Firenze, martedì 4 novembre – L’altra sera a Firenze, una città che ha dato con La Pira, Don Milani e padre Balducci un contributo rilevante al riconoscimento dell’obiezione di coscienza nel nostro paese, si è celebrato presso il Centro comunitario valdese un evento dal titolo “sui generis” rispetto al tradizionale panorama delle manifestazioni nazionali: la “Festa delle Forze disarmate”!

Al centro di questo evento, ironico nel titolo ma fortemente commemorativo nel contenuto, il ricordo del primo obiettore di coscienza al servizio militare, cattolico italiano: Giuseppe Gozzini. Questo “artigiano proletario”, come egli può essere considerato per tutto il corso della vita, Gozzini divenne una figura significativa di un movimento particolarmente mal visto dal potere politico dell’epoca, epoca in cui l’esercito aveva le sue leggi rigorose e i suoi tribunali – siamo agli inizi degli anni ‘60 – e la sua scelta scatenò fin da subito l’ira dei cappellani militari di allora, in risposta alla quale si creò un movimento di appoggio a Gozzini che vide coinvolti lo stesso don Milani e Padre Ernesto Balducci.

Sotto un accompagnamento musicale ricercato nei tempi e nei toni bassi, sono stati letti alcuni testi tratti da una raccolta di scritti del libro curato dalla figlia di Gozzini e da Piero Scaramucci “Non complice. Storia di un obiettore”, tra cui alcune lettere dal carcere militare di Firenze (ora Fortezza da Basso) allorchè nel ‘62, esattamente dieci anni prima dal varo della legge 772 che istituirà il servizio civile alternativo in Italia, Gozzini fu rinchiuso. E poi il ricordo toccante della profonda amicizia che lo legò all’ateo e anarchico Giuseppe Pinelli, lui, che pure era di provenienza cattolica e marxista. Refrattario ad ogni forma di ingiustizia quale egli è sempre stato, Gozzini fu uno dei pochi a proclamare fin dal primo momento la totale innocenza di Pinelli.

A questa iniziativa, promossa da “La Fucina per la Nonviolenza” in collaborazione con la Chiesa Valdese e la Coop. “La Riforma”, hanno partecipato tante persone ispirate dal comune ideale della NonViolenza ed ha visto l’adesione delle associazioni: “Un Tempio per la Pace”, il “Centro Internazionale La Pira”, la Rivista “Testimonianze” e del Centro studi Umanisti “TiconZero”.

Di Luigi Milite del Centro Studi Umanisti “Ti con zero”