Marocco e Strasburgo, Co-mai condanna violenza

21.12.2018 - Redazione Italia

Marocco e Strasburgo, Co-mai condanna violenza

Le comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai), le associazioni medici di origine straniera in Italia (Amsi) e il Movimento internazionale Uniti per Unire, insieme alle associazioni aderenti, esprimono condoglianze ai famigliari delle  due ragazze uccise in Marocco: Louisa Vesterager Jespersen, 24 anni, danese, e di Maren Ueland, 28, norvegese, e ai famigliari del giornalista italiano Antonio Megalizzi, ucciso a Strasburgo. Questi ragazzi erano cittadini liberi, nostri fratelli e credevano di realizzare i loro sogni condividendo insieme la speranza per un mondo migliore.

Siamo vicini alle famiglie e anche al Marocco, uno stato che si batte per l’eguaglianza dei diritti, per un governo laico, che non vuole lasciare spazio a nessuna forma di estremismo, e che è stato colpito da questo orribile atto. Un colpo durissimo, contro il quale bisogna stringersi ancora più uniti, per il sostegno alla memoria delle due giovani donne, e per vincere l’ondata di odio e terrore che sta dilagando tra chi non conosce la realtà di questo paese ospitale e sicuro.

Il prof. Foad Aodi presidente di Uniti per Unire e Co-mai dichiara: “Il nostro impegno si intensifica ancora di più quando vediamo tragedie disumane nei confronti di cittadini liberi con lo scopo di scatenare guerre alle religioni e alle civiltà. Siamo molto vicini alle famiglie scandinave ,all’Italia,al Marocco e a tutti i paesi e popoli che stanno subendo un terrorismo cieco, che non rappresenta nessuno, né il mondo arabo nell’Islam. Questi individui non appartengono a nessuna religione, come cercano di far sembrare con il loro slogan falsi e non è più credibili.Auguriamo a tutti gli italiani Buon Natale con serenità e rispetto per  tutte le tradizioni“.

Marika Campeti, coordinatrice del dipartimento #donneunite di Uniti per Unire dichiara “Il mio primo pensiero va alla vita di quelle giovani ragazze che è stata stroncata, non si può pensare di veder partire le proprie figlie per una vacanza felice e poi non vederle più tornare. Questo come la morte del giovane giornalista per mano del terrorismo, è un fatto atroce, che sta addolorando e scuotendo l’animo di tutti noi. Come donna occidentale che è stata turista in Marocco, mi sento particolarmente colpita, perché ho conosciuto la bellezza e l’ospitalità di un paese sicuro e accogliente. Per colpa dell’odio, del terrore e della violenza, per mano di persone che nulla hanno a che vedere con la pacifica società marocchina, un paese che si è distinto per la sua modernità di pensiero e parità dei diritti, è stato ferito, e piange la morte di due vittime innocenti. Nessuna religione detta la violenza, nessuna società civile accetta la violenza“.

Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Nonviolenza
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