Il disarmo nucleare e i criteri di giudizio antiumanistici

06.03.2017 - Alfonso Navarra

Il disarmo nucleare e i criteri di giudizio antiumanistici
(Foto di ICAN)
Il disarmo nucleare per noi è una priorità assoluta perché ci preoccupiamo di salvaguardare la sopravvivenza minacciata dell’Umanità.
Diventa il primo compito se il criterio che si adotta è: “dobbiamo liberarci dalla spada di Damocle che tiene in ostaggio la vita di tutte le donne e i gli uomini, presi come un’unica comunità, un’unica famiglia”.
Ma teniamo sempre presente che non tutti la pensano come noi (e come i diplomatici ONU quando si riuniscono in conferenza ed approvano i loro documenti).
Il “Prima l’Umanità”, cioè la vita di TUTTE LE PERSONE, è oggi subissato da “Prima la mia Nazione”: vedi elezione di Trump negli USA e possibile elezione della Le Pen in Francia.
Può esserci persino un “Prima la classe” dissociato dalla causa generale della liberazione umana globale.
Senza contare che tantissimi praticano il “Prima il mio Io” ed il massimo altruismo che riescono a concepire è “Prima la mia famiglia”.
La tecnocrazia sta sviluppando la nuova ideologia del post-umano: è inutile preoccuparsi dell’Umanità, tanto stanno per arrivare nuovi Esseri, possibilmente immortali, in cui la coscienza si è integrata nell’Intelligenza Artificiale e la vita biologica si è trasferita in ologrammi gestiti dal Web globale (è solo una variante di progetti di ricerca veramente in corso).
In un futuro vicinissimo dominato dalle macchine informatizzate che senso ha angosciarsi se qualche miliardo di scimmie umane perirà durante una guerra atomica?
Agli ultratecnologici “integrati” si contrappongono specularmente gli “apocalittici” dell’ecologia profonda. L’Uomo è solo un animale come gli altri e se si estingue il problema è relativo perchè tanto la Vita biologica sulla Terra troverà la strada per continuare. Anzi, come sosteneva Levi Strauss, l’Uomo è il “cancro della Terra”; quindi, si conclude, prima si toglie di mezzo come specie infestante e nociva meglio sarà per gli equilibri ecosistemici globali, che finalmente potranno funzionare in tranquillità.
Le religioni in varie interpretazioni possono offrire alibi verso un disimpegno sostanziale verso il mondo dell’Umano: è inutile agitarsi se alla fine Dio interverrà; è inutile angosciarsi se il mondo materiale è pura apparenza e conta solo lo Spirito; è inutile sprecare energie deviando dalla consapevolezza che io stesso sono Dio e che la dimensione in cui vivo è altra da quella illusoria che mi offre una percezione superficiale…
Il tempo intanto passa ed il consenso ad una concezione umanistica, per quanto rinnovata e integrata in visioni naturalistiche, non va affatto dato per scontato…
ps
 
Rispetto alla partecipazione dell’Italia alla conferenza ONU di New York, che si apre il 27 marzo, e che se tutto va bene porterà al bando delle armi nucleari, il problema non è ritoccare le varie mozioni che i parlamentari (Di Stefano del M5S, la Duranti di SI alla Camera, Cotti al Senato) hanno presentato dietro nostro suggerimento ma far calendarizzare per la discussione i testi nel tempo utile.
Da questo punto di vista possiamo fare ben poco, tranne continuare a pungolare i nostri contatti.
Dopo di che c’è il nostro problema di far sentire alle istituzioni che al “popolo italiano” questo bando delle armi nucleari importa.

Per arrivare al popolo bisogna prima sensibilizzare gli stessi pacifisti, che non considerano il  disarmo nucleare GLOBALE una priorità.

E’ il nostro compito e la nostra missione di Disarmisti Esigenti.

 
Ecco perché ci riuniamo a :
1- Milano, il 23 marzo, in via Borsieri 12, dalle 18.00 alle 21.00
2- Firenze, il 25 marzo, nello studio di Joachim Lau, IALANA Italia, via delle Farine, 2 (vicino Piazza della Signoria), dalle 15.00 alle 19.00
3- a Roma, il 27 marzo, il giorno dell’apertura della conferenza di New York, luogo da definire.
Categorie: Internazionale, Opinioni, Pace e Disarmo
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