Messico Città Santuario. La capitale messicana si prepara ad accogliere l’esodo migrante

03.11.2018 - Città del Messico - Virginia Negro

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Messico Città Santuario.  La capitale messicana si prepara ad accogliere l’esodo migrante
(Foto di Alfredo Durante)

Lunedi 29 ottobre sono partiti da Città del Messico i primi volontari delle brigate multidisciplinari che compongono il cosiddetto “ponte umanitario” a sostegno dell’esodo centroamericano. Un’azione coordinata tra le autorità locali, le organizzazioni nazionali e internazionali e la società civile, con la Commissione per i diritti umani della capitale (CDHDF).

Sono all’incirca 65 le persone che hanno lasciato la capitale dirette a Oaxaca e Veracruz, dove si prevede l’arrivo di queste migliaia di persone migranti per fornire cure mediche, idratazione, attenzione alle infezioni, abbigliamento, cibo, protezione civile, etc…

Il Presidente della CDHDF, Nashieli Ramirez Hernandez, ha spiegato che, data la situazione di emergenza sarà firmato un accordo di cooperazione con il governo della città di formalizzare attività di coordinamento e di sostegno alle 7.000 persone parte dell’esodo.

Nel frattempo, il Segretario di Città del Messico, Guillermo Orozco Loreto, ha dichiarato che il governo è in un dialogo permanente con le organizzazioni civili, le autorità locali e con le Commissioni sui diritti umani di Oaxaca, Veracruz, Puebla e Chiapas. “La capitale si sta preparando per ricevere le persone migranti e la priorità sarà prendersi cura dei bambini, delle donne incinte e degli anziani”.

Il segretario della Protezione Civile, Fausto García Lugo, ha confermato che si sta istituendo nello Zocalo un impianto di stoccaggio con prodotti necessari all’accoglienza dell’esodo.

Il governo della Città del Messico partecipa insieme al Fondo del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), l’Ufficio di Nazioni Unite alto Commissario per i diritti umani (UNHCHR), la Commissione nazionale per i diritti umani (CNDH) e le organizzazioni di organizzazioni nazionali e internazionali, società civile (OSC) e il CDHDF sta appunto studiando la strategia migliore per rispondere a questa emergenza migratoria.

Tra le varie misure previste si garantisce la presenza negli stati di passaggio- Chiapas, Oaxaca, Veracruz e Puebla, Città del Messico- del Difensore civico.

Inoltre, nel caso dei minori migranti (stimati tra 1.700 e 2.000), lo scopo sarà quello di garantire che chi viene accompagnato non lasci la famiglia. Per quanto riguarda i non accompagnati, lo scopo è quello di garantire la loro protezione da parte dello Stato messicano durante il viaggio.

È importante ricordare che la legge generale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza non distingue tra messicani e non-messicani, mentre in Messico la migrazione non documentata non è un crimine. Inoltre, vale la pena ricordare la firma del Messico nella Dichiarazione di Cartagena, in cui lo status di rifugiato è legato a questioni di violenza, conflitti interni e violazioni dei diritti umani, come nel caso del triangolo nord centroamericano da cui provengono le migliaia di persone che stanno per raggiungere la capitale messicana per, finalmente, essere ascoltati.

Categorie: America Centrale, Diritti Umani, Nord America, Questioni internazionali
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