Mentre l’ELN (Ejército de Liberación Nacional) si prepara, il prossimo 7 febbraio, ai negoziati di pace a Quito, Ecuador, le FARC-EP si stanno concentrando nelle zonas de veredas, come previsto dall’Accordo Definitivo di pace.

Vereda è una parola colombiana che definisce la più piccola suddivisione territoriale di un municipio. Le veredas sono principalmente zone rurali. Lo scorso giugno erano previste 24 con l’Accordo Definitivo le ha portate a 26 o 27.

Il governo esprime, in genere, ottimismo e soddisfazione. Martedì 24 gennaio, Manuel Santos ha visitato con il presidente della Francia François Hollande Caldono, municipio nella regione del Cauca, dove vi sono 6 veredas dove si concentrano i guerriglieri delle FARC-EP. Pablo Catatumbo, uno dei negoziatori della pace per l’organizzazione guerrigliera, presente alla visita, l’ha definita storica.

Hollande ha così commentato. “ Bene si lavora tutti uniti. Vedere rappresentanti del Governo colombiano, delle FARC-EP, dell’ONU nello stesso spazio, con le stesse uniformi, mangiare assieme…”

Lo stesso ottimismo non è condiviso da tutti. Poche ore dopo, Rodrigo Londoño Timochenko leader maximo della guerriglia fariana ha detto: “ … se il governo non installa immediatamente l’infrastruttura necessaria sarà necessario riprogrammare l’arrivo dei guerriglieri delle FARC-EP nelle zone di concentrazione…”

La data prevista per il termine delle operazioni è stata prima il 31 dicembre 2016 e poi il 10 gennaio 2017 e infine nella riunione tra Santos Hollande e Pablo Catacumbo il 31 gennaio .

Comunque le operazioni continuano, anche se le informazioni in merito non sono chiare. Giocano a sfavore l’inverno, il trasporto di materiali per strade secondarie e anche l’atteggiamento delle popolazioni, specialmente a Tolima, Cauca e Nariño. Alcune notizie parlano di riduzione delle zone a 21 o 20, per ragioni tecnico-logistiche.

Con la fine delle concentrazioni si inizierà la consegna delle armi dalle mani dei guerriglieri a quelle dei rappresentanti dell’ONU. Un tema delicato considerata l’esistenza ancora consistente in Colombia dei paramilitari che continuano a minacciare e ad assassinare.

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