Un’azione seria ed efficace è urgente a causa della drammatica situazione del conflitto in Yemen. Le 11 organizzazioni per la pace ed il disarmo che compongono la rete European Network Against Arms Trade (ENAAT) chiedono ai Ministri degli Esteri UE ed alla Vicepresidente della Commissione Federica Mogherini di sospendere fin da ora le vendite militari all’Arabia Saudita e di considerare l’ipotesi di un embargo.

A seguito della drammatica situazione in Yemen, peggiorata negli ultimi tempi, 11 organizzazioni europee per la pace ed il disarmo (tutte attive nella rete ENAAT) hanno deciso di condurre una serie di azioni verso le istituzioni europee affinché fermino il sostegno militare all’Arabia Saudita. Dopo aver scritto ieri una lettera ai Membri del Parlamento Europeo (che avrebbero dovuto votare su una Risoluzione in tema, poi rinviata) oggi gli organismi di ENAAT, di cui la Rete Italiana per il Disarmo fa parte, si rivolgono ai Ministri degli Esteri.

“Ci pare una naturale evoluzione di tutte le iniziative condotte in questi mesi dalla nostra Rete – sottolinea Francesco Vignarca coordinatore di Rete Disarmo – perché il nostro Paese è direttamente coinvolto nelle forniture militari che sostengono l’azione della coalizione Saudita in Yemen. Iniziative che recentemente ci hanno visto presentare un Esposto alla Magistratura per violazione della legge italiana sull’export di armi”. Come mostrato da numerose notizie e testimonianze la guerra in Yemen sta avendo un impatto estremamente grave sui civili e sulle infrastrutture vitali del Paese tra cui ospedali, scuole e accesso all’acqua potabile, in particolare a causa dei bombardamenti aerei condotti dell’Arabia Saudita e dai suoi alleati (secondo fonti ONU1).

I membri della rete europea di organizzazioni non governative ENAAT possono confermare i dati che dimostrano come gli Stati membri dell’Unione Europea siano i principali fornitori di armi all’Arabia Saudita: secondo i dati dell’Istituto svedese SIPRI il 59% delle importazioni di armamento saudite provengono dall’Europa, se ci limitiamo a gli anni tra il 2009 e il 2014. Tra il 2009 e 2013 i Paesi Europei hanno autorizzato trasferimenti di equipaggiamento militare e di tecnologie belliche all’Arabia Saudita per oltre 19 miliardi di euro. Anche dall’Italia le forniture sono state numerose e di grande controvalore, e l’Arabia Saudita figura tra i primi destinatari delle esportazioni del nostro Paese dell’ultimo quinquennio. “Ma non si parla solo di statistiche – precisa Giorgio Beretta analista di OPAL Brescia – perché il vero problema è che negli ultimi mesi dal nostro Paese si sono originate diverse spedizioni di ordigni che poi, e la notizia è accertata, sono state utilizzate nei bombardamenti in Yemen. Vogliamo continuare ad essere complici della distruzione di un intero Paese e di un’intera popolazione?”

Purtroppo, nonostante dallo scorso Maggio 2015 siano divenute pubbliche prime testimonianze credibili e rapporti su violazioni della legislazione umanitaria internazionale da parte della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, molti Paesi Europei tra cui la Francia, la Gran Bretagna, la Germania, il Belgio, la Spagna e come detto l’Italia hanno continuato ad autorizzare contratti e licenze per trasferimenti di armi verso il regno arabo. In tali autorizzazioni sono inclusi anche contratti di addestramento militare che comporteranno profitto diretto per compagnie militari private. Tutto ciò risulta essere una chiara violazione sia della Posizione Comune dell’Unione Europea sul controllo delle esportazioni di armamenti che del Trattato Internazionale sugli Armamenti (ATT)2.

In vista quindi dell’incontro informale del Consiglio degli Affari Esteri che si terrà tra oggi e domani ad Amsterdam le realtà di ENAAT chiedono:

  • Agli Stati Membri dell’UE di sospendere immediatamente tutti i trasferimenti di armi e qualsiasi supporto militare all’Arabia Saudita e ai suoi alleati nel conflitto in Yemen
  • Alla Vice-Presidente della Commissione UE ed Alto Rappresentante per la Politica Estera Federica Mogherini di promuovere nell’ambito del Consiglio degli Affari Esteri l’istituzione di un embargo su armi ed addestramento militare nei confronti dell’Arabia Saudita
  • Agli Stati Membri dell’UE di approntare ed applicare misure che configurino una più stringente interpretazione della Posizione Comune UE sui trasferimenti di armi, irrobustendo i controlli nazionali dei Parlamenti riguardo all’implementazione di tale Posizione Comune

 

Questo Comunicato è sottoscritto e diffuso in tutta Europa da

Kampagne gegen Rüstungsexport (bei Ohne Rüstung Leben, Germany) – www.ohne-ruestung-leben.de
Campaign Against Arms Trade (UK) – www.caat.org.uk
Centre Delàs for Peace Studies (Spain) – www.centredelas.org
Group Switzerland Without an Army – GSoA (Switzerland) – http://www.gsoa.ch
Human Rights Institute (Slovakia) – www.ludskeprava.sk
L’Observatoire des armements (France) – www.obsarm.org
Peace Union of Finland – www.rauhanliitto.fi/frontpage
Rete Italiana per il Disarmo (Italy) – www.disarmo.org
Stop Wapenhandel (The Netherlands) – www.stopwapenhandel.org
Vredesactie (Belgium) – www.vredesactie.be
NESEHNUTÍ (Czech Republic) – nesehnuti.cz/about-us/

 
 
 
1 Si veda qui la dichiarazione dello UN High Commissioner for Human Rights al Consiglio di Sicurezza ONU (Dicembre 2015), e le notizie di stampa riguardanti un Report ONU inviato al Consiglio di Sicurezza a Gennaio 2016.
2 Il Criterio 2 della Posizione Comune prevede che “gli Stati Membri neghino licenze e trasferimenti di armamenti in caso di “rischio chiaro” che tale equipaggiamento “possa” essere usato per violazioni della legislazione internazionale sui diritti umani, elemento ribadito anche dall’Articolo 6 del Trattato internazionale sugli Armamenti (ATT) che si occupa della stessa questione.