Adriana Salvatierra e le cose che ancora non capiamo

22.02.2019 - Bolivia, Brasile - Equipe de Base Warmis-Convergência das Culturas

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Adriana Salvatierra e le cose che ancora non capiamo

Negli ultimi giorni mi hanno rattristato, ma non sorpreso, le notizie che circolavano nei principali mezzi d’informazione della Bolivia in relazione alla Presidente del Senato Boliviano, Adriana Salvatierra Arriaza. Sembra che molta gente sia indignata a causa della sua doppia nazionalità e, principalmente, perché l’altra nazionalità la lega al Cile, un Paese che abbiamo imparato ad odiare fin dall’ingiusta guerra del Pacifico, promossa dalle multinazionali inglesi e da gruppi d’interesse economici dei due Paesi in questione.

Figlia di un’immigrata cilena e di un boliviano, è nata in territorio boliviano: È boliviana.

Sono un’immigrata boliviana, sposata con un cittadino brasiliano e madre di due figli brasiliani che vorrei acquisissero anch’essi la doppia cittadinanza, perché li si riconosca anche come boliviani.

I miei figli crescono amando le culture di entrambi i Paesi, il loro cuore è più grande e la loro capacità di aprirsi al nuovo e alla diversità è sicuramente maggiore di quella mia e del loro papà.

Mi domando se un giorno anche i miei figli soffriranno per questa discriminazione in un luogo caratterizzato da un comportamento xenofobo e discriminatorio. È altamente probabile.

Adriana Salvatierra è nata da 2 persone che sono molto più della loro nazionalità. Essere meticcia non è facile in nessun posto. Tuttavia il mondo, la nostra Storia, cammina verso una Nazione Umana Universale, in cui quello che più importerà non saranno le nazionalità bensì l’Essere Umano. Lo spostamento di migranti e rifugiati lo dimostra chiaramente.

Storicamente abbiamo imparato ad odiare, ed è così che ci ingannano, facendoci odiare le persone senza vedere invece chi sono i veri “cattivi” (i grandi gruppi industriali, gli uomini d’affari etc…), che continuano a incrementare i loro profitti mentre noi ci distruggiamo a vicenda a causa di un odio cieco che abbiamo imparato. Come possiamo uscire da questo circolo vizioso di odio e risentimento, che non ci permette di avanzare e ci rende facilmente manipolabili, e che in più ci fa soffrire?

Il problema non è che Adriana Salvatierra sia figlia di un’immigrata cilena e abbia la doppia cittadinanza. Il problema è il nostro risentimento e la nostra discriminazione verso le cilene e i cileni.

E sì, sono convinta che lo Stato cileno debba restituire uno sbocco sovrano al mare alla Bolivia; ma non odio, né discrimino, le cilene e i cileni per questo motivo.

Non ci sarà cambiamento senza riconciliazione.

Riconciliare non è dimenticare né perdonare, è riconoscere tutto quello che è accaduto e proporsi di uscire dal circolo vizioso del risentimento. (Silo)

di Jobana Moya Aramayo (Bolivia/Brasile)

 

Traduzione dallo spagnolo di Domenico Musella

Categorie: Internazionale, Migranti, Opinioni, Politica, Questioni internazionali, Sud America
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