Pace, TPS, disarmo nucleare e Ecuador: il punto di Guillaume Long

22.05.2016 - Quito - Nelsy Lizarazo

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Pace, TPS, disarmo nucleare e Ecuador: il punto di Guillaume Long

 

Lo scorso mercoledì 18 aprile, il Primo Ministro dell’Ecuador, Guillaume Long ha avuto un colloquio con la stampa straniera. Qui di seguito, pubblichiamo i passi centrali di tale dialogo sui diversi aspetti della politica estera ecuadoregna.

Situazione attuale nell’ambito del terremoto del 16 aprile

Il Primo Ministro ha commentato la visita effettuata nella provincia di Manabí martedì 17 maggio con un’ampia delegazione di rappresentanti dei paesi della UNASUR, sottolineando come più del 50% degli aiuti giunti in Ecuador a tempo di record siano stati erogati da UNASUR. Quest’aspetto spiega molto bene la solidarietà dei paesi vicini, consolida la crescente integrazione latinoamericana e dimostra i molteplici passi avanti testimoniando finalmente i progressi nelle capacità istituzionali dei paesi della regione. Se ciò si fosse verificato 50 anni fa, sarebbe stata una gran cosa, ma forse  non vi era ancora capacità istituzionale da parte di ciascun paese. Long ha espresso la propria personale gratitudine  e quella anche a nome del governo e del popolo ecuadoregno di fronte all’impressionante risposta di solidarietà dei paesi di UNASUR e di quelli di tutti i continenti.  Ha menzionato l’importanza di raggiungere un compromesso di più largo termine, dato che la fase più difficile, quella relativa alla ricostruzione e attivazione dell’economia e della produzione di Manabì, è appena iniziata. Infine ha espresso l’importanza d’implementare adesso, a partire dall’approvazione in data 26 aprile, di un Manuale per la Gestione dei Rischi di UNASUR che apre la strada per la progressiva creazione di un organismo regionale per la gestione dei rischi, come quello dell’Unione Europea.

La decisione del governo ecuadoregno di chiedere il TPS dal governo dell’Unione Europea

Dopo un processo di riflessione, studio e dibattito con tutti i soggetti che hanno a che vedere con la situazione dei migranti negli Stati Uniti e dopo una consultazione con esperti del settore, il governo nazionale ha deciso di inoltrare richiesta formale al governo degli Stati Uniti per l’applicazione del TPS, adducendo come causale la situazione di calamità naturale, che è una di quelle contemplate in tale meccanismo. La decisione è dell’Esecutivo Statunitense. Cosa è il TPS? Una misura temporanea che stabilisce una moratoria inerente il trasferimento di cittadini e cittadine di un determinato paese. Se applicato, ai cittadini che si trovano in una situazione di irregolarità negli Stati Uniti si può  applicare una moratoria. Non è un procedimento di regolarizzazione. E’ un procedimento molto complesso ma il governo ecuadoregno desidera intraprenderlo inoltrando domanda, in quanto ritiene che, se accettata dal governo nordamericano, alleggerirà  la situazione di tutti quei compatrioti che ne faranno uso, almeno momentaneamente. Il Primo Ministro ha sottolineato che una delle priorità del governo di rivoluzione cittadina, è stata quella di vigilare affinchè vengano rispettati i diritti dei cittadini e delle cittadine ecuadoregne migranti e ha detto che, nel 2015, il numero di cittadini ecuadoregni deportati è salito a 1200 persone.

 

I dialoghi di pace Governo della Colombia-ELN

Long ha relazionato sulla recente visita in Venezuela e Colombia, visite in cui sono stati trattati temi chiave dell’agenda bilaterale. Si tratta di due rapporti molto importanti e, nel caso della Colombia, dopo la profonda crisi del 2008, i due paesi hanno lavorato intensamente per recuperare fiducia e relazionarsi senza problemi. I progressi nella frontiera colombo-ecuadoregna sono enormi e tale frontiera può costituire, di fatto, un modello di relazione frontaliera.

Riguardo il processo di pace in particolare, il cancelliere ha affermato che “in primo luogo è fondamentale per loro, per i nostri fratelli colombiani. E’ una cosa buona che il presidente Santos e il popolo colombiano abbiano avuto il coraggio di procedere lungo la strada verso la pace. Si ha bisogno di più coraggio per costruire la pace che non per fare la guerra”, ha detto Long. L’Ecuador si rallegra del fatto che ci si stia avvicinando sempre più a un accordo di pace con le FARC e,ora, con l’ELN. Il Presidente Correa ha sempre espresso il suo sostegno, qualora fosse stato interpellato ed è proprio ciò che sta accadendo. Per anni, con la partecipazione dell’Ecuador, è stata portata avanti una fase riservata di più di 30 riunioni, affinchè si potesse annunciare al mondo che finalmente il governo della Colombia e l’ELN dialogheranno.

La visita in Colombia è stata incentrata anche sull’avanzamento verso l’ultimo ostacolo che si è presentato all’inizio dei negoziati pubblici e che è la richiesta all’ELN da parte del governo colombiano di desistere dal sequestro. Questo aspetto ha dilatato l’inizio del dialogo previsto a fine maggio, ma di certo dovremo aspettare qualche settimana in più. Si prevede anche che questa prima fase di dialogo della fase pubblica si verifichi in territorio ecuadoregno. Il cancelliere ha anticipato che uno dei protocolli di sicurezza in questo tipo di negoziati è necessariamente il limite all’accesso da parte della stampa.

La banca del Sud

Alla prima domanda formulata da Pressenza, riferita alle prospettive della Banca del Sud, considerando la situazione regionale e in particolare i risultati elettorali in Argentina, nonché la situazione brasiliana,  Long ha affermato che “ ci siamo attardati moltissimo e che, sebbene non si tratti di un meccanismo di UNASUR nel vero senso della parola, esso è vincolato all’ambito d’integrazione di UNASUR”. Long ha affermato che è indispensabile aggiungere che le nuove aree d’integrazione che la regione sta vivendo divengano politiche di Stato, in modo tale che il segnale ideologico non sia un impedimento per procedere in tale direzione. E’ indispensabile prendersi cura di UNASUR e ci preoccupa se alcuni paesi privilegiano altre relazioni prima di quelle interne alla regione e ai processi d’integrazione.

Abbiamo bisogno di cinque paesi su sette per farcela e ancora non vi è un deciso impegno di tali paesi nel raggiungerlo. “Da parte dell’Ecuador, siamo assolutamente disposti ad appoggiare la Banca del Sud, crearla domani stesso e depositare i fondi compromessi”.


Il ruolo dell’Ecuador nella Conferenza sul Disarmo Nucleare

Pressenza ha chiesto anche  quale sia il ruolo dell’Ecuador nella Conferenza che si sta svolgendo a Ginevra e di cui il paese esercita la presidenza. Long ha risposto che la posizione del paese è molto progressista. Il paese non difende la tesi della non proliferazione, in quanto questa difende lo status quo, lo schema secondo il quale i cinque paesi usciti vincitori dalla Seconda Guerra Mondiale siano in possesso di armi nucleari. “Noi difendiamo la tesi del disarmo totale. Potrebbe suonare utopistico ma è assolutamente corretto, assolutamente giusto. Se dovremo lottare per un mondo più democratico, non vi è altra tesi da supportare.”

L’avanzata della destra nella regione

Long ha dichirato che nel mondo vi è senza alcun dubbio una strategia regionale di riposizionamento della destra politica. In alcuni paesi la destra è rimasta fuori dal governo per diversi anni ed è evidente che, dopo essere stata indebolita alle urne da una sinistra desiderosa di potere, con proposte e ora con esperienza di governo, sia in fase di riposizionamento. In che modo? Mediante un nuovo restyling, marketing elettorale che suggerisce la “non ideologizzazione”, e la “destra buona”, ma la “non ideologizzazione” non è possibile. In concomitanza con tale procedimento, vi è il logoramento e la disfatta di alcuni governi. Non si tratta di una sorpresa e non dobbiamo allarmarci. La sinistra continua ad avere grandi possibilità perseguendo la disputa democratica; sapevamo di trovarci all’interno del gioco democratico e ciò significa vincere e perdere le elezioni. Tuttavia, certamente, vi è una strategia regionale della destra transazionale di recuperare spazi di potere che hanno perso. Qualora ciò avvenga sempre mediante percorsi democratici, noi saremo sempre rispettosi dell’opposizione politica di destra.

La risposta di UNASUR di fronte al caso del Brasile

Long ha affermato che i meccanismi d’integrazione efficaci sono quelli che riescono a intervenire rapidamente in situazioni di conflitto interstatale e anche interni. Il declino della OEA (Organizzazione degli Stati Americani, N.d.T.) è stato generato dal non aver avuto alcun ruolo nelle situazioni storiche di conflitto nella regione. Indubbiamente, UNASUR ha giocato un ruolo importante nella situazione paraguaiana, nel 30-S dell’Ecuador, nella situazione di conflitto generatasi alla frontiera colombo- venezuelana. In tal modo, UNASUR è chiamata a giocare un ruolo in Brasile. La questione, è che in Brasile ci troviamo di fronte a una situazione sui generis, in quanto Dilma Roussef, pur trovandosi in un processo di impeachment, continua ad essere la presidente costituzionalmente eletta di questo paese. Tale situazione ha generato confusione; tuttavia,  Long ha espresso il proprio interesse affinchè UNASUR convochi una riunione di alto livello per trattare tale situazione.

 

Traduzione dallo spagnolo di Cristina Quattrone

 

Categorie: Interviste, Pace e Disarmo, Questioni internazionali, Sud America
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