Africa, una storia da riscoprire – 8. Yaa Asantewa e la “guerra dello Sgabello d’Oro”

20.08.2018 - Valentin Mufila

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Francese, Tedesco, Greco

Africa, una storia da riscoprire – 8. Yaa Asantewa e la “guerra dello Sgabello d’Oro”
La statua di Yaa Asantewa davanti al museo a lei dedicato (Foto di Noahalorwu, Wikimedia Commons)

Yaa Asantewa nacque nel 1840 a Besease, una città dell’attuale Ghana. Era la sorella di Yaya Kwasi, che le conferì il rango di regina madre di Ejisuhene, una parte dell’Impero degli Ashanti; dato che vigeva un sistema matriarcale, questo la rendeva il personaggio più potente del regno.

Durante il regno del fratello, Asantewa assistette alla crescita dell’espansionismo inglese; quando questi morì, nel 1894, usò il suo diritto di regina madre per nominare il nipote capo degli Ashanti. Quando, nel 1896, gli Inglesi lo mandarono in esilio alle Seychelles insieme al re Prempeh I e ad altri membri del governo, Yaa Asantewa divenne reggente del distretto di Ejisu–Juaben.

Frederick Hodgson, il generale governatore della Costa d’Oro, come gli Inglesi chiamavano quella zona, aveva sentito parlare dello Sgabello d’Oro, un sacro simbolo dinastico degli Ashanti e chiese che gli venisse consegnato, ma per gli Ashanti la morte era preferibile a una simile concessione.

Questa richiesta portò a un incontro segreto a Kumasi dei membri restanti del governo. Yaa Asantewa, l’unica donna presente, si alzò e pronunciò un discorso rimasto famoso: “Vedo che alcuni di voi hanno paura di farsi avanti e combattere per il nostro re. Se fossimo nell’epoca coraggiosa dei re Osei Tuty, Okomfo Anoky e Opuku Ware, i capi non sarebbero rimasti a guardare senza reagire, mentre il loro re veniva portato via. Nessun uomo bianco ha mai osato parlare al capo degli Ashanti come ha fatto il governatore stamattina. Dunque il coraggio degli Ashanti non esiste più? Non posso crederlo e dunque vi dico: se voi, gli uomini Ashanti, non combatterete, lo faremo noi donne. Combatteremo contro i bianchi. Combatteremo fino a che l’ultima di noi non cadrà sul campo di battaglia.”

Yaa Asantewa venne scelta per capeggiare l’esercito in quella che venne conosciuta come la “guerra dello Sgabello d’Oro” e riuscì a respingere gli Inglesi da Kumasi. La ribellione durò qualche mese e rappresentò l’ultima di una serie di guerre durate per tutto l’Ottocento. Alla fine gli Inglesi riuscirono a catturarla e la mandarono in esilio alle isole Seychelles. Il 1° gennaio 1902 ottennero ciò che gli Ashanti avevano impedito per quasi un secolo e il loro impero divenne un protettorato britannico.

Yaa Asantewa morì in esilio il 17 ottobre 1921. Tre anni dopo, il 27 dicembre 1924, Prempeh I e i restanti membri della corte poterono tornare riportando le sue spoglie e Yaa Asantewaa ricevette una sepoltura regale, degna del suo nome. Il suo sogno di liberazione dal dominio inglese si realizzò il 6 marzo 1957, quando il protettorato ottenne l’indipendenza come parte del Ghana, la prima nazione dell’Africa subsahariana a realizzare questa impresa.

Yaa Asantewa è considerata una delle figure più importanti nella lotta africana per la libertà ed è l’eroina nazionale del Ghana. Nel 2000 si tennero nel paese eventi di una settimana per celebrare le sue imprese e a Ejisu le venne dedicato un museo, andato parzialmente distrutto in un incendio nel 2004.

Categorie: Africa, Cultura e Media
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