Si farà ricorso contro la sentenza sul Plan Condor

21.01.2017 - Francesco Cecchini

Si farà ricorso contro la sentenza sul Plan Condor

Javier Tassino, portavoce di Madres y Familiares de Detenidos Desaparecidos de Uruguay, ha dichiarato che l’organizzazione farà ricorso contro la sentenza del tribunale di Roma che ha assolto, martedì 17 gennaio, genocidi riconosciuti come tali. Dei 27 imputati dell’Operazione, Piano Condor solo otto sono stati condannati e gli altri 19 sono stati assolti, prosciolti.
Condannati i cileni Hernán Ramirez e Rafael Ahumada Valderrama; l’uruguaiano Juan Carlos Blanco; i boliviani Luis García Meza e Luis Arce Gomez; i peruvian Francisco Morales Bermúdez, Pedro Richter Prada e Germán Figueroa Ruiz.

Assolti cinque dei sette militari cileni: Pedro Octavio Espinoza Bravo, Daniel Aguirre Mora, Carlos Luco Astroza, Orlando Moreno Vasquez e Manuel Vasquez Chauan Abraham; il peruviano Martin Martinez Garay e gli uruguaiani José Ricardo arabo Fernández, Nino Jose Horacio Gavazzo, Juan Carlos Larcebeau, Pedro Antonio Mato Narbondo, Luis Alfredo Maurente, Ricardo Jose Medina Blanco, Ernesto Avelino Pereira rami, José Sande Lima, Jorge Alberto Silveira, Ernesto Soca, Jorge Nestor Troccoli, Gilberto Vazquez e Ricardo Bissio Eliseo Chavez.

Anche il vicepresidente dell’Uruguay, Raul Sendic del Fronte Ampio Tabaré Vázquez ha messo in chiaro che il proprio paese farà tutto il possibile per l’appello, continuando così la lotta contro il Piano Condor. Raúl Fernando Sendic Rodríguez è il figlio maggiore di Raúl Sendic fondatore del Movimiento de Liberación Nacional Tupamaros, imprigionato per 12 anni nelle carceri della dittatura militare uruguaiana, liberato nel 1985 e morto a Parigi nel 1989 di malattia per le torture subite.

Cosa fu il Piano Condor

Un documento declassificato della CIA in data 23 giugno, 1976 è l’origine del Piano Condor che venne messo in pratica negli anni ’70 e ’80. Agenti di sicurezza Argentina, Cile, Uruguay, Paraguay e Bolivia si incontrarono a Buenos Aires per programmare e preparare azioni coordinate contro la “sovversione comunista”. In seguito si unirono Brasile, Perù ed Ecuador.

Argentina

È stata il centro, cuore e cervello, del Piano Condor, reprimendo sia all’interno che all’estero. Organizzazioni per i diritti umani stimano che i disaparecidos siano stati 30.000. Importante per conoscere, capire cosa successe è il rapporto Nunca Mas della Comisión Nacional Sobre la Desaparición de Personas del 1984 presieduta dallo scrittore Ernesto Sábato.  Le leggi di Punto Final (1986)  e di Obediencia debida (1987) del governo di Raúl Alfonsin costituirono una amnistia per i crimini commessi durante la dittatura militare. I criminali Videla e Massera furono liberati grazie a un indulto firmato da Carlos Menen nel 1990, sulla base delle due leggi di cui sopra. Nel 2003, Patricia Walsh di  Izquierda Unida, presentò alla Camera dei deputati  un progetto di  legge per annullare le due leggi che fu approvato. Da allora molti responsabili di crimini durante la dittatura militare, tra i quali Jorge Rafael Videla, furono processati e condannati.

Cile

Il dittatore Augusto Pinochet non ha mai ammesso la partecipazione al Piano Condor. Suoi stretti collaboratori hanno, però, ammesso che riunioni di coordinamento dell’operazione Condor sono avvenute in Cile nel novembre 1975. Nel 2002 Pinochet, quando perse il suo seggio di senatore a vita, fu incriminato  e arrestato per la sua partecipazione al Piano. Venne processato per 75 omicidi attribuiti alla famigerata “carovana della morte”, che girò il Cile dopo l’ 11 settembre 1973. Pinochet non fu mai  condannato.

Si ritiene che l’assassinio del ex comandante in capo dell’esercito cileno, Carlos Prats e di sua moglie,  avvenuto a Buenos Aires nel 1974, sia stata opera del Condor. Anche  l’assassinio  a Washington nel 1974 dell’ex ministro degli Esteri cileno Orlando Letelier e del suo segretario Ronnie Moffitt. La morte nel 1982 dell’ex presidente Eduardo Frei fu considerata nel 2009 un omicidio, dopo un’indagine e un processo a 6 persone. La dittatura di Pinochet è responsabile di migliaia di vittime, ma non c’è una contabilità esatta.

Uruguay

In Uruguay, nessuno dei processati per violazioni dei diritti umani durante l’ultima dittatura è stato perseguito per aver partecipato al Piano Condor, né per omicidi eseguiti nell’ambito del Piano.
L’ex dittatore Juan Maria Bordaberry (1973-1976) è stato incriminato nel 2006 come co-autore  dell’assassinio di quattro esuli uruguaiani in Argentina nel maggio 1976, i deputati  Zelmar Michelini e Hector Gutierrez Ruiz, ed i tupamaros William Whitelaw e Rosario Barredo.
L’ex dittatore Gregorio Alvarez (1981-1985) è stato condannato nell’ottobre 2009 a 25 anni per 37 omicidi di prigionieri politici, la maggior parte eseguiti dopo il loro viaggio clandestino da Buenos Aires a Montevideo nel 1978.

Altri casi emblematici di coordinamento tra le dittature militari del Cono Sud, in cui ha partecipato un uruguaiano, è quello della figlia e della  nipote del poeta argentino Juan Gelman.
La figlia dello scrittore, Maria Claudia Garcia de Gelman, fu rapita a Buenos Aires nel 1976, a 19 anni gravida di sette mesi e trasportata  in Uruguay, dove dieede alla luce e scomparve. Sua figlia Macarena Gelman fu data illegalmente alla famiglia di un ufficiale di polizia uruguaiano. La sua identità originale fu scoperta solo nel 2000.

Proprio a causa del caso Gelman, la Corte interamericana dei diritti umani costrinse nel 2011  l’Uruguay a investigare i crimini della dittatura.
Durante la dittatura uruguaiana sono scomparsi, nell’ambito del Piano Condor,  circa 200 avversari, soprattutto in Argentina.
Paraguay

I cosiddetti “Archives of Terror”, trovati nel 1992 vicino a Asunción provano il coinvolgimento della dittatura di Alfredo Stroessner nel piano Condor. Due militanti uruguaiani, Gustavo Inzaurralde e Nelson Santana, furono catturati e imprigionati ad Asunción e interrogati dal colonnello uruguaiano Carlos Calcagno. Indagini provano che i due assieme agli argentini José Nell, Alejandro Logoluso e Marta Landi, furono nel 1977 trasportati a Buenos Aires dove sparirono nell’ESMA, Escuela de Mecánica de la Armada. L’aereo che li trasporto era quello personale del criminale Emilio Massa, con lo stesso ammiraglio a bordo.

Brasile

Il Brasile ebbe un ruolo attivo nel Piano Condor. Lo prova  la Commissione per la Verità creata nel 2012 dall’allora presidente Dilma Rousseff, un exguerrillera detenuta  e torturata dalla dittatura militare (1964-1985).

Nel documento della Commissione si legge che il Piano Condor ha riguardato “casi  di violenza, prigionia, torture, rapimenti e sparizioni dentro e fuori del Brasile”. Vi sono casi di rapimento e la scomparsa di brasiliani in Argentina, Cile e Uruguay e Argentina e Uruguay in Brasile. La commissione sta ascoltando le dichiarazioni di vittime sopravvissute in Messico, Perù, Argentina e Uruguay. In 8 stati brasiliani sono stati individuati 40 agenti o testimoni dell’apparato repressivo che partecipato o furono presenti ad azioni del Piano Condor. La commissione sta indagando se ha anche le morti dei presidenti João Goulart e Juscelino Kubitschek siano da collegare al Piano.
Sono circa 400 i morti e desaparecidos durante la dittatura militare in Brasile.

Perù

In Perù l’ex dittatore Francisco Morales Bermúdez (1975-1980) ha sempre negato di aver partecipato nel Piano Condor.
Tuttavia nel febbraio del 2012, un giudice argentino, Norberto Oyarbide, ha chiesto la sua cattura per azioni legate al Piano Condor: detenzione illegale e  tortura nel 1978 di 13 persone poi portate in Argentina in un centro di detenzione federale.
La giustizia italiana nel 2007 ha anche chiesto l’arresto e l’estradizione di Morales Bermudez per la scomparsa di 25 cittadini italiani nell’ambito del Piano Condor. Il Tribunale di Roma lo scorso martedì 17 gennaio lo ha condannato all’ergastolo.

Bolivia

Il generale Hugo Banzer, presidente dal 1971 al 1978, è stato accusato di aver coordinato la lotta contro la “sovversione”, con i suoi colleghi in Cile e Argentina, anche se ha negato qualsiasi connessione.
Comunque è stato provato che Banzer sia stato responsabile dell’arresto in Bolivia e la consegna ai militari argentini, nell’agosto del 1976, dell’argentina Graciela Rutilo e della sua giovane figlia Carla. Graciela sparì nel Centro di Detenzione “Automotores Orletti” a Buenos Aires.
Juan José Torres, ex presidente della Bolivia fu ucciso nel 1976 a Buenos Aires, in un’operazione del Piano Condor.

Ecuador

Secondo documenti della CIA, l’Ecuador iniziò a partecipare al Piano Condor. Un documento afferma: “L’esercito è responsabile per l’intelligenza e la condivisione delle informazioni tra i membri della operazione (Condor). La Marina è responsabile per le telecomunicazioni e l’Air Force è responsabile per la guerra psicologica “.

Le morti del Condor pesano ancora, le ferite dei suoi artigli sono ancora aperte. Ni perdon, ni olvido. Non bisogna perdonare, non bisogna dimenticare.

Categorie: Diritti Umani, Sud America
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