Protesta degli assistenti sanitari: sciopero all’ospedale Charité di Berlino

13.07.2015 - Johanna Heuveling

Quest'articolo è disponibile anche in: Tedesco

Protesta degli assistenti sanitari: sciopero all’ospedale Charité di Berlino

 

«L’assistenza sanitaria è in ginocchio», «L’assistenza sanitaria si ribella». Negli ultimi anni, questi sono stati i motti di protesta degli assistenti sanitari che però, nemmeno con campagne di rilevanza mediatica come i flashmob, sono riusciti a ottenere cambiamenti significativi nella crisi della professione e del sistema sanitario. È per questo motivo che il personale che opera nel settore dell’assistenza, per l’esattezza il ver.di, acronimo di Vereinte Dienstleistungsgewerkschaft, Sindacato unificato dei servizi, [N.d.T.] ha proclamato, il 23 giugno, uno sciopero dei lavoratori dell’ospedale Charité.

Guy Hoffmann, cofondatore dell’associazione Pflege am Boden*, ritiene che la protesta ormai arrivi in ritardo. Per oltre dieci anni, quella che è la principale categoria professionale della sanità ha accettato i tagli senza lamentarsi. Dal 1995, il 40% dei posti di lavoro a tempo pieno è stato soppresso.

L’emergenza del personale ha portato a degli sviluppi preoccupanti. Chi è rimasto in servizio è sottoposto a un carico di lavoro eccessivo e la sindrome del burn-out e forme depressive causano un ulteriore calo dell’organico. I tipici segnali della carenza di assistenza sono un aumento delle infezioni contratte in ospedale, causate da un’igiene insufficiente, di pari passo con un aumento dei casi di lesioni da decubito dovute a un inadeguato posizionamento dei pazienti costretti a letto. Per chi necessita di trattamenti continui, come le persone affette da demenza, non avanza tempo.

Per molti assistenti sanitari che hanno intrapreso questa professione per il desiderio di aiutare la persone, questo modo di lavorare è così deprimente che lo abbandonano prima del tempo o cambiano lavoro subito dopo aver terminato la formazione. I posti vacanti dovrebbero venire coperti dai lavoratori di origine spagnola che erano stati assunti dal Ministero della salute. Tuttavia, anche questi, di fronte alla situazione tedesca, hanno avviato prontamente delle iniziative di protesta. Degli ausiliari sanitari qualificati dovrebbero, inoltre, entrare in servizio a breve. Yvonne Falckner, di Pflege am Boden, ha affermato brevemente in un’intervista televisiva che chiunque offra il suo aiuto è il benvenuto; tuttavia, c’è bisogno soprattutto di personale qualificato che sappia prestare l’assistenza necessaria.

Attualmente, questa professione ha perso attrattiva a causa delle condizioni di lavoro e anche delle basse retribuzioni. Con lo sciopero all’ospedale Charité, gli operatori richiedono, prima di tutto, un aumento del personale e, quindi, un innalzamento delle paghe. Le due richieste vanno di pari passo, poiché solo una retribuzione adeguata garantisce del personale preparato.

Il ritardo con cui è stato proclamato lo sciopero è motivato da fattori strutturali. Sono infatti necessarie contrattazioni, fallite in precedenza, e serve l’accordo tra i membri del sindacato. L’associazione di categoria che riunisce gli assistenti sanitari è il ver.di, al quale, però appartengono anche tutti gli altri lavoratori del settore sociale del Dipartimento 03. In Germania, per tradizione, solo una bassa percentuale di lavoratori dell’ambito sanitario è iscritto a un’organizzazione sindacale, probabilmente per un pregiudizio che vuole che chi opera in questo campo lo faccia per altruismo. Anche per questo motivo si sono rese necessarie iniziative non sindacali come quelle promosse da Pflege am Boden che mirano a mobilitare un numero maggiore di operatori affinché lottino per i propri diritti. Al momento, al Charité, il 96,4% ha votato a favore dello sciopero

Guy Hoffmann auspica che una mobilitazione in un ospedale famoso e di grosse dimensioni come il Charité abbia un profondo effetto mediatico e promuova un dibattito pubblico. «La diffusione all’opinione pubblica è già una questione politica. Se sempre più operatori sanitari capiranno che l’opposizione è possibile, qualcosa si muoverà. È questo che la politica deve temere».

*Pflege am Boden è un’associazione indipendente da partiti, sindacati e associazioni professionali che riunisce lavoratori del settore dell’assistenza [N.d.T.].

 Traduzione dal tedesco di Silvia Durisotti

Categorie: Europa, Politica, Salute
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