocoloniali del nord e dall´altro apriva nuovi orizzonti di indipendenza ai continenti del sud ricchissimi di risorse.

Forse per evitare la contagiosità di questi progetti di sviluppo senza precedenti l´occidente ha destabilizzato in tempo la libia, seminando zizzania tra le tribú della Tripolitania e la Cirenaica, appoggiando l´assassinio del presidente, gettando l´intero paese nel marasma, ma continuando a fare affari col petrolio libico.

VENEZUELA
Il Venezuela è il Paese con la maggiore riserva di petrolio certificata al mondo, con enormi riserve d´oro, di gas naturale, ed altre ricchezze. Lascio alla riflessione del lettore, interpretare i principali motivi dell’impaziente interventismo occidentale. Allo stesso tempo auspico che la controversia in Venezuela si risolva in modo pacifico.

(1) Il Tribunale dell’Aja scagiona Milosevic, https://www.youtube.com/watch?v=6myryvlbuiY
(2) La base di Camp Bondsteel, https://fr.wikipedia.org/wiki/Camp_Bondsteel
(3) Il Generale Wesley Clark: Le guerre sono state pianificate, https://www.youtube.com/watch?v=bkvafb0oq14
(4) Hillary Clinton: Abbiamo creato Al-Qaeda, https://www.youtube.com/watch?v=Dqn0bm4E9yw
(5) La fialetta di Colin Powell, https://www.youtube.com/watch?v=J4_AS-rPRq4
(6) Le bombe di Sarkozy sulla moneta africana, http://www.nigrizia.it/notizia/le-bombe-di-sarkozy-sulla-moneta-africana
(7) Forum di Cooperazione America del Sud – Africa, https://es.wikipedia.org/wiki/ASA

Categorie: Opinioni, Questioni internazionali, Sud America
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